I primi rivelatori.

A misura che la nostra conoscenza dei raggi cosmici progrediva e che la vera natura dell'energia si precisava, tutta una serie di mezzi di osservazione veniva inventata e messa a punto dai ricercatori.

 Fino al 1912 circa, ci si era dovuti accontentare, per lo studio dei raggi cosmici, di misurare la conduttivitą dell'aria, ma questo non permetteva di dire gran che su quanto le particelle cosmiche facevano in dettaglio. D'altronde a quell'epoca, non si sapeva nemmeno che si trattasse di particelle.

 Poi vennero i contatori che davano un segnale elettrico quando erano attraversati dalle particelle, e questo permetteva almeno di poterle localizzare nello spazio e nel tempo.

 Ma furono soprattutto due nuove tecniche all'origine delle prime scoperte nella fisica delle particelle: l'emulsione fotografica che, esaminata al microscopio dopo essere stata sviluppata, rivelava, sotto forma di "puntini" neri allineati, le tracce delle particelle che l'avevano attraversata; ancora pił importante la famosa camera a nebbia, dove la traiettoria delle particelle era visualizzata sotto forma di una finissima traccia di nebbia, un po' come la scia lasciata da un apparecchio a reazione in volo ad alta quota.

 Le emulsioni fotografiche, le camere a nebbia ed i contatori, (questi ultimi spesso associati tra di loro) furono i pił importanti utensili della fisica delle particelle tra il 1928 e l'inizio degli anni '60.

 


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