dal 2001
📚 Disponibile in versione standard
La caduta del paracadutista. Un paracadutista si lancia e, a causa della resistenza dell'aria, la sua velocità (in m/s) \( t \) secondi dopo l'apertura del paracadute è
\[ v(t)=60\left(1-e^{-t/6}\right), \qquad t\ge0. \]
a) Calcola la velocità all'istante \( t=0 \) e dopo \( 6 \) secondi.
b) Un amico sostiene che, per quanto a lungo duri la caduta, la velocità non supererà mai un certo valore. Ha ragione? Se sì, quale valore?
c) Dopo quanti secondi la velocità supera il \( 99\% \) di quel valore?
d) Rappresenta in modo qualitativo la funzione \( v(t) \).
All'istante iniziale la velocità è nulla; dopo 6 secondi è già circa \( 38 \) m/s.
Per rispondere dobbiamo capire che cosa succede alla velocità quando il tempo diventa molto grande, cioè calcolare il limite per \( t\to+\infty \):
\[ \lim_{t\to+\infty}60\left(1-e^{-t/6}\right)=60\cdot\left(1-0\right)=60 \]perché \( e^{-t/6}\to0 \) per \( t\to+\infty \). Inoltre, poiché \( e^{-t/6}>0 \) per ogni \( t \), si ha
\[ v(t)=60-60\,e^{-t/6}<60 \quad\text{per ogni } t\ge0 \]quindi la velocità si avvicina sempre più a \( 60 \) m/s (cioè \( 216 \) km/h) senza mai raggiungerla né superarla: l'amico ha ragione. Il valore \( 60 \) m/s è la velocità limite del paracadutista.
Osservazione. In termini matematici, la retta \( v=60 \) è un asintoto orizzontale del grafico di \( v(t) \) per \( t\to+\infty \). Il dominio è \( t\ge0 \) (il tempo non è negativo): si studia solo \( t\to+\infty \), non ci sono asintoti verticali e non ha senso cercare il comportamento per \( t\to-\infty \).
Il \( 99\% \) di \( 60 \) m/s è \( 0{,}99\cdot60=59{,}4 \) m/s. Risolviamo la disequazione:
\[ 60\left(1-e^{-t/6}\right)>59{,}4 \ \Longrightarrow\ 1-e^{-t/6}>0{,}99 \ \Longrightarrow\ e^{-t/6}<0{,}01 \]Passando ai logaritmi naturali (che è una funzione crescente, quindi la disuguaglianza non cambia verso):
\[ -\frac t6<\ln0{,}01=-\ln100 \ \Longrightarrow\ t>6\ln100\approx 27{,}6 \]Dopo circa \( 27{,}6 \) secondi (quindi dal \( 28^\circ \) secondo) la velocità supera il \( 99\% \) della velocità limite.
Il grafico si ottiene da quello di \( y=e^{t} \) con una successione di trasformazioni:
Quindi, per \( t\ge0 \), il grafico parte dall'origine, è crescente e «si appiattisce» sempre più sulla retta \( v=60 \), senza mai toccarla. Passa per il punto \( (6;\,37{,}9) \) trovato al punto a).

Il costo di produzione di un vaccino. Un'azienda farmaceutica sta analizzando i costi di produzione di un nuovo vaccino. Il costo totale \( T(x) \) (espresso in migliaia di euro) per produrre \( x \) migliaia di dosi è modellato dalla funzione
\[ T(x)=400+12x+\frac{3x^2}{x+2}, \qquad x\ge0. \]
a) Quanto costerebbe avviare l'attività senza produrre nemmeno una dose? A cosa potrebbe essere dovuta questa spesa?
b) Se l'impianto potesse produrre volumi enormi di vaccino, come si comporterebbe il costo totale? Esiste una funzione lineare a cui \( T(x) \) si avvicina sempre di più? Determinala.
c) Qual è il significato economico del coefficiente angolare e del termine noto della funzione lineare trovata?
d) Verifica che, per ogni \( x\ge0 \), il costo totale è maggiore del valore dato dalla funzione lineare del punto b) e commenta il risultato.
e) Traccia un grafico qualitativo di \( T(x) \), calcolando l'intersezione con l'asse delle ordinate e studiando il segno della funzione.
Produrre «nessuna dose» significa \( x=0 \):
\[ T(0)=400+12\cdot0+\frac{3\cdot0^2}{0+2}=400 \]Anche senza produrre nulla, l'azienda sostiene una spesa di \( 400 \) migliaia di euro, cioè \( 400\,000 \) €. Sono i costi fissi (o spese iniziali), indipendenti dal numero di dosi prodotte: ad esempio la ricerca e lo sviluppo del vaccino, la sperimentazione clinica, le autorizzazioni, la costruzione o l'adeguamento dell'impianto e dei laboratori.
Per volumi enormi cerchiamo una retta \( y=mx+q \) a cui il costo totale si avvicini sempre di più. Calcoliamo prima
\[ m=\lim_{x\to+\infty}\frac{T(x)}{x}=\lim_{x\to+\infty}\left[\frac{400}{x}+12+\frac{3x}{x+2}\right] \] \[ =0+12+3=15 \]e poi
\[ q=\lim_{x\to+\infty}\bigl[T(x)-15x\bigr] \] \[ =\lim_{x\to+\infty}\left[400+12x+\frac{3x^2}{x+2}-15x\right] \] \[ =\lim_{x\to+\infty}\left[400+\frac{3x^2-3x(x+2)}{x+2}\right] \] \[ =\lim_{x\to+\infty}\left[400-\frac{6x}{x+2}\right]=400-6=394 \]Quindi, per produzioni molto grandi, il costo totale si comporta come la funzione lineare
\[ y=15x+394 \]Osservazione. La retta \( y=15x+394 \) è un asintoto obliquo del grafico di \( T(x) \) per \( x\to+\infty \). L'espressione di \( T(x) \) ha anche l'asintoto verticale \( x=-2 \) (dove si annulla il denominatore), ma non ci interessa: il dominio del problema è \( x\ge0 \).
Poiché \( T \) è in migliaia di euro e \( x \) in migliaia di dosi, il coefficiente angolare \( m=15 \) indica che, a regime, ogni dose in più costa circa \( 15 \) €: è il costo «per dose» quando i volumi sono molto grandi.
Il termine noto \( q=394 \) (migliaia di euro) rappresenta i costi fissi «effettivi» della retta, cioè la parte del costo che non dipende dalle dosi prodotte; è un valore vicino ai \( 400 \) mila euro iniziali.
Osservazione. Per volumi enormi il costo totale è praticamente quello di una retta: pendenza \( 15 \) (costo di ogni dose in più) e intercetta \( 394 \) (costi fissi). Il coefficiente angolare dell'asintoto obliquo è il costo di una dose a regime.
Calcoliamo la differenza tra il costo totale e il valore della retta:
\[ T(x)-(15x+394)=400+12x+\frac{3x^2}{x+2}-15x-394 \] \[ =6-3x+\frac{3x^2}{x+2} \]Riducendo a denominatore comune:
\[ T(x)-(15x+394)=\frac{(6-3x)(x+2)+3x^2}{x+2} \] \[ =\frac{6x+12-3x^2-6x+3x^2}{x+2}=\frac{12}{x+2} \]Per \( x\ge0 \) si ha \( x+2>0 \), quindi
\[ T(x)-(15x+394)=\frac{12}{x+2}>0 \]cioè \( T(x)>15x+394 \) per ogni \( x\ge0 \).
Osservazione. Il grafico di \( T(x) \) sta sempre al di sopra dell'asintoto obliquo e vi si avvicina dall'alto, perché la differenza \( \frac{12}{x+2} \) tende a zero. Il costo reale supera sempre il costo «a regime», ma di pochissimo: per \( x=100 \) la differenza è \( \frac{12}{102}\approx0{,}12 \) migliaia di euro, cioè circa \( 118 \) €, su un costo totale di quasi \( 1\,900 \) migliaia di euro.
Intersezione con l'asse delle ordinate. Per \( x=0 \) si ha \( T(0)=400 \): il grafico parte dal punto \( (0;\,400) \), che rappresenta i costi fissi. Non ci sono intersezioni con l'asse delle ascisse.
Segno. Per \( x\ge0 \) tutti i termini di \( T(x) \) sono non negativi e il termine noto è \( 400 \): quindi \( T(x)\ge400>0 \) e il grafico sta sempre sopra l'asse \( x \).
Asintoto. Per \( x\to+\infty \) il grafico si avvicina dall'alto alla retta \( y=15x+394 \).
Alcuni valori (\( T \) in migliaia di euro, \( x \) in migliaia di dosi):
\[ T(0)=400 \] \[ T(10)=400+120+25=545 \] \[ T(50)\approx 400+600+144{,}2=1144{,}2 \] \[ T(100)\approx 400+1200+294{,}1=1894{,}1 \]Il grafico parte da \( (0;\,400) \), cresce e, già per valori di \( x \) non molto grandi, si confonde quasi con la retta \( y=15x+394 \), restando però sempre un po' sopra. Nella figura la curva è disegnata in scala; nell'ingrandimento vicino a \( x=0 \) si vede bene che sta sopra la retta.

La messa a fuoco di una fotocamera. L'obiettivo di una fotocamera si comporta come una lente convergente: raccoglie i raggi di luce che partono da un oggetto e li fa convergere in un punto, formando un'immagine che viene registrata dal sensore. Una lente convergente è caratterizzata dalla sua distanza focale \( f \): è la distanza dalla lente alla quale si raccolgono i raggi che arrivano paralleli (per esempio quelli provenienti da un oggetto lontanissimo).
Indichiamo con \( p \) la distanza dell'oggetto dalla lente e con \( q \) la distanza dalla lente del punto in cui si forma l'immagine nitida: il sensore deve essere posto proprio a questa distanza. Per una lente sottile vale la relazione
\[ \frac1p+\frac1q=\frac1f. \]Consideriamo una lente con \( f=5 \) cm e un oggetto posto oltre il fuoco, cioè con \( p>5 \) cm (in questo caso l'immagine si forma sul sensore, dalla parte opposta della lente). Risolvendo rispetto a \( q \) si ottiene
\[ q(p)=\frac{5p}{p-5}, \qquad p>5, \]con \( p \) e \( q \) espressi in centimetri.
a) A che distanza dalla lente si forma l'immagine se l'oggetto si trova a \( p=10 \) cm? E se si trova a \( p=15 \) cm?
b) Avvicina l'oggetto alla lente, in modo che \( p \) si avvicini sempre di più a \( 5 \) cm (restando maggiore di \( 5 \)). Che cosa accade alla distanza \( q \) dell'immagine? Che cosa significa fisicamente?
c) Se l'oggetto è molto lontano dalla lente (per esempio un paesaggio), a che distanza dalla lente si forma l'immagine? Spiega perché, per fotografare soggetti lontani, il sensore deve stare a una distanza dalla lente pari alla distanza focale.
d) Rappresenta graficamente la funzione \( q(p) \), utilizzando le informazioni ricavate nei punti precedenti.
e) Nella fotocamera il sensore può allontanarsi dalla lente fino a una distanza massima di \( 6 \) cm. A quale distanza minima dalla lente deve trovarsi un oggetto per poter essere messo a fuoco?

Lo schema della figura. La lente convergente è disegnata come una freccia verticale a due punte; la retta orizzontale che la attraversa è l'asse ottico. Le grandezze in gioco sono:
Nella figura i raggi partono dalla punta dell'oggetto: quello parallelo all'asse passa per \( F' \), quello che passa per il centro della lente non viene deviato. I due raggi si incontrano nella punta dell'immagine. I valori sono quelli del punto a): \( p=15 \) cm e \( q=7{,}5 \) cm.
Se \( p \) cambia, l'immagine si sposta: più l'oggetto è vicino al fuoco, più l'immagine si forma lontano; più l'oggetto è lontano, più l'immagine si avvicina al fuoco \( F' \). È ciò che studiamo con i limiti nei punti b) e c).
Se l'oggetto è a \( 10 \) cm dalla lente l'immagine si forma a \( 10 \) cm dall'altra parte; se è a \( 15 \) cm l'immagine si forma a \( 7{,}5 \) cm: allontanando l'oggetto, l'immagine si avvicina alla lente.
Calcoliamo il limite di \( q(p) \) per \( p\to5^+ \). Il numeratore tende a \( 25 \), il denominatore tende a \( 0 \) con valori positivi (\( p>5 \)):
\[ \lim_{p\to5^+}\frac{5p}{p-5}=\left[\frac{25}{0^+}\right]=+\infty \]Fisicamente, quando l'oggetto si avvicina al fuoco della lente l'immagine si forma sempre più lontano: per metterla a fuoco il sensore dovrebbe essere allontanato dalla lente sempre di più. Se l'oggetto fosse esattamente nel fuoco (\( p=5 \)), i raggi uscirebbero dalla lente paralleli tra loro e non convergerebbero mai: non si formerebbe alcuna immagine sul sensore.
Osservazione. La retta \( p=5 \) è un asintoto verticale del grafico di \( q(p) \) (per \( p\to5^+ \)): corrisponde alla posizione del fuoco, che l'oggetto non può raggiungere se si vuole un'immagine reale sul sensore.
Calcoliamo il limite per \( p\to+\infty \), dividendo numeratore e denominatore per \( p \):
\[ \lim_{p\to+\infty}\frac{5p}{p-5}=\lim_{p\to+\infty}\frac{5}{1-\frac5p}=5 \]Per un oggetto molto lontano l'immagine si forma a circa \( 5 \) cm dalla lente, cioè alla distanza focale. Infatti i raggi che arrivano da un oggetto lontanissimo sono praticamente paralleli, e per definizione di distanza focale una lente li fa convergere a distanza \( f \): per fotografare un paesaggio il sensore va quindi posto a \( 5 \) cm dalla lente.
Notiamo inoltre che
\[ q(p)-5=\frac{5p}{p-5}-5=\frac{5p-5p+25}{p-5}=\frac{25}{p-5}>0 \quad\text{per } p>5 \]quindi \( q(p)>5 \): l'immagine si forma sempre oltre il piano focale.
Osservazione. La retta \( q=5 \) è un asintoto orizzontale del grafico di \( q(p) \) per \( p\to+\infty \). Il grafico sta sempre al di sopra dell'asintoto e vi si avvicina dall'alto: per mettere a fuoco oggetti sempre più vicini bisogna allontanare il sensore dalla lente (la «corsa» dell'obiettivo), partendo da \( q=5 \) cm.
La funzione \( q(p)=\dfrac{5p}{p-5} \) è una funzione omografica: il suo grafico è un'iperbole equilatera con gli asintoti paralleli agli assi. Per riconoscerne centro e asintoti la scriviamo nella forma già trovata al punto c):
\[ q(p)=5+\frac{25}{p-5} \qquad\text{cioè}\qquad q-5=\frac{25}{p-5} \]Con le sostituzioni \( P=p-5 \) e \( Q=q-5 \) l'equazione diventa \( PQ=25 \): è l'iperbole \( y=\dfrac{25}{x} \) traslata in modo che il suo centro sia nel punto \( (5;\,5) \).
Al problema interessa solo il ramo con \( p>5 \) (oggetto oltre il fuoco), che sta sopra l'asintoto orizzontale e non incontra gli assi. L'altro ramo, per \( p<5 \), passa per l'origine ma non ha significato nel nostro problema: nella figura è tratteggiato in grigio.

Il sensore può trovarsi al massimo a \( q=6 \) cm dalla lente, quindi si deve avere \( q(p)\le6 \):
\[ \frac{5p}{p-5}\le6 \]Poiché \( p-5>0 \), possiamo moltiplicare per \( p-5 \) senza cambiare il verso della disuguaglianza:
\[ 5p\le6(p-5) \ \Longrightarrow\ 5p\le6p-30 \ \Longrightarrow\ p\ge30 \]L'oggetto deve trovarsi ad almeno \( 30 \) cm dalla lente: è la distanza minima di messa a fuoco della fotocamera. Con \( p=30 \) cm si ha infatti \( q=6 \) cm.
Osservazione. L'asintoto verticale \( p=5 \) e l'asintoto orizzontale \( q=5 \) spiegano il risultato: il sensore può allontanarsi dal piano focale (\( q=5 \)) di appena \( 1 \) cm, e per questo non si può fotografare nulla più vicino di \( 30 \) cm; per avvicinarsi al fuoco (\( p\to5^+ \)) il sensore dovrebbe invece allontanarsi sempre di più.
Sposta il cursore per cambiare la distanza \( p \) dell'oggetto dalla lente e osserva come si sposta l'immagine e come si muove il punto \( (p;\,q) \) sul grafico. Prova a portare \( p \) vicinissimo a \( 5 \) cm, poi a valori molto grandi, poi a \( 30 \) cm: ritrovi i risultati dei punti b), c) ed e).
Il livello sonoro in decibel. L'intensità \( I \) di un suono è l'energia che l'onda sonora trasporta ogni secondo (cioè la potenza \( P \)) attraverso una superficie di area unitaria perpendicolare alla direzione di propagazione, \( I=\dfrac{P}{S} \): nel Sistema Internazionale si misura in W/m².
L'orecchio umano percepisce suoni di intensità molto diverse. Il suono più debole che riesce a percepire, detto soglia di udibilità, ha intensità \( I_0=10^{-12}\ \text{W/m}^2 \), mentre il fragore di un concerto arriva a circa \( 1\ \text{W/m}^2 \): mille miliardi di volte di più. Per avere numeri più maneggevoli si misura l'intensità in rapporto alla soglia, cioè con il numero puro \[ x=\frac{I}{I_0}, \] che dice quante volte un suono è più intenso del più debole suono udibile (\( x=1 \) è la soglia di udibilità, \( x=1000 \) un suono mille volte più intenso).
Inoltre l'orecchio non percepisce le differenze in modo proporzionale all'intensità, ma in modo «logaritmico»: per questo il livello sonoro, misurato in decibel (dB), si definisce con un logaritmo decimale:
\[ L(x)=10\log_{10}x \quad\text{(dB)}, \qquad x>0. \]
a) Una conversazione normale ha un'intensità \( I=10^{-6}\ \text{W/m}^2 \); un concerto rock \( I=1\ \text{W/m}^2 \). Calcola il livello sonoro di ciascuna.
b) Immagina di attenuare un suono sempre di più, in modo che la sua intensità \( I \) (e quindi \( x \)) si avvicini a zero. Che cosa accade al livello sonoro? Che cosa significa, in pratica?
c) Se l'intensità di un suono cresce senza limiti, il livello sonoro si stabilizza su un valore massimo? Giustifica la risposta e indica di quanto aumenta il livello ogni volta che l'intensità diventa \( 10 \) volte più grande.
d) Rappresenta graficamente la funzione \( L(x) \).
e) Un livello di \( 85 \) dB è considerato a rischio per l'udito in caso di esposizione prolungata. Per quali valori di \( x \) il livello sonoro supera \( 85 \) dB? A quale intensità \( I \) corrisponde?
Per prima cosa calcoliamo \( x=\dfrac{I}{I_0} \) nei due casi.
Conversazione:
\[ x=\frac{10^{-6}}{10^{-12}}=10^{6} \qquad\Longrightarrow\qquad L=10\log_{10}10^{6}=10\cdot6=60\ \text{dB} \]Concerto rock:
\[ x=\frac{1}{10^{-12}}=10^{12} \qquad\Longrightarrow\qquad L=10\log_{10}10^{12}=10\cdot12=120\ \text{dB} \]La conversazione ha un livello di \( 60 \) dB, il concerto di \( 120 \) dB: l'intensità del concerto è un milione di volte maggiore, ma il livello sonoro è «solo» il doppio.
Se l'intensità si avvicina a zero, anche \( x \) tende a zero (da valori positivi) e dobbiamo calcolare
\[ \lim_{x\to0^+}10\log_{10}x=-\infty \]perché \( \log_{10}x\to-\infty \) per \( x\to0^+ \). Il livello sonoro diventa sempre più negativo: per esempio \( L(0{,}1)=-10 \) dB, \( L(0{,}01)=-20 \) dB, \( L(10^{-6})=-60 \) dB.
In pratica, per \( x<1 \) l'intensità è inferiore alla soglia di udibilità e il livello è negativo: sono suoni troppo deboli per essere percepiti. Man mano che il suono si attenua, il livello scende senza limite: il silenzio assoluto (\( I=0 \)) non ha un livello in decibel, perché \( \log_{10}0 \) non esiste.
Osservazione. La retta \( x=0 \) (l'asse \( L \)) è un asintoto verticale del grafico di \( L(x) \), per \( x\to0^+ \). Il dominio è \( x>0 \), perché il logaritmo è definito solo per argomenti positivi.
Calcoliamo il limite per \( x\to+\infty \):
\[ \lim_{x\to+\infty}10\log_{10}x=+\infty \]Il livello sonoro non si stabilizza su un valore massimo: cresce sempre, anche se molto lentamente. Infatti, moltiplicando l'intensità per \( 10 \):
\[ L(10x)=10\log_{10}(10x)=10\log_{10}x+10=L(x)+10 \]Ogni volta che l'intensità diventa \( 10 \) volte più grande, il livello sonoro aumenta di esattamente \( 10 \) dB: per esempio \( 60 \) dB, \( 70 \) dB, \( 80 \) dB e così via.
Osservazione. A differenza dei quesiti precedenti, qui non c'è un asintoto orizzontale per \( x\to+\infty \): la funzione cresce senza limite, ma molto lentamente. Non c'è nemmeno un asintoto obliquo, perché \( \dfrac{L(x)}{x}=\dfrac{10\log_{10}x}{x}\to0 \): il logaritmo cresce più lentamente di qualunque retta. Il confronto con il punto b) è istruttivo: per \( x\to0^+ \) c'è un asintoto verticale, per \( x\to+\infty \) non c'è alcun asintoto.
La funzione \( L(x)=10\log_{10}x \) si ottiene dal grafico del logaritmo decimale \( y=\log_{10}x \) con una dilatazione verticale di fattore \( 10 \).

Risolviamo la disequazione \( L(x)>85 \), con \( x>0 \):
\[ 10\log_{10}x>85 \ \Longrightarrow\ \log_{10}x>8{,}5 \ \Longrightarrow\ x>10^{8{,}5}\approx3{,}2\cdot10^{8} \](il passaggio all'esponenziale non cambia il verso, perché la funzione \( 10^{x} \) è crescente). Il livello supera \( 85 \) dB quando il suono è più intenso della soglia di udibilità di oltre \( 3{,}2\cdot10^{8} \) volte. L'intensità corrispondente è
\[ I=x\cdot I_0>3{,}2\cdot10^{8}\cdot10^{-12}\ \text{W/m}^2=3{,}2\cdot10^{-4}\ \text{W/m}^2 \]cioè circa \( 0{,}32 \) milliwatt per metro quadrato: una potenza minuscola, ma sufficiente a danneggiare l'udito se l'esposizione è prolungata.
Sposta il cursore per cambiare l'intensità relativa \( x \) del suono e osserva come cambiano il livello sonoro \( L \) e il punto sul grafico. Prova a portare \( x \) vicinissimo a \( 0 \), poi a valori enormi (premendo «× 10» più volte), poi cerca dove si supera il livello di \( 85 \) dB: ritrovi i risultati dei punti b), c) ed e). Con l'interruttore «x in scala logaritmica» il grafico diventa una retta.
Il concerto e il rumore di fondo. Un altoparlante emette un suono con potenza \( P \) in tutte le direzioni. A distanza \( d \) dall'altoparlante la potenza si distribuisce sulla superficie di una sfera di raggio \( d \), di area \( 4\pi d^{2} \): l'intensità del suono (potenza per unità di superficie) è quindi \[ I=\frac{P}{4\pi d^{2}}, \] inversamente proporzionale al quadrato della distanza (se si raddoppia la distanza, l'intensità diventa un quarto).
Come nel quesito precedente, misuriamo le intensità in rapporto alla soglia di udibilità, cioè con il numero puro \( x=\dfrac{I}{I_0} \), e il livello sonoro in decibel è \( L=10\log_{10}x \). Supponiamo che a \( 1 \) m dall'altoparlante l'intensità relativa sia \( x=10^{8} \) (cioè \( 80 \) dB): a distanza \( d \) (in metri) l'altoparlante produce quindi \( x=\dfrac{10^{8}}{d^{2}} \).
In ogni ambiente, però, c'è un rumore di fondo (traffico lontano, vento, voci), che supponiamo costante e di intensità relativa \( x=10^{4} \) (cioè \( 40 \) dB). Le intensità di due suoni indipendenti si sommano, perciò l'intensità relativa totale a distanza \( d \) è \( \dfrac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4} \) e il livello sonoro misurato è \[ L(d)=10\log_{10}\!\left(\frac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4}\right)\ \text{dB}, \qquad d>0. \]
a) Calcola il livello sonoro a \( 1 \) m, a \( 10 \) m e a \( 100 \) m dall'altoparlante.
b) A quale distanza l'intensità prodotta dall'altoparlante è uguale a quella del rumore di fondo? Quanto vale lì il livello sonoro?
c) Studia il comportamento di \( L(d) \) per \( d\to0^+ \) e per \( d\to+\infty \) e interpreta i risultati.
d) Oltre quale distanza il livello sonoro supera il rumore di fondo (\( 40 \) dB) di meno di \( 1 \) dB?
e) Rappresenta graficamente la funzione \( L(d) \) e confrontala con il modello che trascura il rumore di fondo, \( L_0(d)=10\log_{10}\dfrac{10^{8}}{d^{2}} \).
Sostituiamo i valori di \( d \) nell'intensità relativa totale \( \dfrac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4} \).
\[ L(1)=10\log_{10}\!\left(10^{8}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left(1{,}0001\cdot10^{8}\right)\approx80{,}0\ \text{dB} \] \[ L(10)=10\log_{10}\!\left(10^{6}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left(1{,}01\cdot10^{6}\right)\approx60{,}0\ \text{dB} \] \[ L(100)=10\log_{10}\!\left(10^{4}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left(2\cdot10^{4}\right)=40+10\log_{10}2\approx43{,}0\ \text{dB} \]Vicino all'altoparlante il rumore di fondo è trascurabile (\( 10^{4} \) contro \( 10^{8} \)); a \( 100 \) m, invece, i due contributi sono dello stesso ordine e il livello è già molto vicino a quello del fondo.
Imponiamo che le due intensità relative siano uguali:
\[ \frac{10^{8}}{d^{2}}=10^{4} \ \Longrightarrow\ d^{2}=10^{4} \ \Longrightarrow\ d=100\ \text{m}. \]A \( 100 \) m l'intensità totale è il doppio di quella del solo fondo, quindi il livello è \( 40+10\log_{10}2\approx43 \) dB: solo \( 3 \) dB sopra il rumore di fondo.
Prima di calcolare i limiti riscriviamo la funzione, mettendo in evidenza il contributo del rumore di fondo. Raccogliamo \( 10^{4} \) nell'argomento del logaritmo e usiamo la proprietà del logaritmo di un prodotto:
\[ L(d)=10\log_{10}\!\left(\frac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left[10^{4}\!\left(\frac{10^{4}}{d^{2}}+1\right)\right] \] \[ L(d)=10\log_{10}10^{4}+10\log_{10}\!\left(1+\frac{10^{4}}{d^{2}}\right)=40+10\log_{10}\!\left(1+\frac{10^{4}}{d^{2}}\right). \]Il numero \( 40 \) è il livello del rumore di fondo; il secondo termine è il contributo dell'altoparlante. Poiché \( 1+\dfrac{10^{4}}{d^{2}}>1 \), il logaritmo è positivo e quindi \( L(d)>40 \) per ogni \( d \): il livello misurato è sempre sopra quello del solo fondo.
Per \( d\to0^+ \): \( \dfrac{10^{4}}{d^{2}}\to+\infty \), quindi l'argomento del logaritmo tende a \( +\infty \) e
\[ \lim_{d\to0^+}L(d)=40+10\cdot(+\infty)=+\infty. \]Il livello cresce senza limite avvicinandosi alla sorgente. In realtà il modello vale per \( d\ge1 \) m circa: a distanze minori l'altoparlante non si può più considerare un punto.
Osservazione. La retta \( d=0 \) (l'asse \( L \)) è un asintoto verticale del grafico di \( L(d) \), per \( d\to0^+ \).
Per \( d\to+\infty \): \( \dfrac{10^{4}}{d^{2}}\to0 \), quindi l'argomento del logaritmo tende a \( 1 \) e, per la continuità del logaritmo,
\[ \lim_{d\to+\infty}L(d)=40+10\log_{10}1=40+0=40\ \text{dB}. \]Allontanandosi indefinitamente dall'altoparlante, il livello sonoro non scende all'infinito: si stabilizza sul livello del rumore di fondo. Poiché \( L(d)>40 \) sempre, il grafico si avvicina a questo valore dall'alto, man mano che il contributo dell'altoparlante diventa trascurabile.
Osservazione. La retta \( L=40 \) è un asintoto orizzontale destro del grafico di \( L(d) \). Il suo significato fisico è il «pavimento» del rumore: lontano dalla sorgente si sente soltanto il rumore ambiente, e il livello sonoro non può scendere al di sotto di esso. Non ci sono asintoti obliqui, perché per \( d\to+\infty \) c'è già l'asintoto orizzontale.
Usiamo la forma \( L(d)=40+10\log_{10}\!\left(1+\dfrac{10^{4}}{d^{2}}\right) \) e imponiamo \( L(d)<41 \):
\[ 10\log_{10}\!\left(1+\frac{10^{4}}{d^{2}}\right)<1 \ \Longrightarrow\ 1+\frac{10^{4}}{d^{2}}<10^{0{,}1}\approx1{,}259 \ \Longrightarrow\ \frac{10^{4}}{d^{2}}<0{,}259. \]Poiché \( d>0 \), si ottiene \( d^{2}>\dfrac{10^{4}}{0{,}259}\approx3{,}86\cdot10^{4} \), cioè
\[ d>\sqrt{3{,}86\cdot10^{4}}\approx197\ \text{m}. \]Oltre circa \( 197 \) m il livello differisce dal fondo di meno di \( 1 \) dB: praticamente non si distingue più il concerto dal rumore ambiente. La funzione, intanto, è decrescente: all'aumentare di \( d \) il termine \( \dfrac{10^{8}}{d^{2}} \) diminuisce, quindi diminuisce l'argomento del logaritmo (che è crescente).
Il modello che trascura il fondo è \( L_0(d)=10\log_{10}\dfrac{10^{8}}{d^{2}}=80-20\log_{10}d \): per \( d\to0^+ \) tende a \( +\infty \) (anch'esso con asintoto verticale \( d=0 \)), ma per \( d\to+\infty \) tende a \( -\infty \), quindi non ha asintoto orizzontale. Per esempio \( L_0(1000)=20 \) dB, un livello inferiore al rumore di fondo e dunque privo di senso fisico. Nel grafico, in tratteggio grigio, le due curve coincidono vicino alla sorgente e si separano allontanandosi: è l'aggiunta del rumore di fondo a «sollevare» la coda del grafico fino all'asintoto \( L=40 \).

Sposta il cursore della distanza e ascolta: l'altoparlante (un suono a impulsi) si affievolisce, mentre il rumore di fondo (un fruscio) resta costante, finché il concerto non si distingue più dal fruscio. Prova a variare il rumore di fondo e osserva come si sposta l'asintoto; attiva il confronto con il modello senza fondo e passa dalla scala logaritmica a quella lineare.
Il recinto dell'orto. Un'azienda agricola vuole recintare con una rete un orto di forma rettangolare e di area \( 400\ \text{m}^2 \). Indichiamo con \( x \) (in metri) la lunghezza di uno dei due lati e con \( P(x) \) la lunghezza totale della rete necessaria, cioè il perimetro dell'orto. Le dimensioni possono cambiare, ma l'area deve restare sempre di \( 400\ \text{m}^2 \).
a) Esprimi in funzione di \( x \) la lunghezza dell'altro lato e scrivi la funzione \( P(x) \), precisando per quali valori di \( x \) ha senso.
b) Calcola \( P(x) \) per \( x=5,\ 10,\ 20,\ 40,\ 80 \) metri. Che cosa osservi?
c) Che cosa accade alla lunghezza della rete se l'orto diventa una striscia sempre più stretta, cioè se \( x \) si avvicina a \( 0 \)?
d) Che cosa accade se il lato \( x \) diventa sempre più lungo? Mostra che, per \( x \) grande, la rete necessaria è «circa il doppio di \( x \)» e valuta di quanto si sbaglia con questa approssimazione.
e) Rappresenta graficamente la funzione \( P(x) \) e individua per quale forma dell'orto la rete necessaria è la più corta possibile.
Se un lato misura \( x \) e l'area è \( 400 \), l'altro lato misura \( y \) con \( x\cdot y=400 \), cioè
\[ y=\frac{400}{x}. \]La rete necessaria è il perimetro del rettangolo:
\[ P(x)=2x+2y=2x+\frac{800}{x}. \]Le lunghezze devono essere positive, quindi la funzione ha senso per \( x>0 \) (e per ogni \( x>0 \) anche \( y=\frac{400}{x}>0 \)): il dominio è \( x>0 \).
I valori si ripetono in modo simmetrico: \( P(5)=P(80) \) e \( P(10)=P(40) \). È naturale, perché un orto di \( 5\ \text{m}\times80\ \text{m} \) e uno di \( 80\ \text{m}\times5\ \text{m} \) sono lo stesso rettangolo, solo ruotato. Il valore più piccolo, \( 80 \) m, si ha per \( x=20 \) m, quando anche \( y=20 \) m: l'orto è un quadrato.
Perché il perimetro è minimo quando l'orto è un quadrato?
Ricordiamo che se il prodotto di due quantità positive \( a \) e \( b \) è costante, la loro somma è minima quando le due quantità sono uguali. Nel nostro caso, \( P(x)=2x+\dfrac{800}{x} \) è la somma di \[ a=2x \qquad\text{e}\qquad b=\frac{800}{x}, \] il cui prodotto è costante: \[ a\cdot b=2x\cdot\frac{800}{x}=1600. \] Quindi \( P(x) \) è minimo quando \( a=b \), cioè quando \[ 2x=\frac{800}{x}\ \Longrightarrow\ x^{2}=400\ \Longrightarrow\ x=20. \] Con \( x=20 \) m si ha \( y=\dfrac{400}{20}=20 \) m: il rettangolo è un quadrato, e la rete necessaria è \( P=2\cdot20+\dfrac{800}{20}=80 \) m.
Questa proprietà elementare si può anche enunciare così: fra tutti i rettangoli con la stessa area, il quadrato è quello di perimetro minimo.
Se \( x \) si avvicina a \( 0 \) da valori positivi, \( 2x\to0 \) mentre \( \dfrac{800}{x}\to+\infty \), quindi
\[ \lim_{x\to0^+}P(x)=\lim_{x\to0^+}\left(2x+\frac{800}{x}\right)=+\infty. \]L'orto diventa una striscia strettissima ma lunghissima (l'altro lato \( y=\frac{400}{x} \) cresce senza limite) e la rete necessaria cresce senza limite: per esempio \( P(1)=802 \) m, \( P(0{,}1)=8000{,}2 \) m.
Osservazione. La retta \( x=0 \) (l'asse \( P \)) è un asintoto verticale del grafico di \( P(x) \), per \( x\to0^+ \).
Per \( x\to+\infty \) il termine \( 2x \) tende a \( +\infty \) mentre \( \dfrac{800}{x}\to0 \), quindi
\[ \lim_{x\to+\infty}P(x)=+\infty: \]non c'è asintoto orizzontale. Vediamo se la funzione si comporta «come una retta». Calcoliamo
\[ m=\lim_{x\to+\infty}\frac{P(x)}{x}=\lim_{x\to+\infty}\left(2+\frac{800}{x^{2}}\right)=2 \] \[ q=\lim_{x\to+\infty}\bigl(P(x)-2x\bigr)=\lim_{x\to+\infty}\frac{800}{x}=0. \]Dunque, per \( x\to+\infty \), \( P(x) \) si confonde con la retta \( P=2x \). Il significato è semplice: se l'orto è lunghissimo, l'altro lato \( y=\frac{400}{x} \) è piccolissimo, e la rete è praticamente fatta dai due lati lunghi, \( 2x \).
L'errore che si commette è esattamente \( P(x)-2x=\dfrac{800}{x}=2y \), cioè la lunghezza dei due lati corti. Per esempio: per \( x=100 \) m, \( P=208 \) m e \( 2x=200 \) m, con un errore di \( 8 \) m (circa il \( 4\% \)); per \( x=400 \) m, \( P=802 \) m e \( 2x=800 \) m, errore di \( 2 \) m (circa lo \( 0{,}25\% \)).
Osservazione. La retta \( P=2x \) è un asintoto obliquo destro del grafico di \( P(x) \). Poiché \( P(x)-2x=\dfrac{800}{x}>0 \), il grafico sta sempre sopra l'asintoto e si avvicina ad esso dall'alto. Il suo significato fisico è che, per orti molto lunghi, i lati corti sono trascurabili. Per \( x\to+\infty \) non c'è asintoto orizzontale, perché \( P\to+\infty \).
Il valore minimo della rete è quello trovato nel punto b): \( P(20)=80 \) m, cioè il quadrato di lato \( 20 \) m, come dimostrato nel riquadro del punto b). Lo si può verificare anche confrontando \( P(x) \) con \( 80 \):
\[ P(x)-80=\frac{2x^{2}-80x+800}{x}=\frac{2\,(x-20)^{2}}{x}\ \ge 0 \quad\text{per ogni } x>0, \]con uguaglianza solo per \( x=20 \). Il grafico scende dall'asintoto verticale fino al punto \( (20;\,80) \), che è il suo punto più basso, poi risale avvicinandosi alla retta \( P=2x \).
Per \( x>0 \) questa quantità è sempre maggiore o uguale a \( 0 \), ed è uguale a \( 0 \) solo per \( x=20 \). Quindi \( P(x)\ge80 \) con uguaglianza solo per \( x=20 \): la rete più corta è di \( 80 \) m e si ottiene quando l'orto è un quadrato di lato \( 20 \) m. Il grafico scende dall'asintoto verticale fino al punto \( (20;\,80) \), poi risale avvicinandosi alla retta \( P=2x \).

Sposta il cursore per cambiare la forma dell'orto, mantenendo l'area di \( 400\ \text{m}^2 \): i lati di lunghezza \( x \) sono disegnati in blu, quelli di lunghezza \( y \) in arancione. Osserva come cambia la rete \( P \) e cerca la posizione in cui è più corta; poi allunga sempre più l'orto e guarda che cosa succede ai lati arancioni e alla distanza tra la curva e la retta \( P=2x \).
Il faro e la costa. Un faro \( F \) si trova su uno scoglio a \( 300 \) m da una costa rettilinea. Sia \( A \) il punto della costa più vicino al faro, per cui \( FA=300 \) m ed \( FA \) è perpendicolare alla costa. Il fascio di luce del faro ruota con velocità angolare costante e compie un giro completo in \( 40 \) secondi. Al tempo \( t=0 \) (in secondi) il fascio punta verso \( A \); quando il fascio è rivolto verso la costa, forma sulla riva un punto luminoso \( P \) a distanza \( d \) (in metri) da \( A \).
a) Indica con \( \alpha \) l'angolo formato dal fascio con \( FA \) e mostra che \( d=300\tan\alpha \). Esprimi poi \( \alpha \), e quindi \( d \), in funzione del tempo \( t \).
b) Calcola \( d \) per \( t=0;\ 2{,}5;\ 5;\ 7{,}5;\ 9 \) secondi.
c) Che cosa accade al punto luminoso quando \( t \) si avvicina a \( 10 \) secondi da valori minori di \( 10 \)? Che cosa significa, fisicamente?
d) Calcola la velocità media del punto luminoso sulla riva negli intervalli di tempo \( [0;\,5] \), \( [5;\,9] \) e \( [9;\,9{,}9] \) (in secondi). Che cosa osservi?
e) Rappresenta graficamente la funzione \( d(t) \) per \( 0\le t<10 \). In un giro completo del fascio (\( 40 \) s), per quanto tempo il punto luminoso si trova sulla riva?

Il triangolo \( FAP \) è rettangolo in \( A \), perché \( FA \) è perpendicolare alla costa, e l'angolo in \( F \) è \( \alpha \). Il cateto \( AP \) è opposto ad \( \alpha \) e \( FA \) è adiacente, quindi \( \tan\alpha=\dfrac{AP}{FA} \), cioè
\[ d=AP=FA\tan\alpha=300\tan\alpha. \]Il fascio compie un giro (\( 2\pi \) radianti) in \( 40 \) s, quindi la velocità angolare è \( \omega=\dfrac{2\pi}{40}=\dfrac{\pi}{20} \) rad/s. Poiché per \( t=0 \) il fascio punta verso \( A \) (\( \alpha=0 \)), l'angolo in radianti è \( \alpha=\omega t=\dfrac{\pi t}{20} \) e
\[ d(t)=300\tan\!\left(\frac{\pi t}{20}\right). \]Per esempio, dopo \( t=10 \) s l'angolo vale \( \alpha=\dfrac{\pi}{2} \): il fascio è parallelo alla costa.
Dai radianti ai gradi. Spesso è più intuitivo ragionare in gradi. Un angolo di \( \pi \) radianti corrisponde a \( 180^\circ \), quindi l'angolo in gradi \( \alpha^\circ \) e quello in radianti \( \alpha \) sono legati dalla proporzione
\[ \alpha^\circ:180^\circ=\alpha:\pi \quad\Longrightarrow\quad \alpha^\circ=\frac{180^\circ}{\pi}\,\alpha. \]Sostituendo \( \alpha=\dfrac{\pi t}{20} \):
\[ \alpha^\circ=\frac{180^\circ}{\pi}\cdot\frac{\pi t}{20}=9^\circ\cdot t. \]Il fascio ruota quindi di \( 9^\circ \) ogni secondo, come ci si aspetta da un giro completo (\( 360^\circ \)) in \( 40 \) s: \( 360^\circ:40=9^\circ \) al secondo.
Calcoliamo \( \alpha \) in radianti e in gradi (\( \alpha^\circ=9^\circ\cdot t \)) e poi \( d(t)=300\tan\alpha \):
\[ \begin{array}{|c|c|c|c|c|c|} \hline t\ (\text{s}) & 0 & 2{,}5 & 5 & 7{,}5 & 9 \\ \hline \alpha\ (\text{rad}) & 0 & \frac{\pi}{8} & \frac{\pi}{4} & \frac{3\pi}{8} & \frac{9\pi}{20} \\ \hline \alpha\ (\text{gradi}) & 0^\circ & 22{,}5^\circ & 45^\circ & 67{,}5^\circ & 81^\circ \\ \hline d(t)\ (\text{m}) & 0 & \approx124{,}3 & 300 & \approx724{,}3 & \approx1894{,}1 \\ \hline \end{array} \]I calcoli, uno per volta:
\[ \begin{aligned} d(0)&=300\tan0^\circ=0\ \text{m}\\ d(2{,}5)&=300\tan22{,}5^\circ\approx300\cdot0{,}4142\approx124{,}3\ \text{m}\\ d(5)&=300\tan45^\circ=300\cdot1=300\ \text{m}\\ d(7{,}5)&=300\tan67{,}5^\circ\approx300\cdot2{,}4142\approx724{,}3\ \text{m}\\ d(9)&=300\tan81^\circ\approx300\cdot6{,}3138\approx1894{,}1\ \text{m} \end{aligned} \](Con la calcolatrice si può usare la modalità «gradi» per le tangenti di \( 22{,}5^\circ,\,45^\circ,\ldots \), oppure la modalità «radianti» per \( \tan\frac{\pi}{8},\,\tan\frac{\pi}{4},\ldots \): il risultato è lo stesso.)
Nei primi \( 5 \) secondi il punto luminoso percorre \( 300 \) m, ma nei successivi \( 4 \) secondi ne percorre più di \( 1500 \).
Quando \( t\to10^- \), l'angolo \( \alpha=\dfrac{\pi t}{20}\to\dfrac{\pi}{2}^- \) e la tangente tende a \( +\infty \):
\[ \lim_{t\to10^-}300\tan\!\left(\frac{\pi t}{20}\right)=+\infty. \]Per esempio \( d(9{,}9)\approx19\,097 \) m e \( d(9{,}99)\approx190\,986 \) m (quasi \( 191 \) km). Il punto luminoso si allontana sempre più in fretta. A \( t=10 \) s il fascio è parallelo alla riva e non la incontra più: il punto luminoso «è andato all'infinito» e scompare.
Osservazione. La retta \( t=10 \) è un asintoto verticale del grafico di \( d(t) \), per \( t\to10^- \): la funzione cresce senza limite quando il tempo si avvicina a \( 10 \) s, ma non è definita per \( t=10 \) (perché \( \tan\frac{\pi}{2} \) non esiste). Non ci sono altri asintoti per \( 0\le t<10 \).
La velocità media in un intervallo è la distanza percorsa dal punto sulla riva divisa per la durata:
\[ v_{[0;5]}=\frac{d(5)-d(0)}{5-0}=\frac{300-0}{5}=60\ \text{m/s}, \] \[ v_{[5;9]}=\frac{d(9)-d(5)}{9-5}\approx\frac{1894{,}1-300}{4}\approx398{,}5\ \text{m/s}, \] \[ v_{[9;9{,}9]}=\frac{d(9{,}9)-d(9)}{9{,}9-9}\approx\frac{19\,097-1894}{0{,}9}\approx19\,114\ \text{m/s}. \]Pur ruotando il fascio a velocità angolare costante, il punto luminoso sulla riva va sempre più veloce: dopo un tratto «lento» (\( 60 \) m/s, circa \( 216 \) km/h) supera la velocità del suono (\( \approx340 \) m/s) e poi arriva a oltre \( 19 \) km al secondo. Non c'è contraddizione: il punto luminoso non è un oggetto che si muove, ma un «effetto» geometrico dell'incontro tra il fascio e la riva, e nulla viaggia da un punto all'altro della costa. La velocità media cresce senza limite man mano che \( t \) si avvicina a \( 10 \) s, in accordo con l'asintoto verticale.
La funzione \( d(t)=300\tan\!\left(\dfrac{\pi t}{20}\right) \) si ottiene dal grafico della tangente con una dilatazione orizzontale (il periodo diventa \( 20 \) s) e una verticale (fattore \( 300 \)).

Il punto luminoso è sulla riva solo quando il fascio è rivolto verso la costa, cioè per \( -10<t<10 \), che sono \( 20 \) secondi: il punto compare lontanissimo a sinistra, passa per \( A \) a \( t=0 \) e si allontana a destra verso l'infinito. Nei successivi \( 20 \) secondi il fascio punta verso il mare aperto e sulla riva non c'è nessun punto luminoso: il giro completo dura \( 40 \) s, quindi il punto è sulla riva per metà del tempo.
Premi «Avvia» per vedere il faro girare e il punto luminoso correre lungo la costa, oppure muovi il cursore del tempo. Osserva come cambiano l'angolo \( \alpha \), la distanza \( d \) e la velocità del punto: avvicinati a \( t=10 \) s e guarda che cosa succede al grafico e al punto sulla riva.
La popolazione nello stagno. In uno stagno vive una colonia di rane. Dal momento in cui i biologi cominciano a contarle (\( t=0 \)), il numero di rane dopo \( t \) anni è ben descritto dalla funzione \[ P(t)=\frac{1200}{1+11\,e^{-0{,}5\,t}}. \] Le risorse dello stagno (cibo, spazio) sono limitate.
a) Quante rane c'erano quando è iniziato il conteggio? Calcola il numero di rane dopo \( 2 \), \( 5 \) e \( 10 \) anni dall'inizio del conteggio (arrotonda all'intero).
b) Che cosa accade alla popolazione in un futuro lontanissimo (\( t\to+\infty \))? Che cosa significa il valore trovato?
c) Dopo quanti anni dall'inizio del conteggio la popolazione raggiunge \( 600 \) rane? E dopo quanti anni raggiunge il \( 90\% \) del valore trovato al punto b)?
d) Il modello può essere usato anche per gli anni precedenti al conteggio (\( t<0 \)). Che cosa prevede per \( t\to-\infty \)? Come si interpreta questo risultato?
e) Rappresenta graficamente la funzione \( P(t) \) e spiega perché è crescente.
All'inizio del conteggio \( t=0 \), quindi \( e^{0}=1 \):
\[ P(0)=\frac{1200}{1+11\cdot1}=\frac{1200}{12}=100. \]C'erano \( 100 \) rane. Negli altri istanti:
\[ \begin{aligned} P(2)&=\frac{1200}{1+11\,e^{-1}}\approx\frac{1200}{1+4{,}047}\approx238\\[4pt] P(5)&=\frac{1200}{1+11\,e^{-2{,}5}}\approx\frac{1200}{1+0{,}903}\approx631\\[4pt] P(10)&=\frac{1200}{1+11\,e^{-5}}\approx\frac{1200}{1+0{,}074}\approx1117 \end{aligned} \]Dopo \( 2 \), \( 5 \) e \( 10 \) anni ci sono circa \( 238 \), \( 631 \) e \( 1117 \) rane.
Per \( t\to+\infty \) l'esponente \( -0{,}5t\to-\infty \), quindi \( e^{-0{,}5t}\to0 \) e
\[ \lim_{t\to+\infty}P(t)=\frac{1200}{1+11\cdot0}=1200. \]La popolazione tende a stabilizzarsi su \( 1200 \) rane: è il numero massimo che lo stagno riesce a «sostenere» con le sue risorse (la capacità dell'ambiente). Poiché il denominatore è sempre maggiore di \( 1 \), \( P(t)<1200 \) per ogni \( t \): la popolazione si avvicina a \( 1200 \) senza mai raggiungerlo.
Osservazione. La retta \( P=1200 \) è un asintoto orizzontale destro del grafico di \( P(t) \), per \( t\to+\infty \): il suo significato è la capacità dell'ambiente.
\( 600 \) rane: poniamo \( P(t)=600 \).
\[ \frac{1200}{1+11e^{-0{,}5t}}=600 \ \Longrightarrow\ 1+11e^{-0{,}5t}=2 \ \Longrightarrow\ e^{-0{,}5t}=\frac{1}{11} \] \[ -0{,}5\,t=-\ln11 \ \Longrightarrow\ t=2\ln11\approx4{,}8\ \text{anni}. \]\( 90\% \) di \( 1200 \), cioè \( 1080 \) rane:
\[ \frac{1200}{1+11e^{-0{,}5t}}=1080 \ \Longrightarrow\ 1+11e^{-0{,}5t}=\frac{10}{9} \ \Longrightarrow\ e^{-0{,}5t}=\frac{1}{99} \] \[ t=2\ln99\approx9{,}2\ \text{anni}. \]Servono circa \( 4{,}8 \) anni per arrivare a metà della capacità, e quasi altri \( 4{,}4 \) anni per passare dal \( 50\% \) al \( 90\% \): man mano che ci si avvicina al limite, la crescita rallenta.
Per \( t\to-\infty \) l'esponente \( -0{,}5t\to+\infty \), quindi \( e^{-0{,}5t}\to+\infty \), il denominatore tende a \( +\infty \) e
\[ \lim_{t\to-\infty}P(t)=\lim_{t\to-\infty}\frac{1200}{1+11e^{-0{,}5t}}=0. \]Andando sempre più indietro negli anni, il modello prevede una colonia sempre più piccola, che tende a zero senza annullarsi. È coerente con una popolazione che ha avuto origine da pochi individui e che, anno dopo anno, è cresciuta.
Va ricordato che il modello è un'approssimazione: una frazione di rana non esiste. Per esempio \( P(-10)\approx0{,}73 \), meno di una rana: il modello è sensato solo finché \( P\ge1 \), cioè per \( t\gtrsim-9{,}4 \) anni, e dà un'idea di come sarebbe stato il passato, non una descrizione esatta.
Osservazione. La retta \( P=0 \) (l'asse \( t \)) è un asintoto orizzontale sinistro del grafico di \( P(t) \), per \( t\to-\infty \). Il grafico ha quindi due asintoti orizzontali diversi, uno a destra (\( P=1200 \)) e uno a sinistra (\( P=0 \)): non succede con le funzioni razionali, ma è tipico delle funzioni con l'esponenziale al denominatore.
Se \( t \) aumenta, \( -0{,}5t \) diminuisce, quindi \( e^{-0{,}5t} \) diminuisce (l'esponenziale con base \( e>1 \) è crescente) e il denominatore \( 1+11e^{-0{,}5t} \) diminuisce: il rapporto \( \dfrac{1200}{\text{denominatore}} \) cresce. La funzione è quindi crescente su tutto \( \mathbb{R} \).
Il grafico ha la tipica forma «a S»: parte vicino a \( 0 \), cresce sempre più rapidamente fino a metà della capacità (\( t\approx4{,}8 \)), poi rallenta avvicinandosi a \( 1200 \).

Fai scorrere il tempo (anche in anni negativi, cioè prima del conteggio) e osserva lo stagno: ogni pallino rappresenta \( 20 \) rane. Prova a cambiare la capacità dell'ambiente \( K \) e guarda che cosa accade al grafico e al valore verso cui la popolazione si stabilizza.