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GLI ASINTOTI NELLA REALTÀ

📚 Disponibile anche in versione DSA

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Questo questionario propone problemi tratti dalla realtà (fisica, economia, scienze) nei quali gli asintoti si nascondono dietro domande del tipo «qual è il valore che non verrà mai superato?» oppure «che cosa succede se il tempo diventa molto grande?»: il testo non nomina gli asintoti, sta a te riconoscerli. Svolgi ciascun quesito, poi premi "Soluzione Quesito N" per controllare il procedimento e il risultato. Puoi aprire e chiudere le soluzioni in qualsiasi ordine.
Per un ripasso della teoria visita la pagina Gli asintoti di una funzione.

Quesito 1

La caduta del paracadutista. Un paracadutista si lancia e, a causa della resistenza dell'aria, la sua velocità (in m/s) \( t \) secondi dopo l'apertura del paracadute è

\[ v(t)=60\left(1-e^{-t/6}\right), \qquad t\ge0. \]
Un paracadutista in discesa sopra una campagna, con la formula della velocità v(t) = 60(1 − e^(−t/6)), per t maggiore o uguale a zero.

a) Calcola la velocità all'istante \( t=0 \) e dopo \( 6 \) secondi.

b) Un amico sostiene che, per quanto a lungo duri la caduta, la velocità non supererà mai un certo valore. Ha ragione? Se sì, quale valore?

c) Dopo quanti secondi la velocità supera il \( 99\% \) di quel valore?

d) Rappresenta in modo qualitativo la funzione \( v(t) \).



Soluzione del quesito 1

a) Velocità a \( t=0 \) e a \( t=6 \)

\[ v(0)=60\left(1-e^{0}\right)=60\cdot(1-1)=0\ \text{m/s} \] \[ v(6)=60\left(1-e^{-1}\right)\approx 60\cdot0{,}632\approx 37{,}9\ \text{m/s} \]

All'istante iniziale la velocità è nulla; dopo 6 secondi è già circa \( 38 \) m/s.

b) Esiste una velocità che non viene mai superata?

Per rispondere dobbiamo capire che cosa succede alla velocità quando il tempo diventa molto grande, cioè calcolare il limite per \( t\to+\infty \):

\[ \lim_{t\to+\infty}60\left(1-e^{-t/6}\right)=60\cdot\left(1-0\right)=60 \]

perché \( e^{-t/6}\to0 \) per \( t\to+\infty \). Inoltre, poiché \( e^{-t/6}>0 \) per ogni \( t \), si ha

\[ v(t)=60-60\,e^{-t/6}<60 \quad\text{per ogni } t\ge0 \]

quindi la velocità si avvicina sempre più a \( 60 \) m/s (cioè \( 216 \) km/h) senza mai raggiungerla né superarla: l'amico ha ragione. Il valore \( 60 \) m/s è la velocità limite del paracadutista.

Osservazione. In termini matematici, la retta \( v=60 \) è un asintoto orizzontale del grafico di \( v(t) \) per \( t\to+\infty \). Il dominio è \( t\ge0 \) (il tempo non è negativo): si studia solo \( t\to+\infty \), non ci sono asintoti verticali e non ha senso cercare il comportamento per \( t\to-\infty \).

c) Quando la velocità supera il \( 99\% \) della velocità limite

Il \( 99\% \) di \( 60 \) m/s è \( 0{,}99\cdot60=59{,}4 \) m/s. Risolviamo la disequazione:

\[ 60\left(1-e^{-t/6}\right)>59{,}4 \ \Longrightarrow\ 1-e^{-t/6}>0{,}99 \ \Longrightarrow\ e^{-t/6}<0{,}01 \]

Passando ai logaritmi naturali (che è una funzione crescente, quindi la disuguaglianza non cambia verso):

\[ -\frac t6<\ln0{,}01=-\ln100 \ \Longrightarrow\ t>6\ln100\approx 27{,}6 \]

Dopo circa \( 27{,}6 \) secondi (quindi dal \( 28^\circ \) secondo) la velocità supera il \( 99\% \) della velocità limite.

d) Grafico qualitativo di \( v(t) \)

Il grafico si ottiene da quello di \( y=e^{t} \) con una successione di trasformazioni:

  • \( e^{-t} \): simmetria rispetto all'asse \( y \); poi \( e^{-t/6} \): dilatazione orizzontale di fattore \( 6 \). È una curva decrescente che parte da \( 1 \) e tende a \( 0 \) per \( t\to+\infty \);
  • \( -60\,e^{-t/6} \): dilatazione verticale di fattore \( 60 \) e simmetria rispetto all'asse \( t \): la curva parte da \( -60 \), è crescente e tende a \( 0 \) dal basso;
  • \( 60-60\,e^{-t/6} \): traslazione verso l'alto di \( 60 \): la curva parte da \( 0 \), è crescente e tende a \( 60 \) dal basso.

Quindi, per \( t\ge0 \), il grafico parte dall'origine, è crescente e «si appiattisce» sempre più sulla retta \( v=60 \), senza mai toccarla. Passa per il punto \( (6;\,37{,}9) \) trovato al punto a).

Grafico della velocità v(t) del paracadutista: parte da zero, cresce e si avvicina sempre più alla retta orizzontale v = 60 senza mai raggiungerla.
\( v(0)=0 \) m/s e \( v(6)\approx37{,}9 \) m/s; la velocità limite è \( 60 \) m/s (asintoto orizzontale \( v=60 \)), mai raggiunta; la velocità supera il \( 99\% \) di \( 60 \) m/s dopo circa \( 27{,}6 \) secondi; il grafico è crescente e tende a \( 60 \) dal basso.

Quesito 2

Il costo di produzione di un vaccino. Un'azienda farmaceutica sta analizzando i costi di produzione di un nuovo vaccino. Il costo totale \( T(x) \) (espresso in migliaia di euro) per produrre \( x \) migliaia di dosi è modellato dalla funzione

\[ T(x)=400+12x+\frac{3x^2}{x+2}, \qquad x\ge0. \]
Schema della produzione di un vaccino e funzione del costo totale

a) Quanto costerebbe avviare l'attività senza produrre nemmeno una dose? A cosa potrebbe essere dovuta questa spesa?

b) Se l'impianto potesse produrre volumi enormi di vaccino, come si comporterebbe il costo totale? Esiste una funzione lineare a cui \( T(x) \) si avvicina sempre di più? Determinala.

c) Qual è il significato economico del coefficiente angolare e del termine noto della funzione lineare trovata?

d) Verifica che, per ogni \( x\ge0 \), il costo totale è maggiore del valore dato dalla funzione lineare del punto b) e commenta il risultato.

e) Traccia un grafico qualitativo di \( T(x) \), calcolando l'intersezione con l'asse delle ordinate e studiando il segno della funzione.



Soluzione del quesito 2

a) Costo con produzione nulla

Produrre «nessuna dose» significa \( x=0 \):

\[ T(0)=400+12\cdot0+\frac{3\cdot0^2}{0+2}=400 \]

Anche senza produrre nulla, l'azienda sostiene una spesa di \( 400 \) migliaia di euro, cioè \( 400\,000 \) €. Sono i costi fissi (o spese iniziali), indipendenti dal numero di dosi prodotte: ad esempio la ricerca e lo sviluppo del vaccino, la sperimentazione clinica, le autorizzazioni, la costruzione o l'adeguamento dell'impianto e dei laboratori.

b) Produzione di massa: \( x\to+\infty \)

Per volumi enormi cerchiamo una retta \( y=mx+q \) a cui il costo totale si avvicini sempre di più. Calcoliamo prima

\[ m=\lim_{x\to+\infty}\frac{T(x)}{x}=\lim_{x\to+\infty}\left[\frac{400}{x}+12+\frac{3x}{x+2}\right]=0+12+3=15 \]

e poi

\[ q=\lim_{x\to+\infty}\bigl[T(x)-15x\bigr]=\lim_{x\to+\infty}\left[400+12x+\frac{3x^2}{x+2}-15x\right] \] \[ q=\lim_{x\to+\infty}\left[400+\frac{3x^2-3x(x+2)}{x+2}\right]=\lim_{x\to+\infty}\left[400-\frac{6x}{x+2}\right]=400-6=394 \]

Quindi, per produzioni molto grandi, il costo totale si comporta come la funzione lineare

\[ y=15x+394 \]

Osservazione. La retta \( y=15x+394 \) è un asintoto obliquo del grafico di \( T(x) \) per \( x\to+\infty \). L'espressione di \( T(x) \) ha anche l'asintoto verticale \( x=-2 \) (dove si annulla il denominatore), ma non ci interessa: il dominio del problema è \( x\ge0 \).

c) Significato economico di \( m \) e \( q \)

Poiché \( T \) è in migliaia di euro e \( x \) in migliaia di dosi, il coefficiente angolare \( m=15 \) indica che, a regime, ogni dose in più costa circa \( 15 \) €: è il costo «per dose» quando i volumi sono molto grandi.

Il termine noto \( q=394 \) (migliaia di euro) rappresenta i costi fissi «effettivi» della retta, cioè la parte del costo che non dipende dalle dosi prodotte; è un valore vicino ai \( 400 \) mila euro iniziali.

Osservazione. Per volumi enormi il costo totale è praticamente quello di una retta: pendenza \( 15 \) (costo di ogni dose in più) e intercetta \( 394 \) (costi fissi). Il coefficiente angolare dell'asintoto obliquo è il costo di una dose a regime.

d) Confronto tra \( T(x) \) e l'asintoto

Calcoliamo la differenza tra il costo totale e il valore della retta:

\[ T(x)-(15x+394)=400+12x+\frac{3x^2}{x+2}-15x-394=6-3x+\frac{3x^2}{x+2} \]

Riducendo a denominatore comune:

\[ T(x)-(15x+394)=\frac{(6-3x)(x+2)+3x^2}{x+2}=\frac{6x+12-3x^2-6x+3x^2}{x+2}=\frac{12}{x+2} \]

Per \( x\ge0 \) si ha \( x+2>0 \), quindi

\[ T(x)-(15x+394)=\frac{12}{x+2}>0 \]

cioè \( T(x)>15x+394 \) per ogni \( x\ge0 \).

Osservazione. Il grafico di \( T(x) \) sta sempre al di sopra dell'asintoto obliquo e vi si avvicina dall'alto, perché la differenza \( \frac{12}{x+2} \) tende a zero. Il costo reale supera sempre il costo «a regime», ma di pochissimo: per \( x=100 \) la differenza è \( \frac{12}{102}\approx0{,}12 \) migliaia di euro, cioè circa \( 118 \) €, su un costo totale di quasi \( 1\,900 \) migliaia di euro.

e) Grafico qualitativo

Intersezione con l'asse delle ordinate. Per \( x=0 \) si ha \( T(0)=400 \): il grafico parte dal punto \( (0;\,400) \), che rappresenta i costi fissi. Non ci sono intersezioni con l'asse delle ascisse.

Segno. Per \( x\ge0 \) tutti i termini di \( T(x) \) sono non negativi e il termine noto è \( 400 \): quindi \( T(x)\ge400>0 \) e il grafico sta sempre sopra l'asse \( x \).

Asintoto. Per \( x\to+\infty \) il grafico si avvicina dall'alto alla retta \( y=15x+394 \).

Alcuni valori (\( T \) in migliaia di euro, \( x \) in migliaia di dosi):

\[ T(0)=400 \qquad T(10)=400+120+25=545 \] \[ T(50)\approx 400+600+144{,}2=1144{,}2 \qquad T(100)\approx 400+1200+294{,}1=1894{,}1 \]

Il grafico parte da \( (0;\,400) \), cresce e, già per valori di \( x \) non molto grandi, si confonde quasi con la retta \( y=15x+394 \), restando però sempre un po' sopra. Nella figura la curva è disegnata in scala; nell'ingrandimento vicino a \( x=0 \) si vede bene che sta sopra la retta.

Grafico del costo totale T(x): parte dal punto (0; 400), cresce e si avvicina dall'alto alla retta obliqua T = 15x + 394; un ingrandimento vicino a x = 0 mostra che la curva sta sopra la retta.
\( T(0)=400 \) (costi fissi, \( 400\,000 \) €); per \( x\to+\infty \) il costo totale si avvicina alla retta \( y=15x+394 \) (asintoto obliquo), con \( m=15 \) (costo di una dose a regime) e \( q=394 \); \( T(x)-(15x+394)=\frac{12}{x+2}>0 \), quindi il grafico sta sopra l'asintoto; il grafico parte da \( (0;\,400) \) e non incontra l'asse \( x \).

Quesito 3

La messa a fuoco di una fotocamera. L'obiettivo di una fotocamera si comporta come una lente convergente: raccoglie i raggi di luce che partono da un oggetto e li fa convergere in un punto, formando un'immagine che viene registrata dal sensore. Una lente convergente è caratterizzata dalla sua distanza focale \( f \): è la distanza dalla lente alla quale si raccolgono i raggi che arrivano paralleli (per esempio quelli provenienti da un oggetto lontanissimo).

Indichiamo con \( p \) la distanza dell'oggetto dalla lente e con \( q \) la distanza dalla lente del punto in cui si forma l'immagine nitida: il sensore deve essere posto proprio a questa distanza. Per una lente sottile vale la relazione

\[ \frac1p+\frac1q=\frac1f. \]

Consideriamo una lente con \( f=5 \) cm e un oggetto posto oltre il fuoco, cioè con \( p>5 \) cm (in questo caso l'immagine si forma sul sensore, dalla parte opposta della lente). Risolvendo rispetto a \( q \) si ottiene

\[ q(p)=\frac{5p}{p-5}, \qquad p>5, \]

con \( p \) e \( q \) espressi in centimetri.

Una fotografa inquadra con la fotocamera un oggetto posto davanti all'obiettivo, in un parco.

a) A che distanza dalla lente si forma l'immagine se l'oggetto si trova a \( p=10 \) cm? E se si trova a \( p=15 \) cm?

b) Avvicina l'oggetto alla lente, in modo che \( p \) si avvicini sempre di più a \( 5 \) cm (restando maggiore di \( 5 \)). Che cosa accade alla distanza \( q \) dell'immagine? Che cosa significa fisicamente?

c) Se l'oggetto è molto lontano dalla lente (per esempio un paesaggio), a che distanza dalla lente si forma l'immagine? Spiega perché, per fotografare soggetti lontani, il sensore deve stare a una distanza dalla lente pari alla distanza focale.

d) Rappresenta graficamente la funzione \( q(p) \), utilizzando le informazioni ricavate nei punti precedenti.

e) Nella fotocamera il sensore può allontanarsi dalla lente fino a una distanza massima di \( 6 \) cm. A quale distanza minima dalla lente deve trovarsi un oggetto per poter essere messo a fuoco?



Soluzione del quesito 3

Schema di una lente convergente: l'oggetto a distanza p dalla lente forma, dalla parte opposta, un'immagine capovolta a distanza q; i fuochi F e F' sono a distanza f dalla lente. Nella figura p = 15 cm, q = 7,5 cm, f = 5 cm.

Lo schema della figura. La lente convergente è disegnata come una freccia verticale a due punte; la retta orizzontale che la attraversa è l'asse ottico. Le grandezze in gioco sono:

  • \( f \), la distanza focale: è la distanza tra la lente e il fuoco (\( F \) e \( F' \) nella figura, uno per parte). Un raggio che arriva parallelo all'asse ottico, dopo aver attraversato la lente, passa per il fuoco \( F' \). Dipende solo dalla lente: qui \( f=5 \) cm;
  • \( p \), la distanza dell'oggetto: è la distanza tra l'oggetto (la freccia a sinistra) e la lente;
  • \( q \), la distanza dell'immagine: è la distanza tra la lente e il punto in cui i raggi si incontrano formando l'immagine nitida (la freccia a destra, capovolta). Il sensore della fotocamera va posto proprio lì.

Nella figura i raggi partono dalla punta dell'oggetto: quello parallelo all'asse passa per \( F' \), quello che passa per il centro della lente non viene deviato. I due raggi si incontrano nella punta dell'immagine. I valori sono quelli del punto a): \( p=15 \) cm e \( q=7{,}5 \) cm.

Se \( p \) cambia, l'immagine si sposta: più l'oggetto è vicino al fuoco, più l'immagine si forma lontano; più l'oggetto è lontano, più l'immagine si avvicina al fuoco \( F' \). È ciò che studiamo con i limiti nei punti b) e c).

a) Posizione dell'immagine per \( p=10 \) e \( p=15 \)

\[ q(10)=\frac{5\cdot10}{10-5}=\frac{50}{5}=10\ \text{cm} \] \[ q(15)=\frac{5\cdot15}{15-5}=\frac{75}{10}=7{,}5\ \text{cm} \]

Se l'oggetto è a \( 10 \) cm dalla lente l'immagine si forma a \( 10 \) cm dall'altra parte; se è a \( 15 \) cm l'immagine si forma a \( 7{,}5 \) cm: allontanando l'oggetto, l'immagine si avvicina alla lente.

b) Oggetto che si avvicina al fuoco: \( p\to5^+ \)

Calcoliamo il limite di \( q(p) \) per \( p\to5^+ \). Il numeratore tende a \( 25 \), il denominatore tende a \( 0 \) con valori positivi (\( p>5 \)):

\[ \lim_{p\to5^+}\frac{5p}{p-5}=\left[\frac{25}{0^+}\right]=+\infty \]

Fisicamente, quando l'oggetto si avvicina al fuoco della lente l'immagine si forma sempre più lontano: per metterla a fuoco il sensore dovrebbe essere allontanato dalla lente sempre di più. Se l'oggetto fosse esattamente nel fuoco (\( p=5 \)), i raggi uscirebbero dalla lente paralleli tra loro e non convergerebbero mai: non si formerebbe alcuna immagine sul sensore.

Osservazione. La retta \( p=5 \) è un asintoto verticale del grafico di \( q(p) \) (per \( p\to5^+ \)): corrisponde alla posizione del fuoco, che l'oggetto non può raggiungere se si vuole un'immagine reale sul sensore.

c) Oggetto molto lontano: \( p\to+\infty \)

Calcoliamo il limite per \( p\to+\infty \), dividendo numeratore e denominatore per \( p \):

\[ \lim_{p\to+\infty}\frac{5p}{p-5}=\lim_{p\to+\infty}\frac{5}{1-\frac5p}=5 \]

Per un oggetto molto lontano l'immagine si forma a circa \( 5 \) cm dalla lente, cioè alla distanza focale. Infatti i raggi che arrivano da un oggetto lontanissimo sono praticamente paralleli, e per definizione di distanza focale una lente li fa convergere a distanza \( f \): per fotografare un paesaggio il sensore va quindi posto a \( 5 \) cm dalla lente.

Notiamo inoltre che

\[ q(p)-5=\frac{5p}{p-5}-5=\frac{5p-5p+25}{p-5}=\frac{25}{p-5}>0 \quad\text{per } p>5 \]

quindi \( q(p)>5 \): l'immagine si forma sempre oltre il piano focale.

Osservazione. La retta \( q=5 \) è un asintoto orizzontale del grafico di \( q(p) \) per \( p\to+\infty \). Il grafico sta sempre al di sopra dell'asintoto e vi si avvicina dall'alto: per mettere a fuoco oggetti sempre più vicini bisogna allontanare il sensore dalla lente (la «corsa» dell'obiettivo), partendo da \( q=5 \) cm.

d) Grafico della funzione

La funzione \( q(p)=\dfrac{5p}{p-5} \) è una funzione omografica: il suo grafico è un'iperbole equilatera con gli asintoti paralleli agli assi. Per riconoscerne centro e asintoti la scriviamo nella forma già trovata al punto c):

\[ q(p)=5+\frac{25}{p-5} \qquad\text{cioè}\qquad q-5=\frac{25}{p-5} \]

Con le sostituzioni \( P=p-5 \) e \( Q=q-5 \) l'equazione diventa \( PQ=25 \): è l'iperbole \( y=\dfrac{25}{x} \) traslata in modo che il suo centro sia nel punto \( (5;\,5) \).

  • Centro: \( C(5;\,5) \).
  • Asintoti: la retta verticale \( p=5 \) e la retta orizzontale \( q=5 \), come trovato nei punti b) e c).
  • Rami: poiché \( 25>0 \), i due rami stanno nel primo e nel terzo «quadrante» rispetto agli asintoti, e sono decrescenti.
  • Alcuni punti: \( (6;\,30) \), \( (10;\,10) \), \( (15;\,7{,}5) \), \( (30;\,6) \).

Al problema interessa solo il ramo con \( p>5 \) (oggetto oltre il fuoco), che sta sopra l'asintoto orizzontale e non incontra gli assi. L'altro ramo, per \( p<5 \), passa per l'origine ma non ha significato nel nostro problema: nella figura è tratteggiato in grigio.

Grafico della funzione omografica q(p): ramo decrescente per p maggiore di 5, con asintoto verticale p = 5 e asintoto orizzontale q = 5; l'altro ramo, per p minore di 5, è tratteggiato perché privo di significato fisico.

e) Distanza minima di messa a fuoco

Il sensore può trovarsi al massimo a \( q=6 \) cm dalla lente, quindi si deve avere \( q(p)\le6 \):

\[ \frac{5p}{p-5}\le6 \]

Poiché \( p-5>0 \), possiamo moltiplicare per \( p-5 \) senza cambiare il verso della disuguaglianza:

\[ 5p\le6(p-5) \ \Longrightarrow\ 5p\le6p-30 \ \Longrightarrow\ p\ge30 \]

L'oggetto deve trovarsi ad almeno \( 30 \) cm dalla lente: è la distanza minima di messa a fuoco della fotocamera. Con \( p=30 \) cm si ha infatti \( q=6 \) cm.

Una fotografa mette a fuoco un oggetto a 30 cm dall'obiettivo: l'immagine si forma sul sensore a 6 cm dalla lente, con distanza focale 5 cm.

Osservazione. L'asintoto verticale \( p=5 \) e l'asintoto orizzontale \( q=5 \) spiegano il risultato: il sensore può allontanarsi dal piano focale (\( q=5 \)) di appena \( 1 \) cm, e per questo non si può fotografare nulla più vicino di \( 30 \) cm; per avvicinarsi al fuoco (\( p\to5^+ \)) il sensore dovrebbe invece allontanarsi sempre di più.

\( q(10)=10 \) cm e \( q(15)=7{,}5 \) cm; per \( p\to5^+ \): \( q\to+\infty \) (asintoto verticale \( p=5 \), il fuoco); per \( p\to+\infty \): \( q\to5 \) cm (asintoto orizzontale \( q=5 \), il piano focale), con \( q(p)>5 \) sempre; funzione omografica con centro \( (5;\,5) \): il ramo fisico (\( p>5 \)) è decrescente e non incontra gli assi; distanza minima di messa a fuoco: \( 30 \) cm.

Esplora con la simulazione

Sposta il cursore per cambiare la distanza \( p \) dell'oggetto dalla lente e osserva come si sposta l'immagine e come si muove il punto \( (p;\,q) \) sul grafico. Prova a portare \( p \) vicinissimo a \( 5 \) cm, poi a valori molto grandi, poi a \( 30 \) cm: ritrovi i risultati dei punti b), c) ed e).

Quesito 4

Il livello sonoro in decibel. L'intensità \( I \) di un suono è l'energia che l'onda sonora trasporta ogni secondo (cioè la potenza \( P \)) attraverso una superficie di area unitaria perpendicolare alla direzione di propagazione, \( I=\dfrac{P}{S} \): nel Sistema Internazionale si misura in W/m².

L'orecchio umano percepisce suoni di intensità molto diverse. Il suono più debole che riesce a percepire, detto soglia di udibilità, ha intensità \( I_0=10^{-12}\ \text{W/m}^2 \), mentre il fragore di un concerto arriva a circa \( 1\ \text{W/m}^2 \): mille miliardi di volte di più. Per avere numeri più maneggevoli si misura l'intensità in rapporto alla soglia, cioè con il numero puro \[ x=\frac{I}{I_0}, \] che dice quante volte un suono è più intenso del più debole suono udibile (\( x=1 \) è la soglia di udibilità, \( x=1000 \) un suono mille volte più intenso).

Inoltre l'orecchio non percepisce le differenze in modo proporzionale all'intensità, ma in modo «logaritmico»: per questo il livello sonoro, misurato in decibel (dB), si definisce con un logaritmo decimale:

\[ L(x)=10\log_{10}x \quad\text{(dB)}, \qquad x>0. \]
Un tecnico del suono tiene un fonometro puntato verso un grande altoparlante da concerto; sopra la scena sono riportate la formula del livello sonoro L(x) = 10 log10 x, con x = I/I0, e il valore della soglia di udibilità.

a) Una conversazione normale ha un'intensità \( I=10^{-6}\ \text{W/m}^2 \); un concerto rock \( I=1\ \text{W/m}^2 \). Calcola il livello sonoro di ciascuna.

b) Immagina di attenuare un suono sempre di più, in modo che la sua intensità \( I \) (e quindi \( x \)) si avvicini a zero. Che cosa accade al livello sonoro? Che cosa significa, in pratica?

c) Se l'intensità di un suono cresce senza limiti, il livello sonoro si stabilizza su un valore massimo? Giustifica la risposta e indica di quanto aumenta il livello ogni volta che l'intensità diventa \( 10 \) volte più grande.

d) Rappresenta graficamente la funzione \( L(x) \).

e) Un livello di \( 85 \) dB è considerato a rischio per l'udito in caso di esposizione prolungata. Per quali valori di \( x \) il livello sonoro supera \( 85 \) dB? A quale intensità \( I \) corrisponde?



Soluzione del quesito 4

a) Livello sonoro di una conversazione e di un concerto

Per prima cosa calcoliamo \( x=\dfrac{I}{I_0} \) nei due casi.

Conversazione:

\[ x=\frac{10^{-6}}{10^{-12}}=10^{6} \qquad\Longrightarrow\qquad L=10\log_{10}10^{6}=10\cdot6=60\ \text{dB} \]

Concerto rock:

\[ x=\frac{1}{10^{-12}}=10^{12} \qquad\Longrightarrow\qquad L=10\log_{10}10^{12}=10\cdot12=120\ \text{dB} \]

La conversazione ha un livello di \( 60 \) dB, il concerto di \( 120 \) dB: l'intensità del concerto è un milione di volte maggiore, ma il livello sonoro è «solo» il doppio.

b) Suono sempre più debole: \( x\to0^+ \)

Se l'intensità si avvicina a zero, anche \( x \) tende a zero (da valori positivi) e dobbiamo calcolare

\[ \lim_{x\to0^+}10\log_{10}x=-\infty \]

perché \( \log_{10}x\to-\infty \) per \( x\to0^+ \). Il livello sonoro diventa sempre più negativo: per esempio \( L(0{,}1)=-10 \) dB, \( L(0{,}01)=-20 \) dB, \( L(10^{-6})=-60 \) dB.

In pratica, per \( x<1 \) l'intensità è inferiore alla soglia di udibilità e il livello è negativo: sono suoni troppo deboli per essere percepiti. Man mano che il suono si attenua, il livello scende senza limite: il silenzio assoluto (\( I=0 \)) non ha un livello in decibel, perché \( \log_{10}0 \) non esiste.

Osservazione. La retta \( x=0 \) (l'asse \( L \)) è un asintoto verticale del grafico di \( L(x) \), per \( x\to0^+ \). Il dominio è \( x>0 \), perché il logaritmo è definito solo per argomenti positivi.

c) Intensità che cresce senza limiti: \( x\to+\infty \)

Calcoliamo il limite per \( x\to+\infty \):

\[ \lim_{x\to+\infty}10\log_{10}x=+\infty \]

Il livello sonoro non si stabilizza su un valore massimo: cresce sempre, anche se molto lentamente. Infatti, moltiplicando l'intensità per \( 10 \):

\[ L(10x)=10\log_{10}(10x)=10\log_{10}x+10=L(x)+10 \]

Ogni volta che l'intensità diventa \( 10 \) volte più grande, il livello sonoro aumenta di esattamente \( 10 \) dB: per esempio \( 60 \) dB, \( 70 \) dB, \( 80 \) dB e così via.

Osservazione. A differenza dei quesiti precedenti, qui non c'è un asintoto orizzontale per \( x\to+\infty \): la funzione cresce senza limite, ma molto lentamente. Non c'è nemmeno un asintoto obliquo, perché \( \dfrac{L(x)}{x}=\dfrac{10\log_{10}x}{x}\to0 \): il logaritmo cresce più lentamente di qualunque retta. Il confronto con il punto b) è istruttivo: per \( x\to0^+ \) c'è un asintoto verticale, per \( x\to+\infty \) non c'è alcun asintoto.

d) Grafico della funzione

La funzione \( L(x)=10\log_{10}x \) si ottiene dal grafico del logaritmo decimale \( y=\log_{10}x \) con una dilatazione verticale di fattore \( 10 \).

  • Dominio: \( x>0 \); non c'è intersezione con l'asse \( L \).
  • Intersezione con l'asse \( x \): \( L(x)=0 \) per \( x=1 \), cioè nel punto \( (1;\,0) \): è la soglia di udibilità.
  • Segno: \( L(x)<0 \) per \( 0<x<1 \) (suoni sotto la soglia) e \( L(x)>0 \) per \( x>1 \).
  • Andamento: la funzione è crescente (il logaritmo in base \( 10>1 \) è crescente).
  • Asintoto: l'asintoto verticale \( x=0 \), con \( L\to-\infty \) per \( x\to0^+ \); non ci sono altri asintoti.
  • Alcuni punti: \( (1;\,0) \), \( (10;\,10) \), \( (100;\,20) \).
Grafico del livello sonoro L(x) = 10 log10 x: curva crescente per x maggiore di 0, che scende verso meno infinito vicino all'asse L (asintoto verticale x = 0), passa per il punto (1; 0) e cresce lentamente.

e) Quando il livello supera \( 85 \) dB

Risolviamo la disequazione \( L(x)>85 \), con \( x>0 \):

\[ 10\log_{10}x>85 \ \Longrightarrow\ \log_{10}x>8{,}5 \ \Longrightarrow\ x>10^{8{,}5}\approx3{,}2\cdot10^{8} \]

(il passaggio all'esponenziale non cambia il verso, perché la funzione \( 10^{x} \) è crescente). Il livello supera \( 85 \) dB quando il suono è più intenso della soglia di udibilità di oltre \( 3{,}2\cdot10^{8} \) volte. L'intensità corrispondente è

\[ I=x\cdot I_0>3{,}2\cdot10^{8}\cdot10^{-12}\ \text{W/m}^2=3{,}2\cdot10^{-4}\ \text{W/m}^2 \]

cioè circa \( 0{,}32 \) milliwatt per metro quadrato: una potenza minuscola, ma sufficiente a danneggiare l'udito se l'esposizione è prolungata.

\( L=60 \) dB per la conversazione e \( L=120 \) dB per il concerto; per \( x\to0^+ \): \( L\to-\infty \) (asintoto verticale \( x=0 \)); per \( x\to+\infty \): \( L\to+\infty \), senza asintoti, e ogni moltiplicazione dell'intensità per \( 10 \) aggiunge \( 10 \) dB; il grafico è crescente, passa per \( (1;\,0) \); il livello supera \( 85 \) dB per \( x>10^{8{,}5}\approx3{,}2\cdot10^{8} \), cioè \( I>3{,}2\cdot10^{-4}\ \text{W/m}^2 \).

Esplora con la simulazione

Sposta il cursore per cambiare l'intensità relativa \( x \) del suono e osserva come cambiano il livello sonoro \( L \) e il punto sul grafico. Prova a portare \( x \) vicinissimo a \( 0 \), poi a valori enormi (premendo «× 10» più volte), poi cerca dove si supera il livello di \( 85 \) dB: ritrovi i risultati dei punti b), c) ed e). Con l'interruttore «x in scala logaritmica» il grafico diventa una retta.

Quesito 5

Il concerto e il rumore di fondo. Un altoparlante emette un suono con potenza \( P \) in tutte le direzioni. A distanza \( d \) dall'altoparlante la potenza si distribuisce sulla superficie di una sfera di raggio \( d \), di area \( 4\pi d^{2} \): l'intensità del suono (potenza per unità di superficie) è quindi \[ I=\frac{P}{4\pi d^{2}}, \] inversamente proporzionale al quadrato della distanza (se si raddoppia la distanza, l'intensità diventa un quarto).

Come nel quesito precedente, misuriamo le intensità in rapporto alla soglia di udibilità, cioè con il numero puro \( x=\dfrac{I}{I_0} \), e il livello sonoro in decibel è \( L=10\log_{10}x \). Supponiamo che a \( 1 \) m dall'altoparlante l'intensità relativa sia \( x=10^{8} \) (cioè \( 80 \) dB): a distanza \( d \) (in metri) l'altoparlante produce quindi \( x=\dfrac{10^{8}}{d^{2}} \).

In ogni ambiente, però, c'è un rumore di fondo (traffico lontano, vento, voci), che supponiamo costante e di intensità relativa \( x=10^{4} \) (cioè \( 40 \) dB). Le intensità di due suoni indipendenti si sommano, perciò l'intensità relativa totale a distanza \( d \) è \( \dfrac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4} \) e il livello sonoro misurato è \[ L(d)=10\log_{10}\!\left(\frac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4}\right)\ \text{dB}, \qquad d>0. \]

Concerto all'aperto in una piazza al tramonto: una torre di altoparlanti sul palco, con indicate le distanze di 1 m, 10 m e 100 m, e sotto la formula del livello sonoro L(d) = 10 log10 (10^8 / d^2 + 10^4) dB.

a) Calcola il livello sonoro a \( 1 \) m, a \( 10 \) m e a \( 100 \) m dall'altoparlante.

b) A quale distanza l'intensità prodotta dall'altoparlante è uguale a quella del rumore di fondo? Quanto vale lì il livello sonoro?

c) Studia il comportamento di \( L(d) \) per \( d\to0^+ \) e per \( d\to+\infty \) e interpreta i risultati.

d) Oltre quale distanza il livello sonoro supera il rumore di fondo (\( 40 \) dB) di meno di \( 1 \) dB?

e) Rappresenta graficamente la funzione \( L(d) \) e confrontala con il modello che trascura il rumore di fondo, \( L_0(d)=10\log_{10}\dfrac{10^{8}}{d^{2}} \).



Soluzione del quesito 5

a) Livello sonoro a \( 1 \), \( 10 \) e \( 100 \) m

Sostituiamo i valori di \( d \) nell'intensità relativa totale \( \dfrac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4} \).

\[ L(1)=10\log_{10}\!\left(10^{8}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left(1{,}0001\cdot10^{8}\right)\approx80{,}0\ \text{dB} \] \[ L(10)=10\log_{10}\!\left(10^{6}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left(1{,}01\cdot10^{6}\right)\approx60{,}0\ \text{dB} \] \[ L(100)=10\log_{10}\!\left(10^{4}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left(2\cdot10^{4}\right)=40+10\log_{10}2\approx43{,}0\ \text{dB} \]

Vicino all'altoparlante il rumore di fondo è trascurabile (\( 10^{4} \) contro \( 10^{8} \)); a \( 100 \) m, invece, i due contributi sono dello stesso ordine e il livello è già molto vicino a quello del fondo.

b) Distanza in cui altoparlante e rumore di fondo hanno la stessa intensità

Imponiamo che le due intensità relative siano uguali:

\[ \frac{10^{8}}{d^{2}}=10^{4} \ \Longrightarrow\ d^{2}=10^{4} \ \Longrightarrow\ d=100\ \text{m}. \]

A \( 100 \) m l'intensità totale è il doppio di quella del solo fondo, quindi il livello è \( 40+10\log_{10}2\approx43 \) dB: solo \( 3 \) dB sopra il rumore di fondo.

c) Comportamento per \( d\to0^+ \) e per \( d\to+\infty \)

Prima di calcolare i limiti riscriviamo la funzione, mettendo in evidenza il contributo del rumore di fondo. Raccogliamo \( 10^{4} \) nell'argomento del logaritmo e usiamo la proprietà del logaritmo di un prodotto:

\[ L(d)=10\log_{10}\!\left(\frac{10^{8}}{d^{2}}+10^{4}\right)=10\log_{10}\!\left[10^{4}\!\left(\frac{10^{4}}{d^{2}}+1\right)\right] \] \[ L(d)=10\log_{10}10^{4}+10\log_{10}\!\left(1+\frac{10^{4}}{d^{2}}\right)=40+10\log_{10}\!\left(1+\frac{10^{4}}{d^{2}}\right). \]

Il numero \( 40 \) è il livello del rumore di fondo; il secondo termine è il contributo dell'altoparlante. Poiché \( 1+\dfrac{10^{4}}{d^{2}}>1 \), il logaritmo è positivo e quindi \( L(d)>40 \) per ogni \( d \): il livello misurato è sempre sopra quello del solo fondo.

Per \( d\to0^+ \): \( \dfrac{10^{4}}{d^{2}}\to+\infty \), quindi l'argomento del logaritmo tende a \( +\infty \) e

\[ \lim_{d\to0^+}L(d)=40+10\cdot(+\infty)=+\infty. \]

Il livello cresce senza limite avvicinandosi alla sorgente. In realtà il modello vale per \( d\ge1 \) m circa: a distanze minori l'altoparlante non si può più considerare un punto.

Osservazione. La retta \( d=0 \) (l'asse \( L \)) è un asintoto verticale del grafico di \( L(d) \), per \( d\to0^+ \).

Per \( d\to+\infty \): \( \dfrac{10^{4}}{d^{2}}\to0 \), quindi l'argomento del logaritmo tende a \( 1 \) e, per la continuità del logaritmo,

\[ \lim_{d\to+\infty}L(d)=40+10\log_{10}1=40+0=40\ \text{dB}. \]

Allontanandosi indefinitamente dall'altoparlante, il livello sonoro non scende all'infinito: si stabilizza sul livello del rumore di fondo. Poiché \( L(d)>40 \) sempre, il grafico si avvicina a questo valore dall'alto, man mano che il contributo dell'altoparlante diventa trascurabile.

Osservazione. La retta \( L=40 \) è un asintoto orizzontale destro del grafico di \( L(d) \). Il suo significato fisico è il «pavimento» del rumore: lontano dalla sorgente si sente soltanto il rumore ambiente, e il livello sonoro non può scendere al di sotto di esso. Non ci sono asintoti obliqui, perché per \( d\to+\infty \) c'è già l'asintoto orizzontale.

d) Quando il livello supera il fondo di meno di \( 1 \) dB

Usiamo la forma \( L(d)=40+10\log_{10}\!\left(1+\dfrac{10^{4}}{d^{2}}\right) \) e imponiamo \( L(d)<41 \):

\[ 10\log_{10}\!\left(1+\frac{10^{4}}{d^{2}}\right)<1 \ \Longrightarrow\ 1+\frac{10^{4}}{d^{2}}<10^{0{,}1}\approx1{,}259 \ \Longrightarrow\ \frac{10^{4}}{d^{2}}<0{,}259. \]

Poiché \( d>0 \), si ottiene \( d^{2}>\dfrac{10^{4}}{0{,}259}\approx3{,}86\cdot10^{4} \), cioè

\[ d>\sqrt{3{,}86\cdot10^{4}}\approx197\ \text{m}. \]

Oltre circa \( 197 \) m il livello differisce dal fondo di meno di \( 1 \) dB: praticamente non si distingue più il concerto dal rumore ambiente. La funzione, intanto, è decrescente: all'aumentare di \( d \) il termine \( \dfrac{10^{8}}{d^{2}} \) diminuisce, quindi diminuisce l'argomento del logaritmo (che è crescente).

e) Grafico e confronto con il modello senza rumore di fondo

  • Dominio: \( d>0 \) (fisicamente \( d\ge1 \) m); nessuna intersezione con gli assi.
  • Andamento: decrescente, sempre maggiore di \( 40 \).
  • Asintoti: verticale \( d=0 \) (per \( d\to0^+ \)), orizzontale \( L=40 \) (per \( d\to+\infty \)).
  • Alcuni punti: \( (1;\,80) \), \( (10;\,60) \), \( (100;\,43) \), \( (197;\,41) \).

Il modello che trascura il fondo è \( L_0(d)=10\log_{10}\dfrac{10^{8}}{d^{2}}=80-20\log_{10}d \): per \( d\to0^+ \) tende a \( +\infty \) (anch'esso con asintoto verticale \( d=0 \)), ma per \( d\to+\infty \) tende a \( -\infty \), quindi non ha asintoto orizzontale. Per esempio \( L_0(1000)=20 \) dB, un livello inferiore al rumore di fondo e dunque privo di senso fisico. Nel grafico, in tratteggio grigio, le due curve coincidono vicino alla sorgente e si separano allontanandosi: è l'aggiunta del rumore di fondo a «sollevare» la coda del grafico fino all'asintoto \( L=40 \).

Grafico del livello sonoro L(d): curva blu decrescente, con asintoto verticale d = 0 e asintoto orizzontale L = 40, passante per (1; 80), (10; 60), (100; 43) e (197; 41); in tratteggio grigio il modello senza rumore di fondo, che continua a scendere sotto i 40 dB.
\( L(1)\approx80 \) dB, \( L(10)\approx60 \) dB, \( L(100)\approx43 \) dB; altoparlante e fondo hanno la stessa intensità a \( d=100 \) m (\( L\approx43 \) dB); per \( d\to0^+ \): \( L\to+\infty \) (asintoto verticale \( d=0 \)); per \( d\to+\infty \): \( L\to40 \) dB (asintoto orizzontale \( L=40 \), il rumore di fondo), con \( L(d)>40 \) sempre; il livello supera il fondo di meno di \( 1 \) dB per \( d>197 \) m circa; senza rumore di fondo il livello tenderebbe a \( -\infty \), senza asintoto orizzontale.

Esplora con la simulazione

Sposta il cursore della distanza e ascolta: l'altoparlante (un suono a impulsi) si affievolisce, mentre il rumore di fondo (un fruscio) resta costante, finché il concerto non si distingue più dal fruscio. Prova a variare il rumore di fondo e osserva come si sposta l'asintoto; attiva il confronto con il modello senza fondo e passa dalla scala logaritmica a quella lineare.

Quesito 6

Il recinto dell'orto. Un'azienda agricola vuole recintare con una rete un orto di forma rettangolare e di area \( 400\ \text{m}^2 \). Indichiamo con \( x \) (in metri) la lunghezza di uno dei due lati e con \( P(x) \) la lunghezza totale della rete necessaria, cioè il perimetro dell'orto. Le dimensioni possono cambiare, ma l'area deve restare sempre di \( 400\ \text{m}^2 \).

Orto rettangolare recintato da una rete metallica, visto dall'alto; sono indicati con x e y i due lati del rettangolo e la scritta: area dell'orto 400 metri quadrati.

a) Esprimi in funzione di \( x \) la lunghezza dell'altro lato e scrivi la funzione \( P(x) \), precisando per quali valori di \( x \) ha senso.

b) Calcola \( P(x) \) per \( x=5,\ 10,\ 20,\ 40,\ 80 \) metri. Che cosa osservi?

c) Che cosa accade alla lunghezza della rete se l'orto diventa una striscia sempre più stretta, cioè se \( x \) si avvicina a \( 0 \)?

d) Che cosa accade se il lato \( x \) diventa sempre più lungo? Mostra che, per \( x \) grande, la rete necessaria è «circa il doppio di \( x \)» e valuta di quanto si sbaglia con questa approssimazione.

e) Rappresenta graficamente la funzione \( P(x) \) e individua per quale forma dell'orto la rete necessaria è la più corta possibile.



Soluzione del quesito 6

a) La funzione \( P(x) \)

Se un lato misura \( x \) e l'area è \( 400 \), l'altro lato misura \( y \) con \( x\cdot y=400 \), cioè

\[ y=\frac{400}{x}. \]

La rete necessaria è il perimetro del rettangolo:

\[ P(x)=2x+2y=2x+\frac{800}{x}. \]

Le lunghezze devono essere positive, quindi la funzione ha senso per \( x>0 \) (e per ogni \( x>0 \) anche \( y=\frac{400}{x}>0 \)): il dominio è \( x>0 \).

b) Alcuni valori

\[ \begin{array}{c|ccccc} x\ (\text{m}) & 5 & 10 & 20 & 40 & 80 \\ \hline y=\frac{400}{x}\ (\text{m}) & 80 & 40 & 20 & 10 & 5 \\ P(x)\ (\text{m}) & 170 & 100 & 80 & 100 & 170 \end{array} \]

I valori si ripetono in modo simmetrico: \( P(5)=P(80) \) e \( P(10)=P(40) \). È naturale, perché un orto di \( 5\ \text{m}\times80\ \text{m} \) e uno di \( 80\ \text{m}\times5\ \text{m} \) sono lo stesso rettangolo, solo ruotato. Il valore più piccolo, \( 80 \) m, si ha per \( x=20 \) m, quando anche \( y=20 \) m: l'orto è un quadrato.

Perché il perimetro è minimo quando l'orto è un quadrato?

Ricordiamo che se il prodotto di due quantità positive \( a \) e \( b \) è costante, la loro somma è minima quando le due quantità sono uguali. Nel nostro caso, \( P(x)=2x+\dfrac{800}{x} \) è la somma di \[ a=2x \qquad\text{e}\qquad b=\frac{800}{x}, \] il cui prodotto è costante: \[ a\cdot b=2x\cdot\frac{800}{x}=1600. \] Quindi \( P(x) \) è minimo quando \( a=b \), cioè quando \[ 2x=\frac{800}{x}\ \Longrightarrow\ x^{2}=400\ \Longrightarrow\ x=20. \] Con \( x=20 \) m si ha \( y=\dfrac{400}{20}=20 \) m: il rettangolo è un quadrato, e la rete necessaria è \( P=2\cdot20+\dfrac{800}{20}=80 \) m.

Questa proprietà elementare si può anche enunciare così: fra tutti i rettangoli con la stessa area, il quadrato è quello di perimetro minimo.

c) Orto sempre più stretto: \( x\to0^+ \)

Se \( x \) si avvicina a \( 0 \) da valori positivi, \( 2x\to0 \) mentre \( \dfrac{800}{x}\to+\infty \), quindi

\[ \lim_{x\to0^+}P(x)=\lim_{x\to0^+}\left(2x+\frac{800}{x}\right)=+\infty. \]

L'orto diventa una striscia strettissima ma lunghissima (l'altro lato \( y=\frac{400}{x} \) cresce senza limite) e la rete necessaria cresce senza limite: per esempio \( P(1)=802 \) m, \( P(0{,}1)=8000{,}2 \) m.

Osservazione. La retta \( x=0 \) (l'asse \( P \)) è un asintoto verticale del grafico di \( P(x) \), per \( x\to0^+ \).

d) Lato sempre più lungo: \( x\to+\infty \)

Per \( x\to+\infty \) il termine \( 2x \) tende a \( +\infty \) mentre \( \dfrac{800}{x}\to0 \), quindi

\[ \lim_{x\to+\infty}P(x)=+\infty: \]

non c'è asintoto orizzontale. Vediamo se la funzione si comporta «come una retta». Calcoliamo

\[ m=\lim_{x\to+\infty}\frac{P(x)}{x}=\lim_{x\to+\infty}\left(2+\frac{800}{x^{2}}\right)=2 \] \[ q=\lim_{x\to+\infty}\bigl(P(x)-2x\bigr)=\lim_{x\to+\infty}\frac{800}{x}=0. \]

Dunque, per \( x\to+\infty \), \( P(x) \) si confonde con la retta \( P=2x \). Il significato è semplice: se l'orto è lunghissimo, l'altro lato \( y=\frac{400}{x} \) è piccolissimo, e la rete è praticamente fatta dai due lati lunghi, \( 2x \).

L'errore che si commette è esattamente \( P(x)-2x=\dfrac{800}{x}=2y \), cioè la lunghezza dei due lati corti. Per esempio: per \( x=100 \) m, \( P=208 \) m e \( 2x=200 \) m, con un errore di \( 8 \) m (circa il \( 4\% \)); per \( x=400 \) m, \( P=802 \) m e \( 2x=800 \) m, errore di \( 2 \) m (circa lo \( 0{,}25\% \)).

Osservazione. La retta \( P=2x \) è un asintoto obliquo destro del grafico di \( P(x) \). Poiché \( P(x)-2x=\dfrac{800}{x}>0 \), il grafico sta sempre sopra l'asintoto e si avvicina ad esso dall'alto. Il suo significato fisico è che, per orti molto lunghi, i lati corti sono trascurabili. Per \( x\to+\infty \) non c'è asintoto orizzontale, perché \( P\to+\infty \).

e) Grafico e forma di rete minima

  • Dominio: \( x>0 \); nessuna intersezione con gli assi.
  • Asintoti: verticale \( x=0 \) (per \( x\to0^+ \)), obliquo \( P=2x \) (per \( x\to+\infty \)).
  • Alcuni punti: \( (5;\,170) \), \( (10;\,100) \), \( (20;\,80) \), \( (40;\,100) \), \( (80;\,170) \).

Il valore minimo della rete è quello trovato nel punto b): \( P(20)=80 \) m, cioè il quadrato di lato \( 20 \) m, come dimostrato nel riquadro del punto b). Lo si può verificare anche confrontando \( P(x) \) con \( 80 \):

\[ P(x)-80=\frac{2x^{2}-80x+800}{x}=\frac{2\,(x-20)^{2}}{x}\ \ge 0 \quad\text{per ogni } x>0, \]

con uguaglianza solo per \( x=20 \). Il grafico scende dall'asintoto verticale fino al punto \( (20;\,80) \), che è il suo punto più basso, poi risale avvicinandosi alla retta \( P=2x \).

Per \( x>0 \) questa quantità è sempre maggiore o uguale a \( 0 \), ed è uguale a \( 0 \) solo per \( x=20 \). Quindi \( P(x)\ge80 \) con uguaglianza solo per \( x=20 \): la rete più corta è di \( 80 \) m e si ottiene quando l'orto è un quadrato di lato \( 20 \) m. Il grafico scende dall'asintoto verticale fino al punto \( (20;\,80) \), poi risale avvicinandosi alla retta \( P=2x \).

Grafico del perimetro P(x) = 2x + 800/x: curva blu con minimo nel punto (20; 80), asintoto verticale x = 0 e asintoto obliquo P = 2x tratteggiati, e punti (5; 170), (10; 100), (40; 100), (80; 170).
\( y=\dfrac{400}{x} \), \( P(x)=2x+\dfrac{800}{x} \) per \( x>0 \); per \( x\to0^+ \): \( P\to+\infty \) (asintoto verticale \( x=0 \)); per \( x\to+\infty \): \( P\to+\infty \), con \( m=2 \) e \( q=0 \), cioè asintoto obliquo \( P=2x \) (l'errore \( \frac{800}{x} \) è la lunghezza dei due lati corti); il grafico sta sopra l'asintoto; \( P(x)\ge80 \) con minimo per \( x=20 \): la rete più corta (\( 80 \) m) è quella del quadrato di lato \( 20 \) m.

Esplora con la simulazione

Sposta il cursore per cambiare la forma dell'orto, mantenendo l'area di \( 400\ \text{m}^2 \): i lati di lunghezza \( x \) sono disegnati in blu, quelli di lunghezza \( y \) in arancione. Osserva come cambia la rete \( P \) e cerca la posizione in cui è più corta; poi allunga sempre più l'orto e guarda che cosa succede ai lati arancioni e alla distanza tra la curva e la retta \( P=2x \).

Quesito 7

Il faro e la costa. Un faro \( F \) si trova su uno scoglio a \( 300 \) m da una costa rettilinea. Sia \( A \) il punto della costa più vicino al faro, per cui \( FA=300 \) m ed \( FA \) è perpendicolare alla costa. Il fascio di luce del faro ruota con velocità angolare costante e compie un giro completo in \( 40 \) secondi. Al tempo \( t=0 \) (in secondi) il fascio punta verso \( A \); quando il fascio è rivolto verso la costa, forma sulla riva un punto luminoso \( P \) a distanza \( d \) (in metri) da \( A \).

Un faro su uno scoglio nel mare, al crepuscolo, vicino a una costa rettilinea: il fascio di luce forma un punto luminoso P sulla spiaggia; sono indicati il faro F, il punto A della costa più vicino a F (a 300 m), la distanza d tra A e P e l'angolo alfa tra FA e il fascio.

a) Indica con \( \alpha \) l'angolo formato dal fascio con \( FA \) e mostra che \( d=300\tan\alpha \). Esprimi poi \( \alpha \), e quindi \( d \), in funzione del tempo \( t \).

b) Calcola \( d \) per \( t=0;\ 2{,}5;\ 5;\ 7{,}5;\ 9 \) secondi.

c) Che cosa accade al punto luminoso quando \( t \) si avvicina a \( 10 \) secondi da valori minori di \( 10 \)? Che cosa significa, fisicamente?

d) Calcola la velocità media del punto luminoso sulla riva negli intervalli di tempo \( [0;\,5] \), \( [5;\,9] \) e \( [9;\,9{,}9] \) (in secondi). Che cosa osservi?

e) Rappresenta graficamente la funzione \( d(t) \) per \( 0\le t<10 \). In un giro completo del fascio (\( 40 \) s), per quanto tempo il punto luminoso si trova sulla riva?



Soluzione del quesito 7

a) La funzione \( d(t) \)

Schema del problema: il faro F in mare, il punto A della costa più vicino a F, con FA = 300 m perpendicolare alla costa e angolo retto in A, il punto luminoso P sulla riva, il segmento AP = d e l'angolo alfa in F tra FA e il fascio di luce.

Il triangolo \( FAP \) è rettangolo in \( A \), perché \( FA \) è perpendicolare alla costa, e l'angolo in \( F \) è \( \alpha \). Il cateto \( AP \) è opposto ad \( \alpha \) e \( FA \) è adiacente, quindi \( \tan\alpha=\dfrac{AP}{FA} \), cioè

\[ d=AP=FA\tan\alpha=300\tan\alpha. \]

Il fascio compie un giro (\( 2\pi \) radianti) in \( 40 \) s, quindi la velocità angolare è \( \omega=\dfrac{2\pi}{40}=\dfrac{\pi}{20} \) rad/s. Poiché per \( t=0 \) il fascio punta verso \( A \) (\( \alpha=0 \)), l'angolo in radianti è \( \alpha=\omega t=\dfrac{\pi t}{20} \) e

\[ d(t)=300\tan\!\left(\frac{\pi t}{20}\right). \]

Per esempio, dopo \( t=10 \) s l'angolo vale \( \alpha=\dfrac{\pi}{2} \): il fascio è parallelo alla costa.

Dai radianti ai gradi. Spesso è più intuitivo ragionare in gradi. Un angolo di \( \pi \) radianti corrisponde a \( 180^\circ \), quindi l'angolo in gradi \( \alpha^\circ \) e quello in radianti \( \alpha \) sono legati dalla proporzione

\[ \alpha^\circ:180^\circ=\alpha:\pi \quad\Longrightarrow\quad \alpha^\circ=\frac{180^\circ}{\pi}\,\alpha. \]

Sostituendo \( \alpha=\dfrac{\pi t}{20} \):

\[ \alpha^\circ=\frac{180^\circ}{\pi}\cdot\frac{\pi t}{20}=9^\circ\cdot t. \]

Il fascio ruota quindi di \( 9^\circ \) ogni secondo, come ci si aspetta da un giro completo (\( 360^\circ \)) in \( 40 \) s: \( 360^\circ:40=9^\circ \) al secondo.

b) Alcuni valori

Calcoliamo \( \alpha \) in radianti e in gradi (\( \alpha^\circ=9^\circ\cdot t \)) e poi \( d(t)=300\tan\alpha \):

\[ \begin{array}{|c|c|c|c|c|c|} \hline t\ (\text{s}) & 0 & 2{,}5 & 5 & 7{,}5 & 9 \\ \hline \alpha\ (\text{rad}) & 0 & \frac{\pi}{8} & \frac{\pi}{4} & \frac{3\pi}{8} & \frac{9\pi}{20} \\ \hline \alpha\ (\text{gradi}) & 0^\circ & 22{,}5^\circ & 45^\circ & 67{,}5^\circ & 81^\circ \\ \hline d(t)\ (\text{m}) & 0 & \approx124{,}3 & 300 & \approx724{,}3 & \approx1894{,}1 \\ \hline \end{array} \]

I calcoli, uno per volta:

\[ \begin{aligned} d(0)&=300\tan0^\circ=0\ \text{m}\\ d(2{,}5)&=300\tan22{,}5^\circ\approx300\cdot0{,}4142\approx124{,}3\ \text{m}\\ d(5)&=300\tan45^\circ=300\cdot1=300\ \text{m}\\ d(7{,}5)&=300\tan67{,}5^\circ\approx300\cdot2{,}4142\approx724{,}3\ \text{m}\\ d(9)&=300\tan81^\circ\approx300\cdot6{,}3138\approx1894{,}1\ \text{m} \end{aligned} \]

(Con la calcolatrice si può usare la modalità «gradi» per le tangenti di \( 22{,}5^\circ,\,45^\circ,\ldots \), oppure la modalità «radianti» per \( \tan\frac{\pi}{8},\,\tan\frac{\pi}{4},\ldots \): il risultato è lo stesso.)

Nei primi \( 5 \) secondi il punto luminoso percorre \( 300 \) m, ma nei successivi \( 4 \) secondi ne percorre più di \( 1500 \).

c) Il fascio diventa parallelo alla costa: \( t\to10^- \)

Quando \( t\to10^- \), l'angolo \( \alpha=\dfrac{\pi t}{20}\to\dfrac{\pi}{2}^- \) e la tangente tende a \( +\infty \):

\[ \lim_{t\to10^-}300\tan\!\left(\frac{\pi t}{20}\right)=+\infty. \]

Per esempio \( d(9{,}9)\approx19\,097 \) m e \( d(9{,}99)\approx190\,986 \) m (quasi \( 191 \) km). Il punto luminoso si allontana sempre più in fretta. A \( t=10 \) s il fascio è parallelo alla riva e non la incontra più: il punto luminoso «è andato all'infinito» e scompare.

Osservazione. La retta \( t=10 \) è un asintoto verticale del grafico di \( d(t) \), per \( t\to10^- \): la funzione cresce senza limite quando il tempo si avvicina a \( 10 \) s, ma non è definita per \( t=10 \) (perché \( \tan\frac{\pi}{2} \) non esiste). Non ci sono altri asintoti per \( 0\le t<10 \).

d) Velocità media del punto luminoso

La velocità media in un intervallo è la distanza percorsa dal punto sulla riva divisa per la durata:

\[ v_{[0;5]}=\frac{d(5)-d(0)}{5-0}=\frac{300-0}{5}=60\ \text{m/s}, \] \[ v_{[5;9]}=\frac{d(9)-d(5)}{9-5}\approx\frac{1894{,}1-300}{4}\approx398{,}5\ \text{m/s}, \] \[ v_{[9;9{,}9]}=\frac{d(9{,}9)-d(9)}{9{,}9-9}\approx\frac{19\,097-1894}{0{,}9}\approx19\,114\ \text{m/s}. \]

Pur ruotando il fascio a velocità angolare costante, il punto luminoso sulla riva va sempre più veloce: dopo un tratto «lento» (\( 60 \) m/s, circa \( 216 \) km/h) supera la velocità del suono (\( \approx340 \) m/s) e poi arriva a oltre \( 19 \) km al secondo. Non c'è contraddizione: il punto luminoso non è un oggetto che si muove, ma un «effetto» geometrico dell'incontro tra il fascio e la riva, e nulla viaggia da un punto all'altro della costa. La velocità media cresce senza limite man mano che \( t \) si avvicina a \( 10 \) s, in accordo con l'asintoto verticale.

e) Grafico e tempo di permanenza sulla riva

La funzione \( d(t)=300\tan\!\left(\dfrac{\pi t}{20}\right) \) si ottiene dal grafico della tangente con una dilatazione orizzontale (il periodo diventa \( 20 \) s) e una verticale (fattore \( 300 \)).

  • Dominio fisico: \( 0\le t<10 \) (e, per simmetria, \( -10<t<0 \): prima di \( t=0 \) il punto arrivava da lontano a sinistra di \( A \)).
  • Intersezione: \( d(0)=0 \), cioè l'origine.
  • Andamento: crescente (la tangente è crescente in \( \left[0;\dfrac{\pi}{2}\right) \)); la curva è sempre più ripida.
  • Asintoto: verticale \( t=10 \).
  • Alcuni punti: \( (0;\,0) \), \( (2{,}5;\,124{,}3) \), \( (5;\,300) \), \( (7{,}5;\,724{,}3) \), \( (9;\,1894{,}1) \).
Grafico di d(t) = 300 tan(pi t / 20) per t tra 0 e 10 secondi: curva crescente che parte dall'origine e sale sempre più ripida avvicinandosi all'asintoto verticale t = 10, con i punti (2,5; 124), (5; 300), (7,5; 724) e (9; 1894).

Il punto luminoso è sulla riva solo quando il fascio è rivolto verso la costa, cioè per \( -10<t<10 \), che sono \( 20 \) secondi: il punto compare lontanissimo a sinistra, passa per \( A \) a \( t=0 \) e si allontana a destra verso l'infinito. Nei successivi \( 20 \) secondi il fascio punta verso il mare aperto e sulla riva non c'è nessun punto luminoso: il giro completo dura \( 40 \) s, quindi il punto è sulla riva per metà del tempo.

\( d=300\tan\alpha \) con \( \alpha=\dfrac{\pi t}{20} \), cioè \( d(t)=300\tan\!\left(\dfrac{\pi t}{20}\right) \); \( d(0)=0 \), \( d(2{,}5)\approx124{,}3 \) m, \( d(5)=300 \) m, \( d(7{,}5)\approx724{,}3 \) m, \( d(9)\approx1894{,}1 \) m; per \( t\to10^- \): \( d\to+\infty \) (asintoto verticale \( t=10 \)); velocità medie \( 60 \) m/s, \( \approx398{,}5 \) m/s, \( \approx19\,114 \) m/s, crescenti senza limite; il punto luminoso è sulla riva per \( 20 \) s su \( 40 \).

Esplora con la simulazione

Premi «Avvia» per vedere il faro girare e il punto luminoso correre lungo la costa, oppure muovi il cursore del tempo. Osserva come cambiano l'angolo \( \alpha \), la distanza \( d \) e la velocità del punto: avvicinati a \( t=10 \) s e guarda che cosa succede al grafico e al punto sulla riva.

Quesito 8

La popolazione nello stagno. In uno stagno vive una colonia di rane. Dal momento in cui i biologi cominciano a contarle (\( t=0 \)), il numero di rane dopo \( t \) anni è ben descritto dalla funzione \[ P(t)=\frac{1200}{1+11\,e^{-0{,}5\,t}}. \] Le risorse dello stagno (cibo, spazio) sono limitate.

Una rana verde su una foglia di ninfea in uno stagno al mattino, con altre rane sullo sfondo; in basso la funzione P(t) = 1200 / (1 + 11 e^(-0,5 t)) che dà il numero di rane dopo t anni dall'inizio del conteggio.

a) Quante rane c'erano quando è iniziato il conteggio? Calcola il numero di rane dopo \( 2 \), \( 5 \) e \( 10 \) anni dall'inizio del conteggio (arrotonda all'intero).

b) Che cosa accade alla popolazione in un futuro lontanissimo (\( t\to+\infty \))? Che cosa significa il valore trovato?

c) Dopo quanti anni dall'inizio del conteggio la popolazione raggiunge \( 600 \) rane? E dopo quanti anni raggiunge il \( 90\% \) del valore trovato al punto b)?

d) Il modello può essere usato anche per gli anni precedenti al conteggio (\( t<0 \)). Che cosa prevede per \( t\to-\infty \)? Come si interpreta questo risultato?

e) Rappresenta graficamente la funzione \( P(t) \) e spiega perché è crescente.



Soluzione del quesito 8

a) Popolazione iniziale e dopo qualche anno

All'inizio del conteggio \( t=0 \), quindi \( e^{0}=1 \):

\[ P(0)=\frac{1200}{1+11\cdot1}=\frac{1200}{12}=100. \]

C'erano \( 100 \) rane. Negli altri istanti:

\[ \begin{aligned} P(2)&=\frac{1200}{1+11\,e^{-1}}\approx\frac{1200}{1+4{,}047}\approx238\\[4pt] P(5)&=\frac{1200}{1+11\,e^{-2{,}5}}\approx\frac{1200}{1+0{,}903}\approx631\\[4pt] P(10)&=\frac{1200}{1+11\,e^{-5}}\approx\frac{1200}{1+0{,}074}\approx1117 \end{aligned} \]

Dopo \( 2 \), \( 5 \) e \( 10 \) anni ci sono circa \( 238 \), \( 631 \) e \( 1117 \) rane.

b) Il futuro lontano: \( t\to+\infty \)

Per \( t\to+\infty \) l'esponente \( -0{,}5t\to-\infty \), quindi \( e^{-0{,}5t}\to0 \) e

\[ \lim_{t\to+\infty}P(t)=\frac{1200}{1+11\cdot0}=1200. \]

La popolazione tende a stabilizzarsi su \( 1200 \) rane: è il numero massimo che lo stagno riesce a «sostenere» con le sue risorse (la capacità dell'ambiente). Poiché il denominatore è sempre maggiore di \( 1 \), \( P(t)<1200 \) per ogni \( t \): la popolazione si avvicina a \( 1200 \) senza mai raggiungerlo.

Osservazione. La retta \( P=1200 \) è un asintoto orizzontale destro del grafico di \( P(t) \), per \( t\to+\infty \): il suo significato è la capacità dell'ambiente.

c) Quando si raggiungono \( 600 \) rane e il \( 90\% \) del limite

\( 600 \) rane: poniamo \( P(t)=600 \).

\[ \frac{1200}{1+11e^{-0{,}5t}}=600 \ \Longrightarrow\ 1+11e^{-0{,}5t}=2 \ \Longrightarrow\ e^{-0{,}5t}=\frac{1}{11} \] \[ -0{,}5\,t=-\ln11 \ \Longrightarrow\ t=2\ln11\approx4{,}8\ \text{anni}. \]

\( 90\% \) di \( 1200 \), cioè \( 1080 \) rane:

\[ \frac{1200}{1+11e^{-0{,}5t}}=1080 \ \Longrightarrow\ 1+11e^{-0{,}5t}=\frac{10}{9} \ \Longrightarrow\ e^{-0{,}5t}=\frac{1}{99} \] \[ t=2\ln99\approx9{,}2\ \text{anni}. \]

Servono circa \( 4{,}8 \) anni per arrivare a metà della capacità, e quasi altri \( 4{,}4 \) anni per passare dal \( 50\% \) al \( 90\% \): man mano che ci si avvicina al limite, la crescita rallenta.

d) Il passato: \( t\to-\infty \)

Per \( t\to-\infty \) l'esponente \( -0{,}5t\to+\infty \), quindi \( e^{-0{,}5t}\to+\infty \), il denominatore tende a \( +\infty \) e

\[ \lim_{t\to-\infty}P(t)=\lim_{t\to-\infty}\frac{1200}{1+11e^{-0{,}5t}}=0. \]

Andando sempre più indietro negli anni, il modello prevede una colonia sempre più piccola, che tende a zero senza annullarsi. È coerente con una popolazione che ha avuto origine da pochi individui e che, anno dopo anno, è cresciuta.

Va ricordato che il modello è un'approssimazione: una frazione di rana non esiste. Per esempio \( P(-10)\approx0{,}73 \), meno di una rana: il modello è sensato solo finché \( P\ge1 \), cioè per \( t\gtrsim-9{,}4 \) anni, e dà un'idea di come sarebbe stato il passato, non una descrizione esatta.

Osservazione. La retta \( P=0 \) (l'asse \( t \)) è un asintoto orizzontale sinistro del grafico di \( P(t) \), per \( t\to-\infty \). Il grafico ha quindi due asintoti orizzontali diversi, uno a destra (\( P=1200 \)) e uno a sinistra (\( P=0 \)): non succede con le funzioni razionali, ma è tipico delle funzioni con l'esponenziale al denominatore.

e) Grafico e crescita

Se \( t \) aumenta, \( -0{,}5t \) diminuisce, quindi \( e^{-0{,}5t} \) diminuisce (l'esponenziale con base \( e>1 \) è crescente) e il denominatore \( 1+11e^{-0{,}5t} \) diminuisce: il rapporto \( \dfrac{1200}{\text{denominatore}} \) cresce. La funzione è quindi crescente su tutto \( \mathbb{R} \).

  • Dominio: \( \mathbb{R} \) (il denominatore è sempre positivo). Valori: \( 0<P(t)<1200 \).
  • Intersezione con l'asse \( P \): \( (0;\,100) \); non interseca l'asse \( t \).
  • Asintoti: orizzontali \( P=0 \) (per \( t\to-\infty \)) e \( P=1200 \) (per \( t\to+\infty \)).
  • Alcuni punti: \( (0;\,100) \), \( (2;\,238) \), \( (4{,}8;\,600) \), \( (5;\,631) \), \( (10;\,1117) \).

Il grafico ha la tipica forma «a S»: parte vicino a \( 0 \), cresce sempre più rapidamente fino a metà della capacità (\( t\approx4{,}8 \)), poi rallenta avvicinandosi a \( 1200 \).

Grafico di P(t) = 1200 / (1 + 11 e^(-0,5 t)): curva crescente a forma di S compresa tra l'asse t, asintoto orizzontale per t verso meno infinito, e la retta P = 1200, asintoto orizzontale per t verso più infinito; passa per (0; 100), (4,8; 600) e (10; 1117).
\( P(0)=100 \), \( P(2)\approx238 \), \( P(5)\approx631 \), \( P(10)\approx1117 \); per \( t\to+\infty \): \( P\to1200 \) (asintoto orizzontale \( P=1200 \), capacità dell'ambiente); \( 600 \) rane dopo \( 2\ln11\approx4{,}8 \) anni, \( 1080 \) rane (\( 90\% \)) dopo \( 2\ln99\approx9{,}2 \) anni; per \( t\to-\infty \): \( P\to0 \) (asintoto orizzontale \( P=0 \)); la funzione è crescente, con grafico a S compreso tra i due asintoti.

Esplora con la simulazione

Fai scorrere il tempo (anche in anni negativi, cioè prima del conteggio) e osserva lo stagno: ogni pallino rappresenta \( 20 \) rane. Prova a cambiare la capacità dell'ambiente \( K \) e guarda che cosa accade al grafico e al valore verso cui la popolazione si stabilizza.