Si calcoli
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{2^{3x} - 3^{4x}}{x^2}\]Per risolvere il limite, iniziamo applicando le proprietà delle potenze ai termini presenti al numeratore, in modo da ridurli a potenze con un'unica variabile d'esponente \(x\):
Sostituendo queste espressioni, il limite originario si riscrive come:
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{8^x - 81^x}{x^2}\]Per ricondurci ai limiti notevoli, raccogliamo a fattor comune il termine \(81^x\) al numeratore e separiamo il denominatore \(x^2\) nel prodotto \(x \cdot x\):
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{81^x \left[ \left(\frac{8}{81}\right)^x - 1 \right]}{x \cdot x} = \lim_{x \to 0^+} \frac{81^x}{x} \cdot \frac{\left(\frac{8}{81}\right)^x - 1}{x}\]A questo punto possiamo applicare il limite notevole dell'esponenziale per \(x \to 0^+\):
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{a^x - 1}{x} = \ln(a)\]Nel nostro caso, ponendo \(a = \frac{8}{81}\), la seconda frazione tende a un valore costante ben definito:
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{\left(\frac{8}{81}\right)^x - 1}{x} = \ln\left(\frac{8}{81}\right)\]Il limite complessivo si riduce pertanto a studiare il comportamento del prodotto rimanente:
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{81^x \ln\left(\frac{8}{81}\right)}{x}\]Valutiamo separatamente i fattori per \(x \to 0^+\):
Moltiplicando una quantità infinita positiva per una costante negativa (\(+\infty \cdot \text{valore negativo}\)), otteniamo come risultato finale meno infinito:
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{81^x \ln\left(\frac{8}{81}\right)}{x} = -\infty\]Il valore del limite richiesto è: \[\lim_{x \to 0^+} \frac{2^{3x} - 3^{4x}}{x^2} = -\infty\]
Si lancino due dadi. Qual è la probabilità che uno e soltanto uno dei due numeri sia 5?
Per determinare la probabilità richiesta, possiamo utilizzare la definizione classica di probabilità come rapporto tra il numero dei casi favorevoli e il numero dei casi possibili.
Lanciando due dadi regolari a 6 facce, lo spazio campionario complessivo è formato da coppie ordinate del tipo \((d_1, d_2)\). Il numero totale dei casi possibili è dato da:
\[6 \times 6 = 36\]L'evento richiesto esige che uno e soltanto uno dei due dadi mostri il numero 5. Questo significa che escludiamo il caso in cui entrambi i dadi mostrino 5 (ovvero la coppia \((5,5)\)). I casi favorevoli sono dunque costituiti dalle seguenti configurazioni:
Il numero totale dei casi favorevoli è quindi: \(5 + 5 = 10\).
Applicando la formula della probabilità classica, otteniamo:
\[P = \frac{\text{Casi Favorevoli}}{\text{Casi Possibili}} = \frac{10}{36}\]Semplificando la frazione dividendo numeratore e denominatore per 2, si ricava il risultato finale:
\[P = \frac{5}{18}\]La probabilità che uno e soltanto uno dei due dadi sia 5 è: \[P = \frac{5}{18} \approx 27.78\%\]
Possiamo giungere allo stesso risultato considerando i lanci come eventi indipendenti. La probabilità che esca 5 su un dado è \(\frac{1}{6}\), mentre la probabilità che non esca 5 è \(\frac{5}{6}\). L'evento desiderato si verifica se esce 5 al primo lancio e non esce al secondo, oppure se non esce al primo e esce al secondo:
\[P = \left(\frac{1}{6} \times \frac{5}{6}\right) + \left(\frac{5}{6} \times \frac{1}{6}\right) = \frac{5}{36} + \frac{5}{36} = \frac{10}{36} = \frac{5}{18}\]E' noto che il lato del decagono regolare iscritto in un cerchio è sezione aurea del raggio. Si utilizzi il risultato per calcolare \(\text{sen}\frac{\pi}{10}\).
Consideriamo un decagono regolare inscritto in una circonferenza di centro \(O\) e raggio \(r\). Sia \(AB\) un lato consecutivo del decagono. L'angolo al centro \(\widehat{AOB}\) sotteso da ciascun lato corrisponde a un decimo dell'angolo giro completo:
\[\alpha = \frac{2\pi}{10} = \frac{\pi}{5} = 36^\circ\]
Rappresentazione geometrica di un decagono regolare inscritto in una circonferenza con angolo al centro di 36°.
Il triangolo \(OAB\) formato dal centro \(O\) e dai due vertici adiacenti \(A\) e \(B\) è un triangolo isoscele sulla base \(AB\), avente i lati obliqui pari al raggio \(OA = OB = r\). Gli angoli alla base misurano:
\[\beta = \frac{\pi - \frac{\pi}{5}}{2} = \frac{2\pi}{5} = 72^\circ\]Tracciamo la bisettrice dell'angolo alla base \(\widehat{OAB}\), che interseca il raggio opposto \(OB\) nel punto \(K\). Questa divide l'angolo di \(72^\circ\) in due angoli uguali di \(36^\circ\).
Riferimento geometrico: triangolo isoscele OAB di vertice O e raggio r, con bisettrice AK dell'angolo alla base.
Facendo riferimento alla figura, la bisettrice \(AK\) dell'angolo \(\widehat{OAB}\) individua sul raggio \(OB\) il punto \(K\), dividendo l'angolo originario in due angoli congruenti di \(36^\circ\) (\(\widehat{OAK} = \widehat{KAB} = 36^\circ\)).
Dall'analisi dei triangoli interni che si vengono a formare, si deduce che:
Combinando le relazioni geometriche trovate, indichiamo con \(\ell\) la lunghezza del lato del decagono \(AB\):
\[AB = AK = OK = \ell\]Poiché il triangolo \(ABK\) ha gli stessi angoli di \(36^\circ, 72^\circ, 72^\circ\) del triangolo principale \(OAB\), i due triangoli sono simili per il primo criterio di similitudine (\(ABK \sim OAB\)). Possiamo dunque impostare la proporzione tra i rispettivi lati obliqui e le rispettive basi:
\[OB : AB = AB : BK\]Sapendo che il raggio misura \(OB = r\), la base misura \(AB = \ell\) e il segmento residuo sul raggio è \(BK = OB - OK = r - \ell\), sostituendo otteniamo:
\[r : \ell = \ell : (r - \ell)\]Questa fondamentale relazione geometrica dimostra in modo rigoroso che il lato \(\ell\) del decagono regolare è la sezione aurea del raggio \(r\) della circonferenza in cui è inscritto.
Sviluppando il prodotto dei medi e degli estremi della proporzione precedente si ottiene l'equazione di secondo grado:
\[\ell^2 = r(r - \ell) \implies \ell^2 + r\ell - r^2 = 0\]Risolvendo l'equazione rispetto alla variabile \(\ell\) e isolando l'unica radice reale positiva accettabile per una grandezza geometrica:
\[\ell = r \cdot \frac{-1 + \sqrt{5}}{2}\]Consideriamo nuovamente il triangolo isoscele principale \(OAB\). Tracciando l'altezza relativa alla base \(AB\) passante per il centro \(O\), questa funge anche da bisettrice dell'angolo al centro \(\widehat{AOB}\), definendo un angolo acuto pari a:
\[\frac{\alpha}{2} = \frac{\pi}{10} = 18^\circ\]All'interno del triangolo rettangolo così individuato, per le definizioni delle funzioni goniometriche, il seno dell'angolo acuto è pari al rapporto tra il cateto opposto (la metà della base \(AB\), ovvero \(\frac{\ell}{2}\)) e l'ipotenusa (il raggio \(r\)):
\[\text{sen}\frac{\pi}{10} = \frac{\frac{\ell}{2}}{r} = \frac{\ell}{2r}\]
Riferimento trigonometrico: semitriangolo rettangolo OLB con angolo di 18° al vertice O e cateto opposto pari a ℓ/2.
Sostituendo il rapporto \(\frac{\ell}{r} = \frac{\sqrt{5} - 1}{2}\) derivato dalla sezione aurea, giungiamo alla determinazione del valore esatto cercato:
\[\text{sen}\frac{\pi}{10} = \frac{1}{2} \cdot \left(\frac{\sqrt{5} - 1}{2}\right) = \frac{\sqrt{5} - 1}{4}\]Il valore esatto cercato è: \[\text{sen}\frac{\pi}{10} = \frac{\sqrt{5} - 1}{4}\]
Per un approfondimento sulla Sezione aurea si veda questa pagina:
https://www.matefilia.it/argomen/sezione-aurea/sezione-aurea.pdf
Data la funzione:
\[f(x) = \begin{cases} \text{sen}x \cdot \ln(\text{sen}2x), & \text{per } 0 < x < \frac{\pi}{2} \\ 0, & \text{per } x = 0 \end{cases}\]si provi che è continua, ma non derivabile, nel punto \(x = 0\).
Affinché la funzione sia continua a destra nel punto \(x = 0\), deve sussistere la seguente uguaglianza:
\[\lim_{x \to 0^+} f(x) = f(0) = 0\]Calcoliamo il limite della funzione per \(x \to 0^+\):
\[\lim_{x \to 0^+} \text{sen}x \cdot \ln(\text{sen}2x)\]Per risolvere la forma indeterminata del tipo \([0 \cdot (-\infty)]\), possiamo moltiplicare e dividere l'espressione per \(2\cos x\) in modo da ricondurre la funzione trigonometrica esterna all'argomento del logaritmo sfruttando la formula di duplicazione \(\text{sen}2x = 2\text{sen}x\cos x\):
\[\lim_{x \to 0^+} \frac{2\cos x \cdot \text{sen}x \cdot \ln(\text{sen}2x)}{2\cos x} = \lim_{x \to 0^+} \frac{\text{sen}2x \cdot \ln(\text{sen}2x)}{2\cos x}\]Analizziamo ora il comportamento dei singoli componenti per \(x \to 0^+\):
Il limite complessivo è dunque:
\[\lim_{x \to 0^+} f(x) = \frac{0}{2} = 0\]Essendo il valore del limite coincidente con il valore della funzione nel punto (\(f(0) = 0\)), la funzione è continua a destra in \(x = 0\).
Per stabilire la derivabilità della funzione in \(x = 0\), ricorriamo alla definizione analitica mediante il limite del rapporto incrementale destro:
\[\lim_{h \to 0^+} \frac{f(0 + h) - f(0)}{h}\]Sostituendo le definizioni della funzione nell'intorno destro del punto, otteniamo:
\[\lim_{h \to 0^+} \frac{\text{sen}h \cdot \ln(\text{sen}2h) - 0}{h} = \lim_{h \to 0^+} \left(\frac{\text{sen}h}{h}\right) \cdot \ln(\text{sen}2h)\]Applichiamo ora i teoremi algebrici sui limiti separando il prodotto:
Moltiplicando i rispettivi risultati limite (\(1 \cdot (-\infty)\)), si ricava:
\[\lim_{h \to 0^+} \frac{f(0 + h) - f(0)}{h} = -\infty\]Poiché il limite del rapporto incrementale non è un valore reale finito, la funzione non è derivabile nel punto \(x = 0\). Nello specifico, la curva interseca l'origine con una tangente verticale semiretta diretta verso il basso.
Resta così dimostrato che la funzione \(f(x)\) nell'origine è continua, ma presenta un punto a tangente verticale (non derivabilità).
Andamento qualitativo della funzione f(x) in cui si nota la continuità nell'origine e la tangente verticale.
La superficie piana \(S\), delimitata dalla curva \(\gamma\) di equazione \(y = 1 + \text{tg}x\) e dall'asse \(x\) nell'intervallo \(0 \le x \le \frac{\pi}{4}\), è la base di un solido \(\Sigma\), le cui sezioni, ottenute con piani perpendicolari all'asse \(x\), sono tutte triangoli equilateri. Si calcoli il volume di \(\Sigma\).
La base del solido è la regione piana \(S\) compresa tra l'asse delle ascisse e la funzione \(f(x) = 1 + \text{tg}x\) nell'intervallo \(\left[0, \frac{\pi}{4}\right]\).
Grafico 1: Rappresentazione della superficie piana S delimitata dalla funzione goniometrica \(y = 1 + \text{tg}x\) e dalle rette verticali nell'intervallo stabilito.
Ogni sezione perpendicolare all'asse \(x\) ad una generica coordinata \(x\) individua un segmento di lunghezza pari all'ordinata della funzione, ossia \(c(x) = f(x) = 1 + \text{tg}x\). Questo segmento costituisce il lato del triangolo equilatero che forma la sezione piana del solido.
L'area \(A(x)\) di un triangolo equilatero di lato \(s\) è nota dalla geometria elementare come \(A = s^2 \cdot \frac{\sqrt{3}}{4}\). Sostituendo il nostro lato otteniamo l'area della sezione in funzione di \(x\):
\[A(x) = [f(x)]^2 \cdot \frac{\sqrt{3}}{4} = (1 + \text{tg}x)^2 \cdot \frac{\sqrt{3}}{4} = (1 + 2\text{tg}x + \text{tg}^2x) \cdot \frac{\sqrt{3}}{4}\]
Grafico 2: Visualizzazione ingrandita della striscia infinitesima di base, in corrispondenza della quale si eleva verticalmente la sezione a forma di triangolo equilatero di area A(x).
Il volume \(V\) del solido \(\Sigma\) si ottiene applicando il metodo delle sezioni, integrando la funzione area \(A(x)\) lungo l'intervallo di definizione:
\[V = \int_{0}^{\frac{\pi}{4}} A(x) \, dx = \frac{\sqrt{3}}{4} \int_{0}^{\frac{\pi}{4}} (1 + 2\text{tg}x + \text{tg}^2x) \, dx\]Per facilitare l'integrazione, separiamo opportunamente i termini sfruttando la linearità dell'integrale e raggruppando la derivata nota della tangente \((1 + \text{tg}^2x)\):
\[V = \frac{\sqrt{3}}{4} \left[ \int_{0}^{\frac{\pi}{4}} (1 + \text{tg}^2x) \, dx + 2\int_{0}^{\frac{\pi}{4}} \text{tg}x \, dx \right]\]Risolviamo i singoli integrali definiti:
Sostituendo i singoli valori trovati nell'espressione complessiva del volume:
\[V = \frac{\sqrt{3}}{4} \big[ 1 + \ln(2) \big]\]Il volume esatto del solido \(\Sigma\) è: \[V = \frac{\sqrt{3}}{4}\big(1 + \ln 2\big) \approx 0.733 \; u^3\]
Nello spazio tridimensionale, riferito a un sistema di assi cartesiani ortogonali \(Oxyz\), sono dati i punti \(A(1, 1, 0)\) e \(B(0, 2, 1)\).
Il vettore direttore della retta \(r\) passante per \(A(1, 1, 0)\) e \(B(0, 2, 1)\) è dato da:
\[\vec{v} = \vec{AB} = (0 - 1, \, 2 - 1, \, 1 - 0) = (-1, 1, 1)\]L'equazione parametrica della retta \(r\) è:
\[r: \begin{cases} x = 1 - t \\ y = 1 + t \\ z = t \end{cases}\]Sostituendo le coordinate generiche della retta nell'equazione del piano \(\pi: x + y - 2 = 0\):
\[(1 - t) + (1 + t) - 2 = 0 \implies 2 - 2 = 0 \implies 0 = 0\]L'identità è sempre verificata, pertanto la retta giace interamente sul piano \(\pi\).
Perché il triangolo \(ABC\) sia equilatero, il punto \(C\) deve trovarsi sull'asse del segmento \(AB\) appartenente al piano \(\pi\). Procediamo attraverso i seguenti passaggi geometrici:
A) Punto medio e altezza del triangolo:
Il punto medio del lato \(AB\) è:
\[M\left(\frac{1+0}{2}, \, \frac{1+2}{2}, \, \frac{0+1}{2}\right) = M\left(\frac{1}{2}, \, \frac{3}{2}, \, \frac{1}{2}\right)\]
La lunghezza del lato del triangolo corrisponde alla distanza \(AB\):
\[L = AB = \sqrt{(-1)^2 + 1^2 + 1^2} = \sqrt{3}\]
L'altezza \(h\) del triangolo equilatero è data da:
\[h = L \cdot \frac{\sqrt{3}}{2} = \sqrt{3} \cdot \frac{\sqrt{3}}{2} = \frac{3}{2}\]
B) Equazione del piano assiale:
Il piano assiale è il luogo dei punti equidistanti dagli estremi \(A\) e \(B\). Esso è perpendicolare al vettore \(\vec{AB}(-1, 1, 1)\) e passa per il punto medio \(M\):
\[-1\left(x - \frac{1}{2}\right) + 1\left(y - \frac{3}{2}\right) + 1\left(z - \frac{1}{2}\right) = 0 \implies -x + y + z - \frac{3}{2} = 0\]
Moltiplicando per 2, otteniamo l'equazione del piano assiale \(\alpha\):
\[\alpha: 2x - 2y - 2z + 3 = 0\]
C) Retta contenente l'altezza (Intersezione tra \(\alpha\) e \(\pi\)):
Il punto \(C\) deve appartenere sia al piano \(\pi\) sia al piano assiale \(\alpha\). Ricaviamo la retta d'intersezione esprimendo le coordinate in funzione della variabile \(z\):
\[\begin{cases} x + y - 2 = 0 \implies y = 2 - x \\ 2x - 2(2 - x) - 2z + 3 = 0 \implies 4x - 2z - 1 = 0 \implies x = \frac{1}{4} + \frac{1}{2}z \end{cases}\]
Ponendo \(z = s\) come parametro, otteniamo le coordinate del generico punto \(C\) in forma parametrica:
\[C\left(\frac{1}{4} + \frac{1}{2}s, \; \frac{7}{4} - \frac{1}{2}s, \; s\right)\]
D) Imposizione della distanza dal punto medio \(M\):
Il terzo vertice \(C\) deve trovarsi a una distanza dal punto medio \(M\) pari all'altezza \(h = \frac{3}{2}\). Imponiamo la formula della distanza al quadrato \(d(C, M)^2 = h^2\):
\[\left(x_C - x_M\right)^2 + \left(y_C - y_M\right)^2 + \left(z_C - z_M\right)^2 = \left(\frac{3}{2}\right)^2\]
\[\left(\frac{1}{4} + \frac{1}{2}s - \frac{1}{2}\right)^2 + \left(\frac{7}{4} - \frac{1}{2}s - \frac{3}{2}\right)^2 + \left(s - \frac{1}{2}\right)^2 = \frac{9}{4}\]
\[\left(\frac{1}{2}s - \frac{1}{4}\right)^2 + \left(\frac{1}{4} - \frac{1}{2}s\right)^2 + \left(s - \frac{1}{2}\right)^2 = \frac{9}{4}\]
Sviluppando i quadrati di binomio:
\[\left(\frac{1}{4}s^2 - \frac{1}{4}s + \frac{1}{16}\right) + \left(\frac{1}{16} - \frac{1}{4}s + \frac{1}{4}s^2\right) + \left(s^2 - s + \frac{1}{4}\right) = \frac{9}{4}\] \[\frac{3}{2}s^2 - \frac{3}{2}s + \frac{3}{8} = \frac{9}{4}\]Moltiplicando tutti i termini per 8 per eliminare i denominatori:
\[12s^2 - 12s + 3 = 18 \implies 12s^2 - 12s - 15 = 0\]Dividendo per 3 otteniamo l'equazione di secondo grado semplificata:
\[4s^2 - 4s - 5 = 0\]Risolviamo l'equazione rispetto al parametro \(s\) applicando la formula del discriminante ridotto:
\[\frac{\Delta}{4} = (-2)^2 - 4 \cdot (-5) = 4 + 20 = 24\] \[s = \frac{2 \pm \sqrt{24}}{4} = \frac{2 \pm 2\sqrt{6}}{4} = \frac{1 \pm \sqrt{6}}{2}\]Sostituendo i due valori trovati di \(s\) nelle coordinate del punto generico \(C\), otteniamo le posizioni esatte dei due vertici:
Si ottengono due soluzioni distinte per il punto \(C\), disposte simmetricamente sul piano rispetto alla base \(AB\): \[C_1 = \left( \frac{2 + \sqrt{6}}{4}, \; \frac{6 - \sqrt{6}}{4}, \; \frac{1 + \sqrt{6}}{2} \right)\] \[C_2 = \left( \frac{2 - \sqrt{6}}{4}, \; \frac{6 + \sqrt{6}}{4}, \; \frac{1 - \sqrt{6}}{2} \right)\]
Tra tutti i settori circolari che hanno un perimetro di \(100\text{ metri}\), si determini quello di area massima.
Indichiamo con \(l\) la lunghezza dell'arco corrispondente al settore circolare e con \(R\) il raggio della circonferenza di cui fa parte il settore. Il perimetro \(P\) del settore è costituito dall'arco e dai due raggi racchiusi:
\[l + 2R = 100 \quad (*)\]L'area del settore circolare è espressa dalla formula:
\[\text{Area} = \frac{l \cdot R}{2}\]L'area è massima se lo è la quantità a numeratore \(l \cdot R\), che possiamo riscrivere come:
\[l \cdot R = \frac{1}{2} \cdot l \cdot (2R)\]Poiché la somma tra le due grandezze \(l\) e \(2R\) è costante e pari a \(100\text{ m}\), il loro prodotto risulta massimo quando le due grandezze sono uguali tra loro:
\[l = 2R\]Sostituendo questa relazione nel vincolo del perimetro \((*)\), otteniamo:
\[2R + 2R = 100 \implies 4R = 100 \implies R = 25\text{ m}\]Di conseguenza, la lunghezza dell'arco ottimale è:
\[l = 2 \cdot 25 = 50\text{ m}\]Detta \(\alpha\) l'ampiezza in radianti del settore circolare, sappiamo che sussiste la relazione geometrica \(l = \alpha \cdot R\). Il massimo richiesto si verifica quindi per un'ampiezza pari a:
\[\alpha = \frac{l}{R} = \frac{50}{25} = 2\text{ radianti}\]Possiamo giungere alla medesima conclusione ponendo il raggio come variabile indipendente \(R = x\). Poiché il diametro non può superare il perimetro totale, stabiliamo il dominio fisico della variabile: \(0 < 2x < 100 \implies 0 < x < 50\).
Ricavando la lunghezza dell'arco dalla relazione del vincolo \((*)\), otteniamo \(l = 100 - 2x\). Sostituiamo l'espressione nella formula dell'area per ottenere la funzione obiettivo da massimizzare:
\[y(x) = \frac{(100 - 2x) \cdot x}{2} = x(50 - x) = -x^2 + 50x\]Calcoliamo la derivata prima della funzione area per studiarne la monotonia:
\[y'(x) = -2x + 50\]Dallo studio del segno della derivata prima per la ricerca dei punti di massimo:
\[y'(x) \ge 0 \implies -2x + 50 \ge 0 \implies x \le 25\]La funzione risulta strettamente crescente nell'intervallo \((0, 25)\) e strettamente decrescente in \((25, 50)\). In corrispondenza di \(x = 25\) si registra pertanto un punto di massimo assoluto.
Il settore circolare di area massima con perimetro fissato a 100 metri ha un raggio di \(25\text{ m}\), un arco di \(50\text{ m}\) e un'ampiezza costante pari a \(2\text{ radianti}\). L'area massima raggiungibile è: \[\text{Area}_{\text{max}} = \frac{50 \cdot 25}{2} = 625\text{ m}^2\]
Rappresentazione del settore circolare ottimanale ad area massima con apertura pari a 2 radianti.
Una formica si muove alla velocità costante di \(1\text{ cm/s}\) lungo una corda elastica inizialmente lunga \(1\text{ metro}\). All'inizio di ogni secondo (a partire da \(t = 0\)), la corda viene tesa uniformemente e istantaneamente in modo da allungarsi di un altro \(1\text{ metro}\). Sapendo che la formica parte da un estremo rimasto fisso, si determini se riuscirà mai a raggiungere l'altro capo della corda.
A prima vista il problema sembra paradossale: la corda si allunga di ben \(1\text{ metro}\) al secondo, mentre la formica avanza di appena \(1\text{ centimetro}\) al secondo. Tuttavia l'allungamento della corda avviene in modo uniforme su tutta la sua lunghezza. Quando la corda si tende, ogni suo punto viene trascinato in avanti nella stessa proporzione.
Separiamo ciò che accade in ogni secondo in due fasi:
All'inizio del movimento (\(t=0\)), la corda è lunga \(1\text{ m} = 100\text{ cm}\). Durante il primo secondo, la fune mantiene questa lunghezza e la formica avanza di \(1\text{ cm}\), coprendo una frazione di corda pari a \(\alpha_1 = \frac{1}{100}\). Allo scadere del primo secondo (\(t=1\)), la corda si allunga istantaneamente diventando di \(2\text{ m}\).
Durante il secondo intervallo la lunghezza della fune è stazionaria a \(2\text{ m} = 200\text{ cm}\), e la formica aggiunge una frazione pari a \(\alpha_2 = \frac{1}{200} = \frac{1}{100} \cdot \frac{1}{2}\). Generalizzando, durante l'\(n\)-esimo secondo la lunghezza complessiva della fune è pari a:
\[ L_n = n \cdot 100\text{ cm}. \]La frazione di corda percorsa in quell'intervallo vale dunque:
\[ \alpha_n = \frac{1}{100n}. \]Sommando i contributi di tutti i secondi trascorsi, la frazione totale percorsa dopo \(n\) secondi è:
\[ F(n) = \alpha_1 + \alpha_2 + \cdots + \alpha_n = \frac{1}{100} \left( 1 + \frac{1}{2} + \frac{1}{3} + \cdots + \frac{1}{n} \right). \]La formica raggiungerà l'altro estremo della corda se esiste un istante finito per cui \(F(n)\ge 1\), il che equivale a richiedere che la somma tra parentesi soddisfi la condizione:
\[ 1 + \frac{1}{2} + \frac{1}{3} + \cdots + \frac{1}{n} \ge 100. \]Per verificare se tale somma possa raggiungere o superare il valore \(100\), utilizziamo un metodo geometrico basato sul calcolo integrale, studiando la funzione: \[ y=\frac{1}{x} \] positiva e strettamente decrescente per \(x>0\).
Costruiamo, per ogni intervallo unitario \([k, k+1]\) (con \(k\) intero da \(1\) a \(n\)), un rettangolo avente base pari a \(1\) e altezza pari al valore della funzione nell'estremo sinistro, ossia \(1/k\). L'area di ciascun rettangolo è quindi pari a \(1/k \cdot 1 = 1/k\).
Esempio visivo con \(n = 6\) rettangoli di base pari a \(1\). L'area totale dei rettangoli (\(a = 2.45\)) sormonta visivamente l'area sotto la curva tra \(1\) e \(7\).
Formalizzando geometricamente la disuguaglianza tra la somma dei rettangoli e l'area sottesa dall'iperbole otteniamo:
\[ 1 + \frac{1}{2} + \frac{1}{3} + \cdots + \frac{1}{n} > \int_1^{n+1}\frac{1}{x}\,dx. \]Calcolando l'integrale definito:
\[ \int_1^{n+1}\frac{1}{x}\,dx = \Big[\ln x\Big]_1^{n+1} = \ln(n+1) - \ln 1 = \ln(n+1). \]Otteniamo quindi la pulita e fondamentale stima inferiore:
\[ 1 + \frac{1}{2} + \frac{1}{3} + \cdots + \frac{1}{n} > \ln(n+1). \]Poiché la funzione logaritmo naturale cresce senza limitazioni superiori: \[ \lim_{n\to+\infty} \ln(n+1) = +\infty, \] anche la quantità \(1 + \frac{1}{2} + \frac{1}{3} + \cdots + \frac{1}{n}\) è costretta a crescere all'infinito. Di conseguenza, la frazione totale percorsa \(F(n)\) supererà prima o poi il valore \(1\), assicurando il completamento del tragitto.
In virtù della disuguaglianza ricavata, per essere certi del superamento della fune è sufficiente imporre che il limite inferiore logaritmico sia pari a \(100\): \[ \ln(n+1)\ge100 \implies n+1\ge e^{100} \implies n\ge e^{100}-1. \]
Questo non rappresenta l'istante esatto dell'arrivo, ma costituisce una limitazione superiore che garantisce matematicamente che entro l'istante finito \(n = e^{100}-1\) la formica avrà certamente raggiunto e superato l'estremità opposta della fune.
La formica raggiungerà sicuramente l'altro capo della corda. La frazione di percorso accumulata cresce infatti senza limite, poiché è minorata da una grandezza logaritmica divergente. Esiste quindi un tempo finito in cui la formica compie l'intero percorso.
Sebbene la risposta sia affermativa, il tempo fisico necessario è colossale. Come abbiamo calcolato, l'istante di arrivo si aggira intorno a: \[ n \approx e^{100} \approx 2.7 \times 10^{43} \text{ secondi}, \] equivalenti a circa \(8.5 \times 10^{35}\) anni. Si tratta di una durata inconcepibile, immensamente superiore all'età attuale dell'universo (stimata in circa \(1.4 \times 10^{10}\) anni). Dal punto di vista fisico la formica non arriverà mai, ma dal punto di vista puramente matematico ed analitico il tempo richiesto resta rigorosamente limitato e finito.