La funzione \(f(x)\) è definita sull'intervallo \([-4;\,3]\). Il grafico di \(f(x)\) è composto da due quarti di circonferenza e da un segmento lineare, come mostrato in figura. Sia
\[g(x) = 2x + \int_0^x f(t)\,dt.\]
Legenda: Il grafico di \(f(x)\) è composto dal primo quarto di circonferenza (in rosso) da \(A(-4;\,-1)\) a \(B(-3;\,0)\), dal secondo quarto di circonferenza (in blu) da \(B(-3;\,0)\) a \(C(0;\,3)\), e dal segmento (in verde) da \(C(0;\,3)\) a \(D(3;\,-3)\).
Dal grafico, \(f(x)\) è composta da tre pezzi:
In sintesi, la funzione \(f(x)\) definita a tratti è:
\[ f(x) = \begin{cases} -\sqrt{1-(x+4)^2} & x \in [-4;\,-3] \\[6pt] \sqrt{9-x^2} & x \in (-3;\,0] \\[6pt] -2x+3 & x \in (0;\,3] \end{cases} \]Per definizione:
\[g(-3) = 2(-3) + \int_0^{-3} f(t)\,dt = -6 - \int_{-3}^0 f(t)\,dt\]dove nell'ultimo passaggio si è usata la proprietà \(\displaystyle\int_a^b = -\int_b^a\). L'integrale \(\displaystyle\int_{-3}^0 f(t)\,dt = \int_{-3}^0 \sqrt{9-t^2}\,dt\) rappresenta l'area del quarto di cerchio di raggio \(3\) compreso tra \(x = -3\) e \(x = 0\) con \(y \ge 0\):
\[\int_{-3}^0 \sqrt{9-t^2}\,dt = \frac{\pi \cdot 3^2}{4} = \frac{9\pi}{4}\]Quindi:
\[g(-3) = -6 - \frac{9\pi}{4}\]
Poiché \(f(x)\) è continua su \([-4;\,3]\), per il Teorema Fondamentale del Calcolo Integrale la funzione \(\displaystyle F(x) = \int_0^x f(t)\,dt\) è continua su \([-4;\,3]\) e derivabile su \(]-4;\,3[\), con \(F'(x) = f(x)\). Di conseguenza, \(g(x) = 2x + F(x)\) è anch'essa continua su \([-4;\,3]\) e derivabile su \(]-4;\,3[\), con:
\[g'(x) = 2 + f(x)\]Esplicitando come funzione a tratti si ha:
\[ g'(x) = \begin{cases} 2 - \sqrt{1-(x+4)^2} & x \in [-4;\,-3] \\[6pt] 2 + \sqrt{9-x^2} & x \in (-3;\,0] \\[6pt] 2 + (-2x+3) = -2x+5 & x \in (0;\,3] \end{cases} \]Dal grafico (o dall'espressione analitica), \(f(-3) = 0\). Pertanto:
\[g'(-3) = 2 + f(-3) = 2 + 0 = 2\]
Determina l'ascissa del massimo assoluto di \(g(x)\) nell'intervallo \([-4;\,3]\). Motiva la risposta.
Sappiamo che \(g'(x) = 2 + f(x)\). Come mostrato nel punto a), \(g\) è derivabile su \(]-4;\,3[\) con \(g'(x) = 2 + f(x)\). Per il criterio della derivata prima, il massimo assoluto su \([-4;\,3]\) si raggiunge nel punto interno in cui \(g'(x)\) cambia segno da positivo a negativo, ovvero dove \(f(x) = -2\).
Quindi \(g'(x) > 0\) su tutto \([-4;\,\frac{5}{2})\) e \(g'(x) < 0\) su \((\frac{5}{2};\,3]\): la funzione \(g\) è crescente fino a \(x = \frac{5}{2}\) e poi decrescente.
Il massimo assoluto di \(g(x)\) sull'intervallo \([-4;\,3]\) si raggiunge in \(\boldsymbol{x = \dfrac{5}{2}}\).
I punti di flesso di \(g(x)\) si trovano dove \(g''(x)\) cambia segno. Poiché \(g'(x) = 2 + f(x)\), si ha:
\[ g''(x) = f'(x) \]Quindi i flessi di \(g\) corrispondono ai punti in cui \(f'(x)\) cambia segno, cioè ai punti in cui cambia la concavità del grafico di \(g\).
In \(x=-3\), la derivata del tratto rosso tende a \(+\infty\) per \(x\to-3^-\), mentre la derivata del tratto blu tende anch'essa a \(+\infty\) per \(x\to-3^+\). Inoltre \(g''(x)\) è positiva sia a sinistra sia a destra di \(x=-3\). Non si verifica quindi alcun cambio di segno di \(g''\): \(x=-3\) non è un punto di flesso.
In \(x=0\), invece, \(g''\) passa da positiva (su \((-3;\,0)\)) a negativa (su \((0;\,3)\)). Si verifica quindi un cambio di concavità, per cui \(x=0\) è un punto di flesso.
Inoltre \[ g'(0)=2+f(0)=2+3=5\neq0, \] quindi il flesso è a tangente obliqua.
Calcoliamo l'ordinata del punto di flesso:
\[ g(0)=2\cdot0+\int_0^0 f(t)\,dt=0. \]Il grafico di \(g(x)\) presenta un unico punto di flesso nell'intervallo \(]-4;\,3[\), nel punto \(\boldsymbol{(0;\,0)}\), con tangente obliqua di coefficiente angolare \(\boldsymbol{g'(0)=5}\).
Verifica che non esiste alcun punto \(c\) nell'intervallo \(]-4;\,3[\) per il quale \(f'(c)\) sia uguale al rapporto incrementale di \(f(x)\) rispetto agli estremi dell'intervallo \([-4;\,3]\). Spiega perché questo non contraddice il Teorema di Lagrange.
I valori agli estremi sono \(f(-4) = -1\) e \(f(3) = -2(3)+3 = -3\). Il rapporto incrementale è:
\[\frac{f(3) - f(-4)}{3 - (-4)} = \frac{-3 - (-1)}{7} = \frac{-2}{7}\]Analizziamo \(f'(x)\) sui tre tratti:
Nei punti \(x = -3\) e \(x = 0\), la funzione \(f\) non è derivabile. In particolare, in \(x = -3\) le derivate sinistra e destra tendono entrambe a \(+\infty\), configurando un punto a tangente verticale.
Non esiste alcun \(c \in ]-4;\,3[\) tale che \(f'(c) = -\dfrac{2}{7}\).
Il Teorema di Lagrange richiede che \(f\) sia continua su \([-4;\,3]\) e derivabile su \(]-4;\,3[\). Come si vede chiaramente dal grafico, \(f\) non è derivabile in \(x = -3\) e in \(x = 0\), che sono punti interni all'intervallo: le ipotesi del teorema non sono soddisfatte e quindi il teorema non si applica.
Il risultato non contraddice il Teorema di Lagrange perché \(f\) non è derivabile in \(x = -3\) e \(x = 0\), punti interni a \(]-4;\,3[\): le ipotesi del teorema non sono soddisfatte e il teorema non è applicabile.