Durante la fase di realizzazione dell' LHC, la cui conclusione è prevista per il 2004, sarà possibile utilizzare la telepresenza per effettuare operazioni di manutenzione tramite robot.

A causa dell'alta radioattività che le particelle accelerate indurranno nei futuri rivelatori, ogni intervento tecnico richiederebbe parecchi giorni di arresto del complesso.

Inoltre un tecnico sarebbe esposto a una dose di radiazioni che limiterebbe la sua permanenza nella macchina a tempi dell'ordine di un'ora all'anno.

Queste limitazioni renderebbero impossibile la formazione di tecnici esperti, e ogni operazione complessa ne richiederebbe decine.

La telepresenza permette a un solo tecnico dotato di casco e guanti di operare sul modello virtuale mentre un robot replica i suoi movimenti nell'ambiente reale.

Oggi si contano già parecchie decine di casi di applicazione della telepresenza in campo militare e industriale, soprattutto quando l'ambiente operativo è pericoloso o addirittura inaccessibile.

Anche in medicina si contano numerosi progetti sperimentali in telepresenza.

Presto i chirurghi potranno operare a distanza via satellite attraverso robot .

Ciò permetterà loro di intervenire su pazienti intrasportabili o in condizioni di estrema urgenza.

Inoltre, grazie alla scalabilità dei modelli virtuali, è possibile compiere interventi di microchirurgia usando robot a laser ad alta precisione guidati da chirurghi in telepresenza.