Si consideri la funzione \(f(x) = x \ln^2(x)\) definita nel suo dominio naturale.
La funzione è definita laddove l'argomento del logaritmo è strettamente positivo. Il dominio è quindi:
\[D = (0, +\infty)\]La funzione non presenta simmetrie (né pari né dispari) poiché il dominio non è simmetrico rispetto all'origine. Per quanto riguarda il segno, essendo \(x > 0\) nel dominio e \(\ln^2(x) \ge 0\) per ogni reale, si ha che \(f(x) \ge 0\) in tutto il dominio. La funzione si annulla nei punti in cui \(\ln(x) = 0\), ovvero per \(x = 1\). Il grafico interseca l'asse \(x\) nel punto \((1, 0)\).
Calcoliamo i limiti per studiare il comportamento della funzione agli estremi del dominio:
\[\lim_{x \to 0^+} x \ln^2(x) = 0\]Questo risultato si ottiene richiamando il seguente limite notevole:
\[\lim_{x \to 0^+} x^a \ln^b(x) = 0 \quad \text{per ogni } a>0 \text{ e per ogni } b>0\]Questo limite si può dimostrare con la regola di De L'Hôpital scrivendolo nella forma \(\frac{\ln^b(x)}{x^{-a}}\), oppure utilizzando la gerarchia degli infiniti (l'infinito del denominatore domina sempre sull'infinito del numeratore).
\[\lim_{x \to +\infty} x \ln^2(x) = +\infty \cdot +\infty = +\infty\]Non sussistono asintoti obliqui a \(+\infty\) poiché il rapporto \(\frac{f(x)}{x} = \ln^2(x)\) tende a \(+\infty\).
Utilizzando la regola di derivazione del prodotto e della funzione composta, otteniamo:
\[f'(x) = 1 \cdot \ln^2(x) + x \cdot 2\ln(x) \cdot \frac{1}{x} = \ln^2(x) + 2\ln(x) = \ln(x)\big(\ln(x) + 2\big)\]Studiamo il segno della derivata prima ponendo \(f'(x) \ge 0\):
\[\ln(x) \le -2 \quad \cup \quad \ln(x) \ge 0 \implies 0 < x \le e^{-2} \quad \cup \quad x \ge 1\]I punti stazionari individuati sono:
Calcoliamo la derivata seconda per determinare la concavità e gli eventuali punti di flesso:
\[f''(x) = 2\ln(x) \cdot \frac{1}{x} + \frac{2}{x} = \frac{2}{x}\big(\ln(x) + 1\big)\]Poiché \(x > 0\), il segno di \(f''(x)\) dipende solo dal termine in parentesi:
\[\ln(x) + 1 \ge 0 \implies \ln(x) \ge -1 \implies x \ge e^{-1} \approx 0{,}37\]La curva volge la concavità verso il basso in \((0, e^{-1})\) e verso l'alto in \((e^{-1}, +\infty)\). Nel punto di passaggio \(x = e^{-1} \approx 0{,}37\) si ha un punto di flesso con ordinata \(f(e^{-1}) = e^{-1}(-1)^2 = e^{-1} \approx 0{,}37\).
Dominio: \(x > 0\). Massimo relativo: \(M(e^{-2}; 4e^{-2})\). Minimo assoluto: \(m_f(1; 0)\). Flesso: \(F(e^{-1}; e^{-1})\).
Legenda: Rappresentazione cartesiana della funzione \(f(x) = x \ln^2(x)\) con evidenziati i punti caratteristici di massimo \(M\), flesso \(F\) e minimo \(m_f\).
Si dimostri che l'equazione \(f(x) = \frac{3}{2}\) ammette una sola soluzione \(c\) e se ne determini un suo valore approssimato a meno di un centesimo.
L'equazione \(f(x) = \frac{3}{2}\) equivale a cercare le ascisse dei punti di intersezione tra il grafico della funzione \(y = f(x)\) e la retta orizzontale \(y = \frac{3}{2}\).
Rappresentazione di f(x) e dell'andamento nell'intorno della retta y = 1.5
Osservando il grafico della funzione, si nota chiaramente che la retta \(y = \frac{3}{2} = 1{,}5\) interseca la curva in un solo punto \(C\). Poiché nell'intervallo \((0, 1]\) il massimo assoluto della funzione è pari a \(4e^{-2} \approx 0{,}54 < 1{,}5\), l'intersezione deve necessariamente trovarsi a destra del punto di minimo \(m_f(1,0)\), in una zona in cui la funzione è strettamente crescente.
Nello specifico, l'ascissa \(c\) è compresa fra \(2\) e \(3\). Possiamo verificarlo numericamente calcolando i valori della funzione agli estremi di questo intervallo e confrontandoli con \(1{,}5\):
Essendo \(f(2) < 1{,}5 < f(3)\), l'esistenza di una soluzione \(c \in (2, 3)\) è geometricamente evidente.
Definiamo una funzione ausiliaria \(h(x)\) continua nel dominio \((0, +\infty)\):
\[h(x) = f(x) - \frac{3}{2} = x \ln^2(x) - \frac{3}{2}\]Consideriamo l'intervallo chiuso \([2, 3]\). La funzione \(h(x)\) soddisfa le ipotesi del Teorema degli Zeri (o di Esistenza degli Zeri) in quanto:
Pertanto, esiste almeno un valore \(c \in (2, 3)\) tale che \(h(c) = 0\), ovvero \(f(c) = \frac{3}{2}\).
Per dimostrare l'unicità della soluzione, studiamo la derivata prima di \(h(x)\), che coincide con quella di \(f(x)\):
\[h'(x) = f'(x) = \ln(x)\big(\ln(x) + 2\big)\]Per ogni \(x \in [2, 3]\), si ha che \(\ln(x) > 0\) e \(\ln(x) + 2 > 0\), di conseguenza \(h'(x) > 0\). La funzione \(h(x)\) è strettamente crescente in tutto l'intervallo considerato (e più in generale per ogni \(x \ge 1\)). Una funzione strettamente monotona può annullarsi al massimo una volta sola; resta così dimostrato che la soluzione \(c\) è unica.
Applichiamo l'algoritmo di bisezione partendo dall'intervallo \(I_0 = [2, 3]\) di ampiezza \(\Delta_0 = 1\) e calcoliamo i successivi punti medi \(m_n\) arrestandoci quando l'ampiezza dell'intervallo diventa inferiore alla tolleranza richiesta \(\varepsilon = 0{,}01\):
L'intervallo finale ha ampiezza inferiore a un centesimo. Possiamo assumere come valore approssimato il punto medio dell'ultimo intervallo o arrotondare a due cifre decimali ottenendo \(c \approx 2{,}26\).
Per poter applicare il metodo delle tangenti nell'intervallo \([2, 3]\), verifichiamo le condizioni di convergenza per la funzione \(h(x)\):
Le ipotesi sono verificate. Dobbiamo scegliere come punto iniziale \(x_0\) l'estremo dell'intervallo in cui la funzione e la sua derivata seconda hanno lo stesso segno: \(h(x_0) \cdot h''(x_0) > 0\). Poiché \(h''(x) > 0\), dobbiamo scegliere l'estremo in cui \(h(x) > 0\), ossia \(x_0 = 3\).
La formula ricorsiva del metodo delle tangenti è:
\[x_{n+1} = x_n - \frac{h(x_n)}{h'(x_n)}\]Eseguiamo le iterazioni:
Dato che \(|x_3 - x_2| = |2{,}2589 - 2{,}2633| = 0{,}0044 < 0{,}01\), il processo può essere arrestato. Il valore richiesto a meno di un centesimo è \(c \approx 2{,}26\).
Rappresentazione delle tangenti successive al grafico di \(h(x)\)
Valore approssimato della soluzione: \(c \approx 2{,}26\)
Indicato con \(a\) un numero reale appartenente all'intervallo \((0; 1]\), si calcoli l'area \(A\) della regione finita di piano \(R\) delimitata dal grafico di \(f\), dall'asse \(x\) e dalle rette \(x = a\) e \(x = 1\). Si determini poi il limite per \(a \to 0^+\) di tale area e si interpreti geometricamente il risultato ottenuto.
Nell'intervallo \((0; 1]\) la funzione \(f(x) = x \ln^2(x)\) assume valori sempre non negativi, annullandosi soltanto nell'estremo superiore \(x = 1\). La regione \(R\) richiesta è dunque interamente contenuta nel primo quadrante.
Visualizzazione della regione R (in verde) nell'intervallo [a, 1]
L'area \(A(a)\) della regione \(R\) si ottiene calcolando il seguente integrale definito:
\[A(a) = \int_{a}^{1} x \ln^2(x) \, dx\]Risolviamo l'integrale applicando il metodo di integrazione per parti, considerando \(\ln^2(x)\) come fattore finito e \(x\) come fattore differenziale:
Applicando la formula si ottiene:
\[\int_{a}^{1} x \ln^2(x) \, dx = \left[ \frac{x^2}{2} \ln^2(x) \right]_{a}^{1} - \int_{a}^{1} \frac{x^2}{2} \cdot \frac{2\ln(x)}{x} \, dx\]Poiché il termine valutato in \(x = 1\) si annulla (\(\ln(1) = 0\)), l'espressione si riduce a:
\[\int_{a}^{1} f(x) \, dx = -\frac{a^2}{2}(\ln a)^2 - \int_{a}^{1} x \ln x \, dx\]Procediamo integrando nuovamente per parti l'integrale residuo \(\int_{a}^{1} x \ln x \, dx\), scegliendo questa volta \(\ln x\) come fattore finito e \(x\) come fattore differenziale:
Sostituendo questo risultato nell'equazione principale e distribuendo il segno meno, otteniamo la formula finale dell'area:
\[\int_{a}^{1} f(x) \, dx = -\frac{a^2}{2}(\ln a)^2 + \frac{a^2}{2}\ln a + \frac{1}{4} - \frac{a^2}{4}\]Per determinare l'area della regione quando l'estremo sinistro si avvicina indefinitamente all'origine, calcoliamo il limite per \(a \to 0^+\):
\[\lim_{a \to 0^+} A(a) = \lim_{a \to 0^+} \left( -\frac{a^2}{2}(\ln a)^2 + \frac{a^2}{2}\ln a + \frac{1}{4} - \frac{a^2}{4} \right)\]Per la gerarchia degli infiniti (o applicando il teorema di de l'Hôpital), i prodotti infinitesimo-infinito tendono a zero:
\[\lim_{a \to 0^+} a^2(\ln a)^2 = 0 \quad \text{e} \quad \lim_{a \to 0^+} a^2\ln a = 0\]Di conseguenza, l'unico termine non nullo è la costante:
\[\lim_{a \to 0^+} A(a) = \frac{1}{4}\]Interpretazione geometrica: Il risultato ottenuto rappresenta il valore dell'integrale improprio della funzione nell'intervallo aperto a sinistra \((0; 1]\). Dal punto di vista geometrico, sebbene la regione di piano si estenda illimitatamente accumulandosi verso l'origine (dove la funzione non è originariamente definita ma solo prolungabile per continuità), essa possiede un'area finita pari esattamente a \(\frac{1}{4}\).
Area della regione: \(A(a) = -\frac{a^2}{2}(\ln a)^2 + \frac{a^2}{2}\ln a + \frac{1}{4} - \frac{a^2}{4}\)
Limite per \(a \to 0^+\): \(A = \frac{1}{4}\) (Integrale improprio convergente)
Posto \(g(x) = f'(x)\), si deduca il grafico qualitativo \(G\) della funzione derivata a partire da quello di \(f(x)\). Si calcoli infine l'area del quadrilatero avente per vertici il punto di massimo e il punto di minimo di \(f\), l'intersezione \(A\) di \(G\) con l'asse \(x\) avente ascissa minore, e il punto di minimo della funzione \(g\).
Analizziamo l'andamento della funzione derivata \(g(x)\) basandoci sullo studio di \(f(x)\) effettuato nel punto a):
Legenda: Confronto tra la funzione f(x) (tratteggiata in azzurro) e la funzione derivata g(x) (in verde continuo).
Identifichiamo le coordinate esatte dei quattro vertici descritti dal testo:
Rappresentazione del quadrilatero (evidenziato in viola) con l'angolo retto nel vertice sull'asse x
Osservando le coordinate dei punti, notiamo che i vertici \(A\) e \(M\) possiedono la medesima ascissa (\(x = e^{-2}\)); il segmento \(AM\) è pertanto perfettamente verticale. Poiché i punti \(A\) e \(m_f\) giacciono entrambi sull'asse delle ascisse (\(y = 0\)), il segmento \(A m_f\) è perfettamente orizzontale. Ne consegue che il quadrilatero presenta un angolo retto in corrispondenza del vertice \(A\) (\(\angle M A m_f = 90^\circ\)).
Possiamo calcolare l'area totale del quadrilatero \(M m_f m_g A\) scomponendolo nella somma delle aree di due triangoli aventi come base comune il segmento \(A m_f\) situato sull'asse \(x\):
La lunghezza della base comune è data da:
\[b = \overline{A m_f} = x_{m_f} - x_A = 1 - e^{-2}\]Sommando le due superfici otteniamo l'area complessiva del quadrilatero:
\[\text{Area Totale} = \left(2e^{-2} - 2e^{-4}\right) + \left(\frac{1}{2} - \frac{1}{2}e^{-2}\right) = \frac{1}{2} + \frac{3}{2}e^{-2} - 2e^{-4}\]Sostituendo i valori numerici approssimati (\(e^{-2} \approx 0{,}1353\) e \(e^{-4} \approx 0{,}0183\)):
\[\text{Area} \approx 0{,}5 + 1{,}5 \cdot (0{,}1353) - 2 \cdot (0{,}0183) \approx 0{,}5 + 0{,}2030 - 0{,}0366 \approx 0{,}6664\]Area del quadrilatero: \(S = \frac{1}{2} + \frac{3}{2}e^{-2} - 2e^{-4} \approx 0{,}67\)