dal 2001
Consideriamo il limite:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sin x}{x} \]Il limite si presenta nella forma indeterminata \(\left[\dfrac00\right]\), e questa volta non ci sono metodi algebrici (scomposizioni, razionalizzazioni, raccoglimenti) che permettano di eliminarla: \(\sin x\) non è un polinomio, non si fattorizza con le tecniche viste finora. La dimostrazione classica è di tipo geometrico, ed è basata sul confronto fra un arco e una corda nel cerchio goniometrico. Noi presentiamo qui un metodo grafico e intuitivo.
Consideriamo, nello stesso piano cartesiano, le due funzioni \(y=\sin x\) e \(y=x\), in un intervallo che contiene l'origine, per esempio \(\left[-\dfrac{\pi}{2},\dfrac{\pi}{2}\right]\) (ricordiamo che l'angolo \(x\) va sempre inteso in radianti).
Le due funzioni sono entrambe dispari (i loro grafici sono simmetrici rispetto all'origine degli assi): per confrontare i valori che assumono vicino a zero basta dunque considerare i valori positivi di \(x\).
Possiamo osservare che, per valori di \(x\) sempre più piccoli, \(\sin x\) e \(x\) assumono valori sempre più vicini fra loro, e il loro rapporto si avvicina sempre di più a \(1\). Siamo dunque portati a concludere che:
(In realtà esiste una dimostrazione classica e rigorosa, che utilizza il cerchio goniometrico e il teorema del confronto visto nella Sezione 10 dell'unità sul concetto di limite, e che stabilisce in modo formale la validità di questo limite.)
Il fatto che, per \(x\) che tende a \(0\), \(\sin x\) e \(x\) "si comportino allo stesso modo" si esprime con un simbolo che ricorda il "circa" usato in matematica e in fisica: la tilde, \(\sim\). Scriviamo:
\[ \sin x\sim x \qquad (x\to0) \]e leggiamo "\(\sin x\) è asintotico a \(x\), per \(x\) che tende a \(0\)". In termini più rigorosi:
Questa definizione sarà molto utile nel calcolo dei limiti. In realtà, nella Sezione 11 dell'unità sul concetto di limite, abbiamo già implicitamente usato questa idea: quando abbiamo detto che, per \(x\) che tende all'infinito, una funzione razionale si comporta come il suo termine di grado massimo, stavamo proprio affermando che la funzione è asintotica a quel termine.
Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\sin x+x}{x}\). Poiché \(\sin x\sim x\) per \(x\to0\), il limite equivale a quello che si ottiene sostituendo \(\sin x\) con \(x\):
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sin x+x}{x}=\lim_{x\to0}\frac{x+x}{x}=\lim_{x\to0}\frac{2x}{x}=2 \]Non possiamo sostituire, in un limite, una funzione con la sua parte asintotica se questa sostituzione provoca una semplificazione (cioè se i termini coinvolti si cancellano). Per esempio, il limite:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sin x-x}{x^3} \]non si può risolvere sostituendo \(\sin x\) con \(x\): si otterrebbe \(\dfrac{x-x}{x^3}=\dfrac{0}{x^3}=0\), che è un risultato sbagliato (il limite esiste, ma non vale \(0\), e calcolarlo richiede strumenti che non abbiamo ancora).
Il motivo si capisce così: dire che, per \(x\to0\), \(\sin x\sim x\) equivale a dire che:
\[ \sin x=x+\bigl(\text{una parte trascurabile rispetto a }x\bigr) \]Se non conosciamo esplicitamente questa "parte trascurabile", non possiamo calcolare un limite in cui è proprio quella parte a decidere il risultato — come accade nell'esempio, dove il termine \(x\) si cancella e resta solo la parte trascurabile.
📚 Nota (il simbolo \(o(x)\)). Le "parti trascurabili rispetto a \(x\)" di cui parliamo si indicano con il simbolo \(o(x)\), che si legge "\(o\) piccolo di \(x\)", e che significa, intuitivamente, che quella parte diventa trascurabile rispetto a \(x\) quando \(x\to0\). Possiamo quindi scrivere \(\sin x=x+o(x)\). Non diamo qui la definizione rigorosa di \(o\) piccolo, perché al liceo viene introdotta raramente.
Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\sin(2x)}{x}\). Usiamo il metodo classico: moltiplichiamo e dividiamo per \(2\), scrivendo
\[ \frac{\sin(2x)}{x}=2\cdot\frac{\sin(2x)}{2x} \]Poniamo \(t=2x\): quando \(x\to0\), anche \(t\to0\), quindi:
\[ \lim_{x\to0}2\cdot\frac{\sin(2x)}{2x}=2\cdot\lim_{t\to0}\frac{\sin t}{t}=2\cdot1=2 \]Questo esercizio si generalizza: se, per \(x\to c\) (con \(c\) finito oppure infinito), risulta \(f(x)\to0\), allora, ponendo \(t=f(x)\) (con \(t\to0\)):
\[ \lim_{x\to c}\frac{\sin\bigl(f(x)\bigr)}{f(x)}=\lim_{t\to0}\frac{\sin t}{t}=1 \]Possiamo quindi dire che, se \(f(x)\to0\) per \(x\to c\):
Nel nostro caso, con \(f(x)=2x\):
\[ \frac{\sin(2x)}{x}\sim\frac{2x}{x}=2 \]Altri esempi.
\(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\sin(2x)}{3x}=\lim_{x\to0}\frac{2x}{3x}=\frac23\), perché \(\sin(2x)\sim2x\).
\(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\tan x}{x}=1\): infatti \(\tan x=\dfrac{\sin x}{\cos x}\), quindi \(\dfrac{\tan x}{x}=\dfrac{\sin x}{x}\cdot\dfrac{1}{\cos x}\to1\cdot1=1\). Possiamo quindi scrivere anche \(\tan x\sim x\), per \(x\to0\).
Dal limite notevole del seno si deduce un altro limite notevole, quello di \(\dfrac{1-\cos x}{x^2}\). Razionalizziamo, moltiplicando e dividendo per \(1+\cos x\):
\[ \begin{aligned} \frac{1-\cos x}{x^2}&=\frac{(1-\cos x)(1+\cos x)}{x^2(1+\cos x)}\\ &=\frac{1-\cos^2x}{x^2(1+\cos x)}=\frac{\sin^2x}{x^2(1+\cos x)}\\ &=\left(\frac{\sin x}{x}\right)^{\!2}\cdot\frac{1}{1+\cos x} \end{aligned} \]Per \(x\to0\), il primo fattore tende a \(1^2=1\) e il secondo a \(\dfrac{1}{1+1}=\dfrac12\), quindi:
da cui, come prima, possiamo scrivere \(1-\cos x\sim\dfrac12x^2\), per \(x\to0\).
Altri esempi di applicazione.
\(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{1-\cos x}{x}\): qui il denominatore è \(x\), non \(x^2\). Usando \(1-\cos x\sim\dfrac12x^2\):
\[ \lim_{x\to0}\frac{1-\cos x}{x}=\lim_{x\to0}\frac{\frac12x^2}{x}=\lim_{x\to0}\frac{x}{2}=0 \]\(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\sin^2x}{x^2}\): basta riconoscere il quadrato del limite notevole del seno:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sin^2x}{x^2}=\left(\lim_{x\to0}\frac{\sin x}{x}\right)^{\!2}=1^2=1 \]\(\displaystyle\lim_{x\to1}\frac{\sin(x-1)}{x-1}\): lo calcoliamo in due modi.
Con la sostituzione. Poniamo \(t=x-1\): quando \(x\to1\), \(t\to0\), quindi:
\[ \lim_{x\to1}\frac{\sin(x-1)}{x-1}=\lim_{t\to0}\frac{\sin t}{t}=1 \]Con l'asintotico. Per \(x\to1\) risulta \(x-1\to0\), quindi, per la generalizzazione vista sopra, \(\sin(x-1)\sim x-1\):
\[ \lim_{x\to1}\frac{\sin(x-1)}{x-1}=\lim_{x\to1}\frac{x-1}{x-1}=1 \]\(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\arcsin x}{x}\): poniamo \(t=\arcsin x\) (con \(t\to0\) per \(x\to0\)), da cui \(x=\sin t\):
\[ \lim_{x\to0}\frac{\arcsin x}{x}=\lim_{t\to0}\frac{t}{\sin t}=\frac{1}{\displaystyle\lim_{t\to0}\frac{\sin t}{t}}=\frac11=1 \]Anche questo è dunque un limite notevole: \(\arcsin x\sim x\), per \(x\to0\).
\(\displaystyle\lim_{x\to(\pi/2)^+}\frac{\cos x}{\frac{\pi}{2}-x}\): poniamo \(u=\dfrac{\pi}{2}-x\): per \(x\to\left(\dfrac{\pi}{2}\right)^{\!+}\) risulta \(u\to0^-\). Dalla formula \(\cos x=\sin\left(\dfrac{\pi}{2}-x\right)=\sin u\):
\[ \lim_{x\to(\pi/2)^+}\frac{\cos x}{\frac{\pi}{2}-x}=\lim_{u\to0^-}\frac{\sin u}{u}=1 \]Consideriamo il limite:
\[ \lim_{x\to\pm\infty}\left(1+\frac1x\right)^{\!x} \]Per \(x\to\pm\infty\), la base \(1+\dfrac1x\) tende a \(1\), mentre l'esponente \(x\) tende a \(\pm\infty\): è la forma indeterminata \(1^{\infty}\). Qui non diamo una dimostrazione (richiederebbe strumenti che non abbiamo ancora), ma ci limitiamo a presentare il risultato, che vale sia per \(x\to+\infty\) sia per \(x\to-\infty\):
dove \(e\) è un numero irrazionale, che vale circa \(2{,}718281828\ldots\)
Il numero \(e\) è chiamato anche numero di Nepero, dal nome di John Napier (italianizzato in "Nepero"), l'inventore dei logaritmi. I suoi valori compaiono per la prima volta in una tavola di logaritmi naturali pubblicata nel 1618, in appendice a un'edizione dell'opera di Napier (che era morto nel 1617): la tavola non porta il nome dell'autore ed è quasi certamente opera di William Oughtred. All'epoca, però, nessuno si accorse che si trattava di logaritmi in una base particolare.
Il numero venne individuato come limite nel 1683 da Jacob Bernoulli, studiando l'interesse composto: cercava proprio il limite di \(\left(1+\dfrac1n\right)^{n}\) per \(n\to\infty\), cioè il limite di questa sezione, e mostrò che doveva essere compreso fra \(2\) e \(3\).
Il simbolo \(e\) si deve invece a Leonhard Euler (Eulero): lo usò già nel 1727-28 in un lavoro rimasto inedito, poi in una lettera a Goldbach del 1731, e a stampa compare per la prima volta nella Mechanica (1736). Non si sa con certezza perché abbia scelto proprio quella lettera: si è ipotizzato che stia per "esponenziale", oppure che sia semplicemente la vocale successiva alla \(a\), che Euler usava già per altre quantità. La spiegazione, spesso ripetuta, che \(e\) sia l'iniziale del suo cognome è ritenuta poco credibile dagli storici della matematica.
Fonti consultate: J. J. O'Connor e E. F. Robertson, The number e, MacTutor History of Mathematics Archive, Università di St Andrews; Encyclopaedia Britannica, voce "e (mathematics)"; Wikipedia, voce "e (mathematical constant)". Per approfondire (testi indicati nella stessa pagina di MacTutor): E. Maor, e: The Story of a Number, Princeton University Press, 1994; J. L. Coolidge, "The number e", American Mathematical Monthly 57 (1950), pp. 591-602.
Puoi provare anche con valori negativi di \(x\), sempre più piccoli (per esempio \(-10\), \(-100\), \(-1000\), \(\dots\)): vedrai che il risultato si avvicina allo stesso numero \(e\).
Poniamo \(t=\dfrac1x\): quando \(x\to0\) (sia da destra sia da sinistra), \(t\to\pm\infty\), quindi \(x=\dfrac1t\):
\[ \lim_{x\to0}(1+x)^{1/x}=\lim_{t\to\pm\infty}\left(1+\frac1t\right)^{\!t}=e \]Più in generale ancora, se una funzione ha la forma \(\bigl(1+A(x)\bigr)^{B(x)}\), con \(A(x)\to0\) per \(x\to c\), possiamo riscriverla come \(\Bigl[\bigl(1+A(x)\bigr)^{1/A(x)}\Bigr]^{A(x)\cdot B(x)}\): poiché la base in parentesi quadra tende a \(e\), se esiste \(\displaystyle\lim_{x\to c}A(x)\cdot B(x)=L\), allora:
\[ \lim_{x\to c}\bigl(1+A(x)\bigr)^{B(x)}=e^{L} \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}(1-x)^{1/x}\). Poniamo \(u=-x\) (con \(u\to0\) per \(x\to0\)): allora \(1-x=1+u\) e \(\dfrac1x=-\dfrac1u\), quindi:
\[ (1-x)^{1/x}=(1+u)^{-1/u}=\left[(1+u)^{1/u}\right]^{-1} \]Per \(u\to0\), la base in parentesi quadra tende a \(e\), quindi:
\[ \lim_{x\to0}(1-x)^{1/x}=\lim_{u\to0}\left[(1+u)^{1/u}\right]^{-1}=e^{-1}=\frac1e \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\left(1+\frac{1}{2x}\right)^{\!2x}\). Poniamo \(t=2x\): per \(x\to+\infty\) risulta \(t\to+\infty\), quindi:
\[ \lim_{x\to+\infty}\left(1+\frac{1}{2x}\right)^{\!2x}=\lim_{t\to+\infty}\left(1+\frac1t\right)^{\!t}=e \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\left(\frac{x+1}{x-1}\right)^{\!x}\). La base tende a \(1\) (è il rapporto fra due polinomi dello stesso grado, con coefficienti direttivi uguali). Scriviamola nella forma \(1+u\), con \(u\to0\):
\[ \begin{aligned} \frac{x+1}{x-1}&=1+\left(\frac{x+1}{x-1}-1\right)\\ &=1+\frac{(x+1)-(x-1)}{x-1}=1+\frac{2}{x-1} \end{aligned} \]Poniamo dunque \(u=\dfrac{2}{x-1}\) (con \(u\to0\) per \(x\to+\infty\)). Ricaviamo \(x\) in funzione di \(u\): da \(x-1=\dfrac2u\) segue \(x=1+\dfrac2u\), quindi l'esponente si riscrive come \(1+\dfrac2u\):
\[ \begin{aligned} \left(\frac{x+1}{x-1}\right)^{\!x}&=(1+u)^{1+2/u}=(1+u)\cdot(1+u)^{2/u}\\ &=(1+u)\cdot\left[(1+u)^{1/u}\right]^{2} \end{aligned} \]Per \(u\to0\), il primo fattore tende a \(1\) e la base dentro la parentesi quadra tende a \(e\), quindi:
\[ \lim_{x\to+\infty}\left(\frac{x+1}{x-1}\right)^{\!x}=1\cdot e^{2}=e^{2} \]Consideriamo il limite:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\ln(1+x)}{x} \]Lo ricaviamo da quello visto nella Sezione 2. Partiamo da \(\displaystyle\lim_{x\to0}(1+x)^{1/x}=e\) e applichiamo il logaritmo naturale a entrambi i membri (come visto nella Sezione 9 dell'unità didattica sui limiti, il limite del logaritmo è il logaritmo del limite):
\[ \lim_{x\to0}\ln\left[(1+x)^{1/x}\right]=\ln e \]Per la proprietà dei logaritmi, \(\ln\left[(1+x)^{1/x}\right]=\dfrac1x\ln(1+x)\), quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\ln(1+x)}{x}=\ln e=1 \]Come nei casi precedenti, questo limite si generalizza: se \(f(x)\to0\) per \(x\to c\) (con \(c\) finito o infinito), ponendo \(t=f(x)\) si ottiene:
\[ \lim_{x\to c}\frac{\ln\bigl(1+f(x)\bigr)}{f(x)}=\lim_{t\to0}\frac{\ln(1+t)}{t}=1 \]Possiamo quindi dire che, se \(f(x)\to0\) per \(x\to c\):
Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\log_2(1+x)}{x}\). Usiamo il cambiamento di base, \(\log_2(1+x)=\dfrac{\ln(1+x)}{\ln2}\):
\[ \begin{aligned} \lim_{x\to0}\frac{\log_2(1+x)}{x}&=\lim_{x\to0}\frac{1}{\ln2}\cdot\frac{\ln(1+x)}{x}\\ &=\frac{1}{\ln2}\cdot1=\frac{1}{\ln2} \end{aligned} \]Lo stesso procedimento, con una base \(a>0\), \(a\neq1\), qualsiasi, dà:
Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\ln(1+\sin x)}{x}\), mettendo insieme questo limite notevole e quello della Sezione 1. Moltiplichiamo e dividiamo per \(\sin x\):
\[ \frac{\ln(1+\sin x)}{x}=\frac{\ln(1+\sin x)}{\sin x}\cdot\frac{\sin x}{x} \]Il primo fattore tende a \(1\) (limite notevole del logaritmo, con \(f(x)=\sin x\to0\)); il secondo tende a \(1\) (limite notevole del seno). Quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\ln(1+\sin x)}{x}=1\cdot1=1 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\ln(\cos x)}{x^2}\). Scriviamo \(\cos x=1+(\cos x-1)\), con \(\cos x-1\to0\) per \(x\to0\):
\[ \frac{\ln(\cos x)}{x^2}=\frac{\ln\bigl(1+(\cos x-1)\bigr)}{\cos x-1}\cdot\frac{\cos x-1}{x^2} \]Il primo fattore tende a \(1\) (limite notevole del logaritmo). Per il secondo fattore usiamo il limite notevole del coseno, visto nella Sezione 1, \(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{1-\cos x}{x^2}=\frac12\), da cui \(\displaystyle\frac{\cos x-1}{x^2}\to-\frac12\). Quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\ln(\cos x)}{x^2}=1\cdot\left(-\frac12\right)=-\frac12 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\ln(1+2\sin x)}{\sin(3x)}\). Moltiplichiamo e dividiamo numeratore e denominatore in modo opportuno:
\[ \begin{aligned} \frac{\ln(1+2\sin x)}{\sin(3x)}&=\frac{\ln(1+2\sin x)}{2\sin x}\cdot2\sin x\cdot\frac{1}{\sin(3x)}\\ &=\frac{\ln(1+2\sin x)}{2\sin x}\cdot\frac{2\sin x}{x}\cdot\frac{x}{\sin(3x)} \end{aligned} \]Per \(x\to0\): il primo fattore tende a \(1\) (limite notevole del logaritmo, con \(f(x)=2\sin x\to0\)); nel secondo fattore, \(\sin x\sim x\), quindi \(\dfrac{2\sin x}{x}\to2\); nel terzo fattore, \(\sin(3x)\sim3x\), quindi \(\dfrac{x}{\sin(3x)}\to\dfrac{x}{3x}=\dfrac13\). Quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\ln(1+2\sin x)}{\sin(3x)}=1\cdot2\cdot\frac13=\frac23 \]Consideriamo il limite:
\[ \lim_{x\to0}\frac{e^x-1}{x} \]Lo ricaviamo da quello visto nella Sezione 3, con una sostituzione "inversa" rispetto a quella usata finora. Poniamo \(t=e^x-1\): quando \(x\to0\), anche \(t\to0\) (perché \(e^0-1=0\)); inoltre, da \(e^x=1+t\) segue \(x=\ln(1+t)\). Sostituendo:
\[ \frac{e^x-1}{x}=\frac{t}{\ln(1+t)}=\frac{1}{\dfrac{\ln(1+t)}{t}} \]Per \(x\to0\) (e quindi \(t\to0\)), il denominatore tende al limite notevole del logaritmo, visto nella Sezione 3, che vale \(1\):
Come nei casi precedenti, se \(f(x)\to0\) per \(x\to c\) (con \(c\) finito o infinito), ponendo \(t=f(x)\):
\[ \lim_{x\to c}\frac{e^{f(x)}-1}{f(x)}=\lim_{t\to0}\frac{e^{t}-1}{t}=1 \]Possiamo quindi dire che, se \(f(x)\to0\) per \(x\to c\):
Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{a^x-1}{x}\), con \(a>0\), \(a\neq1\). Scriviamo \(a^x=e^{x\ln a}\) (dalla definizione di logaritmo) e poniamo \(u=x\ln a\): per \(x\to0\), anche \(u\to0\), quindi:
\[ \frac{a^x-1}{x}=\frac{e^{x\ln a}-1}{x}=\frac{e^{u}-1}{u}\cdot\ln a \]Per \(x\to0\) (e quindi \(u\to0\)), il primo fattore tende al limite notevole dell'esponenziale appena visto, che vale \(1\):
(Con \(a=e\) si ritrova il caso precedente, perché \(\ln e=1\).)
Esempio. \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{2^x-1}{x}=\ln2\), per la formula appena vista.
Esempio. \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{e^{2x}-1}{x}\): poniamo \(t=2x\) (con \(t\to0\)):
\[ \begin{aligned} \lim_{x\to0}\frac{e^{2x}-1}{x}&=\lim_{x\to0}2\cdot\frac{e^{2x}-1}{2x}\\ &=2\cdot\lim_{t\to0}\frac{e^{t}-1}{t}=2\cdot1=2 \end{aligned} \]Esempio (mettiamo insieme più limiti notevoli). Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{e^{3x}-1}{\sin(2x)}\). Moltiplichiamo e dividiamo per \(x\):
\[ \begin{aligned} \frac{e^{3x}-1}{\sin(2x)}&=\frac{e^{3x}-1}{3x}\cdot3x\cdot\frac{1}{\sin(2x)}\\ &=\frac{e^{3x}-1}{3x}\cdot\frac{3x}{x}\cdot\frac{x}{\sin(2x)} \end{aligned} \]Il primo fattore tende a \(1\) (limite notevole dell'esponenziale); il secondo vale sempre \(3\); nel terzo, \(\sin(2x)\sim2x\), quindi \(\dfrac{x}{\sin(2x)}\to\dfrac{x}{2x}=\dfrac12\). Quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{e^{3x}-1}{\sin(2x)}=1\cdot3\cdot\frac12=\frac32 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{e^x-e^{-x}}{x}\). Spezziamo la frazione in due:
\[ \begin{aligned} \frac{e^x-e^{-x}}{x}&=\frac{(e^x-1)-(e^{-x}-1)}{x}\\ &=\frac{e^x-1}{x}-\frac{e^{-x}-1}{x} \end{aligned} \]Il primo termine tende a \(1\). Per il secondo, poniamo \(v=-x\) (con \(v\to0\)):
\[ \frac{e^{-x}-1}{x}=-\frac{e^{v}-1}{v}\ \longrightarrow\ -1 \]Quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{e^x-e^{-x}}{x}=1-(-1)=2 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{5^x-3^x}{x}\). Spezziamo la frazione, usando \(\pm1\) al numeratore:
\[ \begin{aligned} \frac{5^x-3^x}{x}&=\frac{(5^x-1)-(3^x-1)}{x}\\ &=\frac{5^x-1}{x}-\frac{3^x-1}{x} \end{aligned} \]Per la formula con base qualsiasi, il primo termine tende a \(\ln5\) e il secondo a \(\ln3\). Quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{5^x-3^x}{x}=\ln5-\ln3=\ln\frac53 \]Consideriamo il limite, con \(k\) numero reale qualsiasi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{(1+x)^k-1}{x} \]Anche questo si ricava dai precedenti. Usiamo l'identità \((1+x)^k=e^{k\ln(1+x)}\) (valida per \(1+x>0\), cioè vicino a \(x=0\)), e moltiplichiamo e dividiamo per \(k\ln(1+x)\):
\[ \begin{aligned} \frac{(1+x)^k-1}{x}&=\frac{e^{k\ln(1+x)}-1}{x}\\ &=\frac{e^{k\ln(1+x)}-1}{k\ln(1+x)}\cdot k\cdot\frac{\ln(1+x)}{x} \end{aligned} \]Per \(x\to0\): nel primo fattore, \(k\ln(1+x)\to0\), quindi tende al limite notevole dell'esponenziale, visto nella Sezione 4, che vale \(1\); l'ultimo fattore tende al limite notevole del logaritmo, visto nella Sezione 3, che vale anch'esso \(1\). Quindi:
Come nei casi precedenti, se \(f(x)\to0\) per \(x\to c\) (con \(c\) finito o infinito), ponendo \(t=f(x)\):
\[ \lim_{x\to c}\frac{\bigl(1+f(x)\bigr)^k-1}{f(x)}=\lim_{t\to0}\frac{(1+t)^k-1}{t}=k \]Possiamo quindi dire che, se \(f(x)\to0\) per \(x\to c\):
Questo limite notevole comprende, come casi particolari, le radici: per esempio, con \(k=\dfrac12\), si ritrova \(\sqrt{1+f(x)}-1\sim\dfrac12f(x)\), già usata più volte nelle unità precedenti per le forme indeterminate con radicali.
Esempio. \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\sqrt{1+x}-1}{x}=\dfrac12\), per la formula appena vista, con \(k=\dfrac12\).
Esempio. \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\sqrt[3]{1-x}-1}{x}\): qui \(k=\dfrac13\) e la funzione dentro la parentesi è \(f(x)=-x\to0\), quindi \((1-x)^{1/3}-1\sim\dfrac13\cdot(-x)=-\dfrac{x}{3}\):
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sqrt[3]{1-x}-1}{x}=-\frac13 \]Esempio. \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{(1+2x)^3-1}{x}\): qui \(k=3\) e \(f(x)=2x\to0\), quindi \((1+2x)^3-1\sim3\cdot2x=6x\):
\[ \lim_{x\to0}\frac{(1+2x)^3-1}{x}=\lim_{x\to0}\frac{6x}{x}=6 \]Esempio (mettiamo insieme più limiti notevoli). Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\sqrt{1+\sin x}-1}{x}\). Qui \(k=\dfrac12\) e \(f(x)=\sin x\to0\), quindi \(\sqrt{1+\sin x}-1\sim\dfrac12\sin x\). Usando poi \(\sin x\sim x\):
\[ \sqrt{1+\sin x}-1\sim\frac12\sin x\sim\frac12x \]quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sqrt{1+\sin x}-1}{x}=\frac12 \]Esempio (ancora più impegnativo). Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\dfrac{\sqrt[3]{1+x^2}-1}{1-\cos x}\). Al numeratore, \(k=\dfrac13\) e \(f(x)=x^2\to0\), quindi \(\sqrt[3]{1+x^2}-1\sim\dfrac13x^2\). Al denominatore, usiamo il limite notevole del coseno della Sezione 1, \(1-\cos x\sim\dfrac12x^2\):
\[ \frac{\sqrt[3]{1+x^2}-1}{1-\cos x}\sim\frac{\frac13x^2}{\frac12x^2}=\frac{1/3}{1/2}=\frac23 \]quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sqrt[3]{1+x^2}-1}{1-\cos x}=\frac23 \]Nelle sezioni precedenti abbiamo incontrato più volte funzioni che tendono a zero: \(\sin x\), \(1-\cos x\), \(\ln(1+x)\), \(e^x-1\), \(\dots\) per \(x\to0\). Queste funzioni hanno un nome.
⚠️ Attenzione. Una funzione è un infinitesimo solo rispetto a un preciso punto \(c\): occorre sempre dire "per \(x\) che tende a \(c\)". Per esempio, \(f(x)=x\) è un infinitesimo per \(x\to0\), ma non lo è per \(x\to1\) (dove tende a \(1\)) né per \(x\to+\infty\).
Anche se due funzioni tendono entrambe a zero, non lo fanno necessariamente "con la stessa rapidità". Per confrontarle, si studia il limite del loro rapporto: è la forma indeterminata \(\dfrac00\) che abbiamo imparato a trattare.
Anche qui, il confronto è sempre riferito a un preciso \(c\): due funzioni possono avere un certo rapporto per \(x\to0\) e uno completamente diverso per \(x\to1\) o per \(x\to+\infty\).
1) Ordine superiore. Per \(x\to0\), siano \(f(x)=x^2\) e \(g(x)=x\), entrambi infinitesimi. Si ha:
\[ \lim_{x\to0}\frac{x^2}{x}=\lim_{x\to0}x=0 \]quindi \(x^2\) è un infinitesimo di ordine superiore rispetto a \(x\).
2) Ordine inferiore. Per \(x\to0^+\), siano \(f(x)=\sqrt x\) e \(g(x)=x\), entrambi infinitesimi. Si ha:
\[ \lim_{x\to0^+}\frac{\sqrt x}{x}=\lim_{x\to0^+}\frac{1}{\sqrt x}=+\infty \]quindi \(\sqrt x\) è un infinitesimo di ordine inferiore rispetto a \(x\): tende a zero più lentamente (per esempio, per \(x=0{,}0001\) si ha \(\sqrt x=0{,}01\), cento volte più grande di \(x\)).
3) Stesso ordine. Per \(x\to0\), siano \(f(x)=1-\cos x\) e \(g(x)=x^2\), entrambi infinitesimi. Per il limite notevole del coseno:
\[ \lim_{x\to0}\frac{1-\cos x}{x^2}=\frac12 \]Il limite è un numero diverso da \(0\), quindi \(1-\cos x\) e \(x^2\) sono infinitesimi dello stesso ordine (ma non asintotici, perché il limite non vale \(1\)). Invece \(\sin x\) e \(x\), per \(x\to0\), sono asintotici, perché \(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\sin x}{x}=1\).
4) Non confrontabili. Per \(x\to0\), siano \(f(x)=x\sin\dfrac1x\) e \(g(x)=x\). Entrambi sono infinitesimi: per \(g\) è evidente; per \(f\), poiché \(\left|\sin\dfrac1x\right|\le1\), vale \(-|x|\le x\sin\dfrac1x\le|x|\) e, per il teorema del confronto, \(f(x)\to0\). Il loro rapporto è:
\[ \frac{f(x)}{g(x)}=\frac{x\sin\frac1x}{x}=\sin\frac1x \]e questa funzione, per \(x\to0\), oscilla continuamente fra \(-1\) e \(1\): per esempio, vale \(1\) nei punti \(x=\dfrac{1}{\frac\pi2+2k\pi}\) e vale \(-1\) nei punti \(x=\dfrac{1}{\frac{3\pi}2+2k\pi}\), con \(k\) intero positivo, che si avvicinano a \(0\) quanto vogliamo.
Il grafico di \(y=\sin\dfrac1x\): i punti evidenziati sono alcuni di quelli in cui la funzione vale \(1\) oppure \(-1\). Più ci si avvicina a \(x=0\), più le oscillazioni si infittiscono.
Il limite non esiste, quindi \(x\sin\dfrac1x\) e \(x\) sono non confrontabili.
Per dare un "voto" a un infinitesimo, lo si confronta con un infinitesimo di riferimento, detto campione, e con le sue potenze. Si sceglie come campione:
Esempi per \(x\to0\) (campione \(x\)):
Esempio per \(x\to1\) (campione \(x-1\)): \(f(x)=\ln x\) è un infinitesimo per \(x\to1\), e ponendo \(t=x-1\) (con \(t\to0\)) si ha \(\displaystyle\lim_{x\to1}\frac{\ln x}{x-1}=\lim_{t\to0}\frac{\ln(1+t)}{t}=1\): l'ordine è \(1\) e la parte principale è \(x-1\).
Esempi per \(x\to+\infty\) (campione \(\dfrac1x\)):
L'infinitesimo \(x\sin\dfrac1x\) dell'esempio 4 non ha ordine rispetto al campione \(x\): per nessun \(\alpha>0\) il rapporto \(\dfrac{x\sin\frac1x}{x^\alpha}\) ha limite finito e diverso da zero per \(x\to0\). Per questo motivo, nella pratica, si lavora con infinitesimi di cui si riesce a determinare la parte principale — come tutti quelli che incontriamo con i limiti notevoli.
In una somma di infinitesimi di ordini diversi, la parte principale è quella di ordine inferiore, cioè il termine che tende a zero più lentamente: per esempio, per \(x\to0\), \(2x+x^3\sim2x\), perché \(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{2x+x^3}{2x}=\lim_{x\to0}\left(1+\frac{x^2}{2}\right)=1\).
È qui che si commettono più spesso errori. Per \(x\to0\) si ha \(\sin x\sim x\): se però sostituiamo \(\sin x\) con \(x\) nella differenza \(\sin x-x\), sembra di ottenere \(x-x=0\). Questo è sbagliato. Come già osservato nella Sezione 1, dire che \(\sin x\sim x\) significa \(\sin x=x+o(x)\), quindi:
\[ \sin x-x=o(x) \]La differenza non è nulla: è un infinitesimo di ordine superiore a \(x\), ma con gli strumenti che abbiamo ora non possiamo dire di quale ordine (vedremo più avanti, con le derivate, che \(\sin x=x-\dfrac{x^3}{6}+o(x^3)\), e quindi \(\sin x-x\sim-\dfrac{x^3}{6}\) ha ordine \(3\)).
Un esempio in cui si commette l'errore. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}\frac{\sin x-x+x^4}{x^3}\). Sostituendo \(\sin x\) con \(x\) si otterrebbe:
\[ \frac{x-x+x^4}{x^3}=\frac{x^4}{x^3}=x\ \longrightarrow\ 0 \]cioè si concluderebbe, sbagliando, che il numeratore è asintotico a \(x^4\). In realtà il numeratore è \(\sin x-x+x^4=-\dfrac{x^3}{6}+o(x^3)+x^4\sim-\dfrac{x^3}{6}\), perché \(x^4\) è trascurabile rispetto a \(x^3\), e quindi il limite corretto è:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\sin x-x+x^4}{x^3}=-\frac16 \]Regola pratica. Sostituire un infinitesimo con uno ad esso asintotico è lecito nei prodotti e nei quozienti; nelle somme e nelle differenze è lecito solo se i termini principali non possono annullarsi fra loro.
Come esistono funzioni che tendono a zero, esistono funzioni che "crescono senza limite": \(x^2\), \(e^x\), \(\ln x\), \(\dots\) per \(x\to+\infty\). Anche queste hanno un nome.
⚠️ Attenzione. Anche qui occorre sempre dire "per \(x\) che tende a \(c\)". Per esempio, \(f(x)=\dfrac1x\) è un infinito per \(x\to0\), ma è un infinitesimo per \(x\to+\infty\).
Anche due infiniti non crescono necessariamente "con la stessa rapidità". Per confrontarli, si studia il limite del loro rapporto: è la forma indeterminata \(\dfrac{\infty}{\infty}\).
⚠️ I ruoli si invertono rispetto agli infinitesimi. Per gli infinitesimi, \(\dfrac fg\to0\) significa che \(f\) è di ordine superiore (tende a zero più velocemente); per gli infiniti, \(\dfrac fg\to0\) significa che \(f\) è di ordine inferiore (cresce più lentamente). In entrambi i casi \(\dfrac fg\to0\) dice che \(f\) è trascurabile rispetto a \(g\): ma per gli infinitesimi essere trascurabili (tendere a zero più in fretta) significa avere ordine più alto, mentre per gli infiniti (crescere più lentamente) significa avere ordine più basso.
1) Ordine superiore. Per \(x\to+\infty\), siano \(f(x)=x^2\) e \(g(x)=x\), entrambi infiniti. Si ha:
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{x^2}{x}=\lim_{x\to+\infty}x=+\infty \]quindi \(x^2\) è un infinito di ordine superiore rispetto a \(x\).
2) Ordine inferiore. Per \(x\to+\infty\), siano \(f(x)=\sqrt x\) e \(g(x)=x\), entrambi infiniti. Si ha:
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{\sqrt x}{x}=\lim_{x\to+\infty}\frac{1}{\sqrt x}=0 \]quindi \(\sqrt x\) è un infinito di ordine inferiore rispetto a \(x\).
3) Stesso ordine. Per \(x\to+\infty\), siano \(f(x)=3x^2+x\) e \(g(x)=x^2\), entrambi infiniti. Si ha:
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{3x^2+x}{x^2}=\lim_{x\to+\infty}\left(3+\frac1x\right)=3 \]Il limite è un numero diverso da \(0\), quindi \(3x^2+x\) e \(x^2\) sono infiniti dello stesso ordine (ma non asintotici, perché il limite non vale \(1\)). Invece \(x^2+x\) e \(x^2\) sono asintotici, perché \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\frac{x^2+x}{x^2}=1\).
4) Non confrontabili. Per \(x\to+\infty\), siano \(f(x)=x\,(2+\sin x)\) e \(g(x)=x\). Entrambi sono infiniti: per \(g\) è evidente; per \(f\), poiché \(2+\sin x\ge1\), si ha \(f(x)\ge x\to+\infty\). Il loro rapporto è:
\[ \frac{f(x)}{g(x)}=2+\sin x \]e questa funzione, per \(x\to+\infty\), continua a oscillare fra \(1\) e \(3\): vale \(3\) nei punti \(x=\dfrac\pi2+2k\pi\) e vale \(1\) nei punti \(x=\dfrac{3\pi}2+2k\pi\), che sono sempre più grandi. Il limite non esiste, quindi \(x\,(2+\sin x)\) e \(x\) sono non confrontabili.
Anche per gli infiniti si definisce l'ordine rispetto a un infinito di riferimento, il campione. Si sceglie come campione:
Esempi per \(x\to+\infty\) (campione \(x\)):
Esempi per \(x\to0^+\) (campione \(\dfrac1x\)):
Esempio per \(x\to1^+\) (campione \(\dfrac{1}{x-1}\)): \(f(x)=\dfrac{1}{\ln x}\) è un infinito per \(x\to1^+\), e ponendo \(t=x-1\) (con \(t\to0^+\)) si ha \(\displaystyle\lim_{x\to1^+}\frac{\frac{1}{\ln x}}{\frac{1}{x-1}}=\lim_{x\to1^+}\frac{x-1}{\ln x}=\lim_{t\to0^+}\frac{t}{\ln(1+t)}=1\): l'ordine è \(1\) e la parte principale è \(\dfrac{1}{x-1}\).
Fra gli infiniti per \(x\to+\infty\) più usati ci sono il logaritmo, la potenza e l'esponenziale. Rappresentiamo nello stesso piano cartesiano le funzioni \(y=\ln x\), \(y=x\) e \(y=e^x\):
Il grafico mostra che, per \(x>0\), vale sempre \(\ln x<x<e^x\), e che le distanze fra le tre curve diventano via via più grandi. Possiamo anche confrontare alcuni valori:
| \(x\) | \(\ln x\) | \(x\) | \(e^x\) |
|---|---|---|---|
| 10 | 2,30 | 10 | 22 026 |
| 50 | 3,91 | 50 | \(5{,}2\cdot10^{21}\) |
| 100 | 4,61 | 100 | \(2{,}7\cdot10^{43}\) |
Ne concludiamo che, per \(x\to+\infty\), \(\ln x\), \(x\) ed \(e^x\) sono infiniti in ordine crescente: ciascuno è di ordine inferiore al successivo.
\[ \ln x\ \longrightarrow\ x\ \longrightarrow\ e^{x} \qquad (x\to+\infty) \]dove la freccia significa "è un infinito di ordine inferiore a". In altre parole:
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{\ln x}{x}=0 \qquad\text{e}\qquad \lim_{x\to+\infty}\frac{x}{e^{x}}=0 \]Per esempio, per \(x\to+\infty\):
\[ \ln^{10}x\ \longrightarrow\ x^{5}\ \longrightarrow\ \bigl(e^{x}\bigr)^{1/100}=e^{x/100} \]cioè \(\ln^{10}x\) è un infinito di ordine inferiore rispetto a \(x^5\), che a sua volta è un infinito di ordine inferiore rispetto a \(e^{x/100}\): qualsiasi potenza positiva di \(x\), anche molto piccola, supera qualsiasi potenza del logaritmo, e qualsiasi esponenziale \(e^{cx}\), anche con \(c\) molto piccolo, supera qualsiasi potenza di \(x\), anche molto grande. Lo stesso vale per un esponenziale con una base \(a>1\) qualsiasi, perché \(a^x=e^{x\ln a}\), cioè è del tipo \(e^{cx}\) con \(c=\ln a>0\).
Il confronto riguarda il comportamento per \(x\to+\infty\), non per valori "ordinari" di \(x\). Per esempio, \(e^{x/100}\) cresce così lentamente all'inizio che è minore di \(x^5\) per ogni \(x\) compreso, circa, fra \(1\) e \(4168\); solo da \(x\approx4168\) in poi diventa maggiore di \(x^5\), e da lì in avanti la distanza fra i due cresce senza limite.
Rispetto al campione \(x\), per \(x\to+\infty\): \(e^x\) non ha ordine, perché \(\dfrac{e^x}{x^\alpha}\to+\infty\) per ogni \(\alpha>0\) (è di ordine superiore a qualsiasi potenza di \(x\)); anche \(\ln x\) non ha ordine, perché \(\dfrac{\ln x}{x^\alpha}\to0\) per ogni \(\alpha>0\) (è di ordine inferiore a qualsiasi potenza di \(x\)).
La gerarchia permette di individuare la parte principale di una somma o di un rapporto di infiniti, e quindi di calcolare molti limiti a vista.
Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\frac{3x^2+x}{x^2+\ln x}\). Al numeratore, la parte principale è \(3x^2\); al denominatore, poiché \(\ln x\) è di ordine inferiore a \(x^2\), la parte principale è \(x^2\):
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{3x^2+x}{x^2+\ln x}=\lim_{x\to+\infty}\frac{3x^2}{x^2}=3 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\frac{x^4+e^x}{e^x+x}\). Poiché \(x^4\) e \(x\) sono di ordine inferiore a \(e^x\), sia il numeratore sia il denominatore sono asintotici a \(e^x\):
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{x^4+e^x}{e^x+x}=\lim_{x\to+\infty}\frac{e^x}{e^x}=1 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}x^2e^{-x}\). Scriviamo \(x^2e^{-x}=\dfrac{x^2}{e^x}\): poiché \(x^2\) è di ordine inferiore a \(e^x\):
\[ \lim_{x\to+\infty}x^2e^{-x}=\lim_{x\to+\infty}\frac{x^2}{e^x}=0 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\frac{x^{10}+2^x}{3^x}\). Poiché \(2^x=e^{x\ln2}\), è un esponenziale: \(x^{10}\) è di ordine inferiore a \(2^x\), quindi il numeratore è asintotico a \(2^x\):
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{x^{10}+2^x}{3^x}=\lim_{x\to+\infty}\frac{2^x}{3^x}=\lim_{x\to+\infty}\left(\frac23\right)^{\!x}=0 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\frac{\ln x+\sqrt x}{x}\). Poiché \(\ln x\) è di ordine inferiore a \(\sqrt x=x^{1/2}\), la parte principale del numeratore è \(\sqrt x\):
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{\ln x+\sqrt x}{x}=\lim_{x\to+\infty}\frac{\sqrt x}{x}=\lim_{x\to+\infty}\frac{1}{\sqrt x}=0 \]Per gli infiniti, nella somma la parte principale è quella di ordine superiore, cioè il termine che cresce più velocemente (al contrario di ciò che accade per gli infinitesimi, dove prevale quello di ordine inferiore): per esempio, per \(x\to+\infty\), \(x^2+x+\ln x\sim x^2\), perché \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\frac{x^2+x+\ln x}{x^2}=\lim_{x\to+\infty}\left(1+\frac1x+\frac{\ln x}{x^2}\right)=1\).
Anche per gli infiniti l'errore più frequente riguarda la differenza. Consideriamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}\left(\sqrt{x^2+x}-x\right)\): è una forma indeterminata \(\infty-\infty\). Poiché \(\sqrt{x^2+x}\sim x\), si potrebbe essere tentati di sostituire e concludere:
\[ \sqrt{x^2+x}-x\ \longrightarrow\ x-x=0\quad\text{(errato!)} \]Questo è sbagliato: la differenza di due funzioni asintotiche non è, in generale, nulla. Razionalizzando si ottiene il risultato corretto:
\[ \begin{aligned} \sqrt{x^2+x}-x&=\frac{(x^2+x)-x^2}{\sqrt{x^2+x}+x}=\frac{x}{x\left(\sqrt{1+\frac1x}+1\right)}\\ &=\frac{1}{\sqrt{1+\frac1x}+1}\ \longrightarrow\ \frac12 \end{aligned} \]Come per gli infinitesimi, sostituire un infinito con uno ad esso asintotico è lecito nei prodotti e nei quozienti, ma nelle differenze (e nelle somme di termini che possono annullarsi) bisogna prima eliminare la forma indeterminata, per esempio con una razionalizzazione.
Nell'unità sul concetto di limite avevamo rimandato lo studio di tre forme indeterminate, che si presentano quando si calcola il limite di una funzione del tipo \(f(x)^{g(x)}\), con base e esponente entrambi variabili: \(1^{\infty}\), \(\infty^{0}\) e \(0^{0}\). La forma \(1^{\infty}\) l'abbiamo già incontrata nella Sezione 2; ora abbiamo tutti gli strumenti per trattare le tre forme in modo unitario.
Se \(f(x)>0\), per definizione di potenza con esponente reale si ha:
\[ f(x)^{g(x)}=e^{\,g(x)\cdot\ln f(x)} \]Come già visto nella Sezione 9 dell'unità didattica sui limiti, si ha:
Vediamo che cosa diventa l'esponente \(g\cdot\ln f\) nelle tre forme:
| Forma | \(f(x)\) | \(g(x)\) | \(\ln f(x)\) | \(g\cdot\ln f\) |
|---|---|---|---|---|
| \(1^{\infty}\) | \(\to1\) | \(\to\pm\infty\) | \(\to0\) | \(0\cdot\infty\) |
| \(\infty^{0}\) | \(\to+\infty\) | \(\to0\) | \(\to+\infty\) | \(0\cdot\infty\) |
| \(0^{0}\) | \(\to0^+\) | \(\to0\) | \(\to-\infty\) | \(0\cdot\infty\) |
In tutti e tre i casi l'esponente è una forma indeterminata \(0\cdot\infty\): è per questo che anche la potenza lo è, perché \(L\) può valere un numero qualsiasi, oppure \(\pm\infty\). Ma la forma \(0\cdot\infty\) sappiamo trattarla: la trasformiamo in un quoziente e usiamo i limiti notevoli e la gerarchia degli infiniti.
Per completezza: se la base tende a \(0\) per valori positivi, o a \(+\infty\), e l'esponente tende a \(\pm\infty\), il risultato è determinato: \(0^{+\infty}=0\), \(0^{-\infty}=+\infty\), \((+\infty)^{+\infty}=+\infty\), \((+\infty)^{-\infty}=0\).
La forma \(1^{\infty}\) l'abbiamo già trattata nella Sezione 2: si scrive la base nella forma \(1+u\), con \(u\to0\), e si porta l'esponente nella forma \(\dfrac1u\) per far comparire il limite notevole. Vediamo due esempi in cui la base non è scritta nella forma \(1+u\), e quindi bisogna prima "aggiungere e togliere \(1\)". (Con il metodo dell'esponenziale di questa sezione si arriverebbe allo stesso risultato: poiché \(\ln f(x)\sim f(x)-1\) per la Sezione 3, l'esponente \(g\cdot\ln f\) è asintotico a \(g\cdot\bigl(f-1\bigr)\).)
Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}(\cos x)^{1/x^2}\). La base tende a \(1\) e l'esponente a \(+\infty\): forma \(1^{\infty}\). Scriviamo la base nella forma \(1+u\), aggiungendo e togliendo \(1\):
\[ \begin{gathered} \cos x=1+(\cos x-1)=1+u\\ \text{con }u=\cos x-1\to0 \end{gathered} \]Per far comparire il limite notevole, scriviamo l'esponente \(\dfrac{1}{x^2}\) come \(\dfrac1u\cdot\dfrac{u}{x^2}\):
\[ (\cos x)^{1/x^2}=(1+u)^{1/x^2}=\left[(1+u)^{1/u}\right]^{u/x^2} \]Per \(x\to0\): la base in parentesi quadra tende a \(e\), mentre l'esponente, per il limite notevole del coseno (Sezione 1), vale:
\[ \frac{u}{x^2}=\frac{\cos x-1}{x^2}=-\frac{1-\cos x}{x^2}\ \longrightarrow\ -\frac12 \]Quindi:
\[ \lim_{x\to0}(\cos x)^{1/x^2}=e^{-1/2}=\frac{1}{\sqrt e} \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0}(\cos 2x)^{3/x^2}\), ancora della forma \(1^{\infty}\). Scriviamo la base nella forma \(1+u\):
\[ \begin{gathered} \cos 2x=1+(\cos 2x-1)=1+u\\ \text{con }u=\cos 2x-1\to0 \end{gathered} \]Scriviamo l'esponente \(\dfrac{3}{x^2}\) come \(\dfrac1u\cdot\dfrac{3u}{x^2}\):
\[ (\cos 2x)^{3/x^2}=(1+u)^{3/x^2}=\left[(1+u)^{1/u}\right]^{3u/x^2} \]Per \(x\to0\): la base in parentesi quadra tende a \(e\), mentre l'esponente, per il limite notevole del coseno (Sezione 1), vale:
\[ \begin{aligned} \frac{3u}{x^2}&=-3\cdot\frac{1-\cos 2x}{x^2}=-3\cdot4\cdot\frac{1-\cos 2x}{(2x)^2}\\ &\longrightarrow\ -12\cdot\frac12=-6 \end{aligned} \]Quindi:
\[ \lim_{x\to0}(\cos 2x)^{3/x^2}=e^{-6} \]Per \(x\to0^+\) il prodotto \(x\ln x\) è una forma \(0\cdot(-\infty)\). Per risolverla poniamo \(t=\dfrac1x\): quando \(x\to0^+\), \(t\to+\infty\), e \(\ln x=-\ln t\). Quindi:
\[ x\ln x=-\frac{\ln t}{t}\ \longrightarrow\ 0\qquad(t\to+\infty) \]perché, per la gerarchia degli infiniti (Sezione 7), \(\ln t\) è un infinito di ordine inferiore a \(t\).
Intuitivamente, per \(x\to0^+\) il logaritmo diverge a \(-\infty\), ma molto più lentamente di quanto \(x\) tende a zero, e il prodotto va a zero. Con la stessa sostituzione, la gerarchia degli infiniti vista da vicino allo zero diventa: per ogni \(a>0\) e \(b>0\),
\[ \lim_{x\to0^+}x^{a}\,\bigl|\ln x\bigr|^{b}=\lim_{t\to+\infty}\frac{(\ln t)^{b}}{t^{a}}=0 \]Come la gerarchia da cui discende, anche questo limite si dimostra con il calcolo delle derivate (teoremi di De L'Hôpital).
La base tende a \(+\infty\) e l'esponente a \(0\): l'esponente della potenza in base \(e\) è \(g\cdot\ln f\), con \(g\to0\) e \(\ln f\to+\infty\).
Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}x^{1/x}\). Scriviamo \(x^{1/x}=e^{\frac{\ln x}{x}}\). Per la gerarchia degli infiniti, \(\dfrac{\ln x}{x}\to0\), quindi:
\[ \lim_{x\to+\infty}x^{1/x}=e^{0}=1 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}(e^x+x)^{1/x}\). L'esponente è \(\dfrac{\ln(e^x+x)}{x}\). Raccogliamo \(e^x\) dentro il logaritmo:
\[ \ln(e^x+x)=\ln\Bigl[e^x\bigl(1+x\,e^{-x}\bigr)\Bigr]=x+\ln\bigl(1+x\,e^{-x}\bigr) \]Per la gerarchia degli infiniti, \(x\,e^{-x}=\dfrac{x}{e^x}\to0\), quindi \(\ln\bigl(1+x\,e^{-x}\bigr)\to0\) e l'esponente vale:
\[ \frac{\ln(e^x+x)}{x}=1+\frac{\ln\bigl(1+x\,e^{-x}\bigr)}{x}\ \longrightarrow\ 1+0=1 \]Quindi:
\[ \lim_{x\to+\infty}(e^x+x)^{1/x}=e \]Esempio (il risultato non è sempre \(1\)). Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to+\infty}(x^2+1)^{1/\ln x}\). L'esponente è \(\dfrac{\ln(x^2+1)}{\ln x}\). Raccogliamo \(x^2\) dentro il logaritmo:
\[ \begin{aligned} \ln(x^2+1)&=\ln\Bigl[x^2\Bigl(1+\frac{1}{x^2}\Bigr)\Bigr]\\ &=2\ln x+\ln\Bigl(1+\frac{1}{x^2}\Bigr) \end{aligned} \]Dividendo per \(\ln x\), che tende a \(+\infty\):
\[ \frac{\ln(x^2+1)}{\ln x}=2+\frac{\ln\bigl(1+\frac{1}{x^2}\bigr)}{\ln x}\ \longrightarrow\ 2+0=2 \]Quindi:
\[ \lim_{x\to+\infty}(x^2+1)^{1/\ln x}=e^{2} \]Esempio (per \(x\to0^+\)). Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0^+}\Bigl(\frac1x\Bigr)^{x}\). La base tende a \(+\infty\) e l'esponente a \(0\). Scriviamo \(\Bigl(\dfrac1x\Bigr)^{x}=e^{x\ln(1/x)}=e^{-x\ln x}\). Per il limite utile appena visto, \(x\ln x\to0\):
\[ \lim_{x\to0^+}\Bigl(\frac1x\Bigr)^{x}=e^{0}=1 \]La base tende a \(0^+\) e l'esponente a \(0\): l'esponente della potenza in base \(e\) è \(g\cdot\ln f\), con \(g\to0\) e \(\ln f\to-\infty\).
Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0^+}x^{x}\). Scriviamo \(x^x=e^{x\ln x}\). Poiché \(x\ln x\to0\):
\[ \lim_{x\to0^+}x^{x}=e^{0}=1 \]Esempio. Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0^+}x^{\sin x}\). Scriviamo \(x^{\sin x}=e^{\sin x\,\ln x}\) e osserviamo che:
\[ \sin x\,\ln x=\frac{\sin x}{x}\cdot x\ln x\ \longrightarrow\ 1\cdot0=0 \]Quindi:
\[ \lim_{x\to0^+}x^{\sin x}=e^{0}=1 \]Esempio (il risultato non è sempre \(1\)). Calcoliamo \(\displaystyle\lim_{x\to0^+}x^{1/\ln x}\). Per \(x\to0^+\) la base tende a \(0\) e l'esponente \(\dfrac{1}{\ln x}\) tende a \(0\): è la forma \(0^0\). L'esponente della potenza in base \(e\) è:
\[ \frac{1}{\ln x}\cdot\ln x=1\qquad\text{per ogni }x\in(0,1) \]quindi \(x^{1/\ln x}=e^1=e\) per ogni \(x\in(0,1)\): è una funzione costante, e il suo limite è:
\[ \lim_{x\to0^+}x^{1/\ln x}=e \]I due ultimi esempi mostrano che la forma \(0^0\) può avere risultati diversi: \(x^x\) tende a \(1\), mentre \(x^{1/\ln x}\) vale sempre \(e\). Allo stesso modo, \(x^{k/\ln x}=e^{k}\) per ogni \(k\) reale: con una scelta opportuna dell'esponente si può ottenere qualsiasi numero positivo. Per questo non si può dire che \(0^0\) "valga \(1\)": bisogna studiare ogni volta il limite dell'esponente \(g\cdot\ln f\).
Davanti a una potenza \(f(x)^{g(x)}\) in forma indeterminata: (1) la si scrive come \(e^{\,g(x)\cdot\ln f(x)}\); (2) si calcola il limite \(L\) dell'esponente \(g\cdot\ln f\), che è una forma \(0\cdot\infty\), usando i limiti notevoli e la gerarchia degli infiniti; (3) il limite della potenza è \(e^{L}\).
In questa sezione applichiamo tutti i limiti notevoli, le relazioni di asintotico e la gerarchia degli infiniti e degli infinitesimi per risolvere problemi più complessi, compresi quelli con parametri reali.
Calcolare il seguente limite:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\ln(\cos x)}{\sqrt{1+x^2}-1} \]Svolgimento:
Per \(x\to0\) sia il numeratore sia il denominatore tendono a \(0\): è la forma indeterminata \(\dfrac00\). Sostituiamo numeratore e denominatore con le rispettive parti principali (lo possiamo fare, perché si tratta di un quoziente).
Numeratore. Scriviamo \(\cos x=1+(\cos x-1)\), con \(\cos x-1\to0\): per il limite notevole del logaritmo (Sezione 3), \(\ln(\cos x)\sim\cos x-1\). Per il limite notevole del coseno (Sezione 1), \(\cos x-1\sim-\dfrac12x^2\). Quindi:
\[ \ln(\cos x)\sim-\frac12x^2 \]Denominatore. Scriviamo \(\sqrt{1+x^2}-1=(1+x^2)^{1/2}-1\): per il limite notevole della potenza (Sezione 5), con \(k=\dfrac12\) e \(f(x)=x^2\to0\):
\[ \sqrt{1+x^2}-1\sim\frac12x^2 \]Quindi:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\ln(\cos x)}{\sqrt{1+x^2}-1}=\lim_{x\to0}\frac{-\frac12x^2}{\frac12x^2}=-1 \]Calcolare, al variare di \(\alpha>0\), il limite:
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{x^{\alpha}\ln x+e^{2x}}{3e^{2x}+x^5} \]Svolgimento:
Per \(x\to+\infty\), numeratore e denominatore tendono a \(+\infty\): è la forma indeterminata \(\dfrac{\infty}{\infty}\). Cerchiamo la parte principale di ciascuno, usando la gerarchia degli infiniti.
Numeratore. Dobbiamo capire se \(x^\alpha\ln x\) è di ordine inferiore a \(e^{2x}\). Scriviamo:
\[ \frac{x^{\alpha}\ln x}{e^{2x}}=\frac{\ln x}{x}\cdot\frac{x^{\alpha+1}}{e^{2x}} \]Per la gerarchia, \(\dfrac{\ln x}{x}\to0\) e \(\dfrac{x^{\alpha+1}}{e^{2x}}\to0\) (qualunque sia l'esponente \(\alpha+1\)): il numeratore è quindi asintotico a \(e^{2x}\).
Denominatore. Poiché \(x^5\) è di ordine inferiore a \(e^{2x}\), il denominatore è asintotico a \(3e^{2x}\).
Quindi:
\[ \lim_{x\to+\infty}\frac{x^{\alpha}\ln x+e^{2x}}{3e^{2x}+x^5}=\lim_{x\to+\infty}\frac{e^{2x}}{3e^{2x}}=\frac13 \]Calcolare, al variare di \(a\in\mathbb{R}\), il limite:
\[ \lim_{x\to+\infty}\left(\frac{x^2+ax+1}{x^2-x}\right)^{\!x} \]Svolgimento:
La base tende a \(1\) (rapporto fra due polinomi dello stesso grado, con coefficienti direttivi uguali) e l'esponente tende a \(+\infty\): è la forma indeterminata \(1^{\infty}\). Scriviamo la base nella forma \(1+u\), aggiungendo e togliendo \(1\):
\[ \begin{aligned} \frac{x^2+ax+1}{x^2-x}&=1+\left(\frac{x^2+ax+1}{x^2-x}-1\right)\\ &=1+\frac{(x^2+ax+1)-(x^2-x)}{x^2-x}\\ &=1+\frac{(a+1)x+1}{x^2-x} \end{aligned} \]Poniamo \(u=\dfrac{(a+1)x+1}{x^2-x}\): per \(x\to+\infty\) risulta \(u\to0\). Per far comparire il limite notevole, scriviamo l'esponente \(x\) come \(\dfrac1u\cdot(u\,x)\):
\[ \left(\frac{x^2+ax+1}{x^2-x}\right)^{\!x}=(1+u)^{x}=\left[(1+u)^{1/u}\right]^{u\,x} \]Per \(x\to+\infty\): la base in parentesi quadra tende a \(e\), mentre l'esponente è
\[ u\,x=\frac{x\bigl((a+1)x+1\bigr)}{x^2-x}=\frac{(a+1)x+1}{x-1}\ \longrightarrow\ a+1 \]Quindi:
\[ \lim_{x\to+\infty}\left(\frac{x^2+ax+1}{x^2-x}\right)^{\!x}=e^{a+1} \]Calcolare, al variare del parametro reale \(k\), il limite:
\[ \lim_{x\to0}\frac{\cos(kx)-\cos(2x)}{x^2} \]e determinare per quali valori di \(k\) il limite vale \(-6\).
Svolgimento:
Per \(x\to0\) il numeratore tende a \(1-1=0\): è la forma indeterminata \(\dfrac00\). Ricordiamo il limite notevole del coseno in forma generale: per \(t\to0\),
\[ \lim_{t\to0}\frac{1-\cos t}{t^2}=\frac12\qquad\text{cioè}\qquad 1-\cos t\sim\frac12t^2 \]Che cosa significa \(o(t^2)\). Il simbolo \(o(t^2)\) ("\(o\) piccolo di \(t^2\)") indica una funzione che, per \(t\to0\), è un infinitesimo di ordine superiore rispetto a \(t^2\) (Sezione 6), cioè una funzione \(r(t)\) tale che:
\[ \lim_{t\to0}\frac{r(t)}{t^2}=0 \]Vediamo che la differenza fra \(\cos t\) e \(1-\dfrac12t^2\) è proprio di questo tipo. Poniamo \(r(t)=\cos t-\left(1-\dfrac12t^2\right)\):
\[ \begin{aligned} \frac{r(t)}{t^2}&=\frac{\cos t-1}{t^2}+\frac12\\ &=-\frac{1-\cos t}{t^2}+\frac12\ \longrightarrow\ -\frac12+\frac12=0 \end{aligned} \]quindi \(r(t)=o(t^2)\), cioè:
\[ \cos t=1-\frac12t^2+o(t^2)\qquad(t\to0) \]Nella differenza \(\cos(kx)-\cos(2x)\) la parte principale di ciascun coseno, cioè \(1\), si cancella: per questo serve il termine successivo, \(-\dfrac12t^2\), e il resto \(o(t^2)\) ci garantisce che ciò che trascuriamo è davvero trascurabile rispetto a \(x^2\). Con \(t=kx\) e con \(t=2x\):
\[ \begin{aligned} \cos(kx)&=1-\frac{k^2}{2}x^2+r_1(x)\\ \cos(2x)&=1-2x^2+r_2(x) \end{aligned} \]dove \(r_1(x)=r(kx)\) e \(r_2(x)=r(2x)\) sono entrambi \(o(x^2)\): per esempio, \(\dfrac{r_2(x)}{x^2}=\dfrac{r(2x)}{x^2}=4\cdot\dfrac{r(2x)}{(2x)^2}\to4\cdot0=0\), e lo stesso vale per \(r_1\) (per \(k=0\) si ha semplicemente \(r_1=0\)). Sottraendo:
\[ \cos(kx)-\cos(2x)=\left(2-\frac{k^2}{2}\right)x^2+\bigl[r_1(x)-r_2(x)\bigr] \]Anche se li indichiamo entrambi con \(o(x^2)\), i due resti \(r_1\) e \(r_2\) sono due funzioni diverse: il simbolo \(o(x^2)\) non indica una funzione precisa, ma una qualsiasi funzione di ordine superiore a \(x^2\). Per questo, nella differenza, i due resti non si annullano. Per esempio, con \(k=1\) e \(x=0{,}1\) si ha \(r_1\approx0{,}0000042\) e \(r_2\approx0{,}0000666\): sono entrambi molto più piccoli di \(x^2=0{,}01\), ma sono diversi fra loro, e la loro differenza vale circa \(-0{,}0000624\), non \(0\).
Che cosa possiamo dire, allora, della differenza \(r_1-r_2\)? Dividiamo per \(x^2\):
\[ \frac{r_1(x)-r_2(x)}{x^2}=\frac{r_1(x)}{x^2}-\frac{r_2(x)}{x^2}\ \longrightarrow\ 0-0=0 \]Quindi anche \(r_1-r_2\) è un infinitesimo di ordine superiore rispetto a \(x^2\): resta \(o(x^2)\). In generale, sommando o sottraendo due quantità \(o(x^2)\) si ottiene ancora \(o(x^2)\), e moltiplicando \(o(x^2)\) per una costante si ottiene ancora \(o(x^2)\).
Quindi:
\[ \cos(kx)-\cos(2x)=\left(2-\frac{k^2}{2}\right)x^2+o(x^2) \]Dividendo per \(x^2\), e ricordando che \(\dfrac{o(x^2)}{x^2}\to0\) (perché \(o(x^2)\) è, per definizione, un infinitesimo di ordine superiore rispetto a \(x^2\)):
\[ \begin{aligned} \lim_{x\to0}\frac{\cos(kx)-\cos(2x)}{x^2}&=\lim_{x\to0}\left[2-\frac{k^2}{2}+\frac{o(x^2)}{x^2}\right]\\ &=2-\frac{k^2}{2}=\frac{4-k^2}{2} \end{aligned} \]Il limite vale \(-6\) quando \(\dfrac{4-k^2}{2}=-6\), cioè \(4-k^2=-12\), cioè \(k^2=16\).
Determinare i valori dei parametri reali \(a\) e \(b\) affinché risulti:
\[ \lim_{x\to0}\frac{a\cos x+b\cos(2x)-3}{x^2}=-\frac92 \]Svolgimento:
Per \(x\to0\) usiamo, come nell'esercizio 4, gli asintotici del coseno con il resto:
\[ \begin{aligned} \cos x&=1-\frac12x^2+o(x^2)\\ \cos(2x)&=1-2x^2+o(x^2) \end{aligned} \]Moltiplichiamo per le costanti \(a\) e \(b\):
\[ \begin{aligned} a\cos x&=a-\frac a2x^2+a\cdot o(x^2)\\ b\cos(2x)&=b-2b\,x^2+b\cdot o(x^2) \end{aligned} \]Sommiamo i due risultati e sottraiamo \(3\):
\[ \begin{aligned} a\cos x+b\cos(2x)-3&=(a+b-3)-\left(\frac a2+2b\right)x^2\\ &\quad+\bigl[a\cdot o(x^2)+b\cdot o(x^2)\bigr] \end{aligned} \]Per le regole viste nell'esercizio 4, moltiplicare per una costante e sommare non cambia l'ordine: \(a\cdot o(x^2)+b\cdot o(x^2)=o(x^2)\). Quindi:
\[ \begin{aligned} a\cos x+b\cos(2x)-3&=(a+b-3)\\ &\quad-\left(\frac a2+2b\right)x^2+o(x^2) \end{aligned} \]Dividendo per \(x^2\):
\[ \begin{aligned} \frac{a\cos x+b\cos(2x)-3}{x^2}&=\frac{a+b-3}{x^2}\\ &\quad-\left(\frac a2+2b\right)+\frac{o(x^2)}{x^2} \end{aligned} \]Gli ultimi due termini hanno limite finito (il secondo è una costante, il terzo tende a \(0\)). Il primo, invece, se \(a+b-3\neq0\) tende a \(+\infty\) o a \(-\infty\), e il limite complessivo sarebbe infinito, non \(-\dfrac92\). Deve quindi essere:
\[ a+b-3=0\qquad\Longrightarrow\qquad a+b=3 \]In questo caso il limite vale \(-\left(\dfrac a2+2b\right)\), e imponendo che sia uguale a \(-\dfrac92\) si ottiene \(\dfrac a2+2b=\dfrac92\), cioè \(a+4b=9\). Risolviamo il sistema:
\[ \begin{cases} a+b=3\\ a+4b=9 \end{cases}\qquad\Longrightarrow\qquad 3b=6\ \Rightarrow\ b=2,\quad a=1 \]Calcolare, al variare del parametro reale \(a\), il limite:
\[ \lim_{x\to0}(\cos x)^{a/x^2} \]e determinare per quale valore di \(a\) il limite vale \(e^{-3}\).
Svolgimento:
Per \(a\neq0\) la base tende a \(1\) e l'esponente a \(\pm\infty\): è la forma indeterminata \(1^{\infty}\). Scriviamo la potenza come esponenziale in base \(e\):
\[ (\cos x)^{a/x^2}=e^{\,a\cdot\frac{\ln(\cos x)}{x^2}} \]Studiamo l'esponente. Per il limite notevole del logaritmo (Sezione 3), \(\ln(\cos x)=\ln\bigl(1+(\cos x-1)\bigr)\sim\cos x-1\), e per il limite notevole del coseno (Sezione 1), \(\cos x-1\sim-\dfrac12x^2\). Quindi:
\[ a\cdot\frac{\ln(\cos x)}{x^2}\sim a\cdot\frac{-\frac12x^2}{x^2}=-\frac a2 \]e il limite della potenza è \(e^{-a/2}\). (Per \(a=0\) la potenza vale sempre \(1=e^0\), in accordo con la formula.) Il limite vale \(e^{-3}\) quando \(-\dfrac a2=-3\), cioè \(a=6\).
Calcolare, al variare di \(\alpha>0\), il limite:
\[ \lim_{x\to+\infty}\bigl(x^{\alpha}+\ln x\bigr)^{1/\ln x} \]Svolgimento:
La base tende a \(+\infty\) e l'esponente a \(0\): è la forma indeterminata \(\infty^{0}\). Scriviamo la potenza come esponenziale in base \(e\):
\[ \bigl(x^{\alpha}+\ln x\bigr)^{1/\ln x}=e^{\frac{\ln(x^{\alpha}+\ln x)}{\ln x}} \]Studiamo l'esponente. Raccogliamo \(x^\alpha\) dentro il logaritmo:
\[ \begin{aligned} \ln\bigl(x^{\alpha}+\ln x\bigr)&=\ln\Bigl[x^{\alpha}\Bigl(1+\frac{\ln x}{x^{\alpha}}\Bigr)\Bigr]\\ &=\alpha\ln x+\ln\Bigl(1+\frac{\ln x}{x^{\alpha}}\Bigr) \end{aligned} \]Per la gerarchia degli infiniti, \(\dfrac{\ln x}{x^\alpha}\to0\), quindi \(\ln\Bigl(1+\dfrac{\ln x}{x^\alpha}\Bigr)\to0\). Dividendo per \(\ln x\), che tende a \(+\infty\):
\[ \begin{aligned} \frac{\ln(x^{\alpha}+\ln x)}{\ln x}&=\alpha+\frac{\ln\bigl(1+\frac{\ln x}{x^{\alpha}}\bigr)}{\ln x}\\ &\longrightarrow\ \alpha+0=\alpha \end{aligned} \]