Soluzione proposta da Giuseppe Scoleri.
«Nella misura in cui i teoremi della Matematica si riferiscono alla realtà, non sono certi, e nella misura in cui essi sono certi, non si riferiscono alla realtà»
— Albert Einstein, Geometrie und Erfahrung, conferenza del 1921
In tabella sono indicati i rilevamenti, fatti a inizio anno a partire dal 2016, del livello dell'acqua del lago di Bracciano. Nel 2016 e nel 2017 il lago, oggetto di prelievi, era utilizzato come riserva idrica di emergenza per i comuni limitrofi e per l'approvvigionamento di Roma. Nel 2017, in considerazione dell'impatto ambientale e del notevole abbassamento del livello idrometrico rispetto a quello considerato ottimale, si è deciso di interrompere i prelievi, sospensione tuttora in atto.
| Anno (1° gennaio) | 2016 | 2017 | 2018 | 2019 | 2020 | 2021 | 2022 | 2023 | 2024 | 2025 | 2026 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Livello (dm) | -6 | -16 | -20 | -18 | -16 | -14 | -12 | -10 | -10 | -10 | -10 |
Legenda: valori in decimetri (dm) rispetto allo zero idrometrico, rilevati al 1° gennaio di ogni anno.
Si scelga un sistema di riferimento in cui l'unità sull'asse delle ascisse corrisponda a un anno e il 1° gennaio 2016 corrisponda allo zero, mentre sull'asse delle ordinate l'unità corrisponda a 1 dm rispetto allo zero idrometrico (livello ottimale).
Dall'inizio del 2016 fino all'inizio del 2019 si può descrivere l'andamento con il modello polinomiale
Tra l'inizio del 2019 e l'inizio del 2023 si assume una crescita oscillante, approssimata con un modello del tipo \( y = mx - 24 + \text{sen}^2(\pi x) \), con \( m \in \mathbb{R} \). Fino all'inizio del 2026, l'andamento è approssimato con un modello del tipo \( y = 2\cos(2\pi x) + k \), con \( k \in \mathbb{R} \).
Utilizzando i dati riportati in tabella e le informazioni fornite, definire il modello matematico \( f(x) \) che esprime l'andamento del livello delle acque del lago in funzione del tempo, dopo aver determinato i valori dei parametri.
Nel sistema di riferimento scelto: 2016 corrisponde a \(x=0\), 2017 a \(x=1\), 2018 a \(x=2\), 2019 a \(x=3\). Imponiamo il passaggio del modello per i punti noti dalla tabella. Spiegazione del metodo: dato che il modello ha tre parametri incogniti (a, b, c), servono tre equazioni indipendenti, ottenute imponendo che la curva passi per tre punti noti della tabella (corrispondenti a \(x=0,1,3\)).
Per \(x=0\), \(y=-6\):
Per \(x=1\), \(y=-16\):
Nota: per \(x=2\) si ha \((x-2)=0\), quindi il modello dà sempre \(y=-20\) qualunque siano \(a,b,c\) — il dato 2018 è automaticamente soddisfatto, ma non fornisce alcuna informazione utile a determinare i parametri. Serve quindi un terzo punto diverso, cioè \(x=3\).
Il valore \(y=-18\) è il dato misurato a inizio 2019 (\(x=3\)). Poiché il primo tratto è definito su \([0,3)\), il valore corretto si ottiene come limite sinistro; essendo una funzione polinomiale, continua su \(\mathbb{R}\), tale limite coincide con la sostituzione diretta di \(x=3\):
Sottraendo la (2) dalla (3) si elimina subito \(a\) e \(c\), trovando direttamente \(b\):
Dalla (3): \(a+c=3\), cioè \(c=3-a\). Sostituendo nella (1):
Ricaviamo infine \(c\) dalla relazione \(c=3-a\) trovata sopra:
Imponendo la continuità in \(x=3\) con il valore \(y=-18\) già trovato:
Usiamo il dato del 2024, cioè \(x=8\), \(y=-10\) (valore incluso nel dominio del tratto):
Si assuma come modello descrittivo dell'andamento idrometrico del lago la funzione \(f(x)\) definita a tratti al punto precedente. Studiare \( f \) e tracciare un suo grafico, dopo aver verificato la continuità, studiato la derivabilità e determinato i punti di estremo relativo.
La funzione è costituita da tratti di funzioni continue su tutto \(\mathbb{R}\) (una polinomiale, una funzione goniometrica, un coseno), quindi è sufficiente verificare la continuità nei punti di raccordo \(x=3\) e \(x=7\): una funzione definita a tratti è continua in un punto di raccordo se il limite calcolato da sinistra coincide con quello calcolato da destra (e con il valore della funzione in quel punto).
In \(x=3\): dal primo tratto \(\lim_{x\to3^-}f(x)=-\tfrac12-1+\tfrac72-20=-18\); dal secondo tratto \(f(3)=6-24+\text{sen}^2(3\pi)=-18\). I valori coincidono: f è continua in x = 3.
In \(x=7\): dal secondo tratto \(f(7)=14-24+\text{sen}^2(7\pi)=-10\); dal terzo tratto \(\lim_{x\to7^+}f(x)=2\cos(14\pi)-12=-10\). Coincidono: f è continua in x = 7. Quindi f è continua su tutto \([0;10]\).
Ogni tratto è anche derivabile su tutto \(\mathbb{R}\) (polinomi e funzioni goniometriche lo sono sempre), quindi resta da controllare solo i punti di raccordo \(x=3\) e \(x=7\): oltre alla continuità, serve che le derivate sinistra e destra coincidano in quel punto; se invece sono diverse, la funzione non è derivabile in quel punto. Calcoliamo le derivate dei singoli tratti e ne confrontiamo i limiti per \(x\to3\) e \(x\to7\): questo è un criterio sufficiente, ma non necessario, per la derivabilità (in caso di esito negativo o dubbio si dovrebbe ricorrere alla definizione con il rapporto incrementale).
In \(x=3\): derivata del primo tratto \(f'(x)=-2(x-2)^3-3(x-2)^2+7(x-2)\), da cui \(f'_-(3)=-2-3+7=2\). Derivata del secondo tratto \(f'(x)=2+\pi\,\text{sen}(2\pi x)\), da cui \(f'_+(3)=2+\pi\,\text{sen}(6\pi)=2\). Coincidono: f è derivabile in x = 3.
In \(x=7\): derivata del secondo tratto, \(f'_-(7)=2+\pi\,\text{sen}(14\pi)=2\). Derivata del terzo tratto \(f'(x)=-4\pi\,\text{sen}(2\pi x)\), da cui \(f'_+(7)=-4\pi\,\text{sen}(14\pi)=0\). Sono diverse (\(2\neq0\)): f NON è derivabile in x = 7, punto angoloso.
Sviluppiamo il trinomio \(g(x)=-2(x-2)^2-3(x-2)+7\) tra parentesi quadre:
Discriminante: \(\Delta=25+40=65\), da cui le radici
entrambe fuori dal dominio \([0,3)\). Essendo \(g\) una parabola con concavità verso il basso (coefficiente di \(x^2\) negativo), \(g\) è positivo proprio tra le due radici, intervallo che contiene per intero \([0,3)\).
Quindi \(g(x)>0\) per ogni \(x\in[0,3)\): il segno di \(f'\) coincide con quello di \((x-2)\), perciò f è decrescente per \(0\le x <2\) e crescente per \(2<x<3\).
Studiando la derivata seconda \(f''(x)=-6(x-2)^2-6(x-2)+7\) si trovano due flessi interni al dominio: \(x_1\approx0{,}31\) (\(f\approx-9{,}25\)) e \(x_2\approx2{,}69\) (\(f\approx-18{,}77\)), con concavità verso l'alto tra di essi e verso il basso altrove.
Legenda: A=(0,-6) massimo di frontiera, F₁≈(0,31;-9,25) e F₂≈(2,69;-18,77) punti di flesso, m=(2,-20) minimo, D=(3,-18) estremo del tratto.
Poiché \(\pi\,\text{sen}(2\pi x)\) oscilla tra \(-\pi\) e \(\pi\) (con \(\pi\approx3{,}14\)), \(f'\) non ha segno costante: la funzione non è monotòna, ma presenta piccole oscillazioni periodiche di periodo 1. Cerchiamo i punti critici risolvendo \(f'(x)=0\):
Le soluzioni di \(\text{sen}(\alpha)=-0{,}64\) nel terzo e quarto quadrante sono \(\alpha\approx\pi+0{,}69\approx3{,}83\) e \(\alpha\approx2\pi-0{,}69\approx5{,}59\), più i multipli di \(2\pi\). Ponendo \(\alpha=2\pi x\) e dividendo per \(2\pi\), si trovano le soluzioni periodiche, di periodo 1:
Restringendo al dominio \([3,7]\) si ottengono \(n=3,4,5,6\), cioè 8 punti critici in totale. Per classificarli basta osservare il segno di \(\text{sen}(2\pi x)\) appena prima e dopo ciascuno: tra \(x\approx n+0{,}61\) e \(x\approx n+0{,}89\) il seno scende fino al minimo (\(-1\) per \(x=n+0{,}75\)), quindi \(f'<0\) e f decresce; fuori da questo intervallo \(f'>0\) e f cresce. Dunque ogni punto \(x\approx n+0{,}61\) è un massimo relativo (f passa da crescente a decrescente) e ogni \(x\approx n+0{,}89\) è un minimo relativo (f passa da decrescente a crescente).
Legenda: crescita complessiva con piccole oscillazioni; punti interi R=(3,-18), G=(4,-16), H=(5,-14), I=(6,-12), J=(7,-10).
È una funzione coseno di periodo 1, dilatata verticalmente di un fattore 2 e traslata in basso di 12 unità: oscilla regolarmente tra \(-10\) (massimo) e \(-14\) (minimo).
Legenda: L=(7,-10), N=(8,-10), O=(9,-10), P=(10,-10) massimi relativi; minimi non etichettati in x=7,5; 8,5; 9,5.
Unendo i tre tratti — continui ovunque, con un punto angoloso in \(x=7\) — si ottiene il grafico complessivo di f su \([0;10]\):
Legenda: in rosso il 1° tratto (A=(0,-6), m=(2,-20)), in verde il 2° tratto, in viola il 3° tratto, con punto angoloso in Q=(7,-10).
Giustificare la non applicabilità del teorema di Lagrange alla funzione \( f \) in \( [0; 10] \).
Esistono, tuttavia, punti di ascissa \( s \in \,]0; 10[\, \) tali che \( f'(s) = \dfrac{f(10) - f(0)}{10} \)? Motivare la risposta.
Il teorema di Lagrange richiede che f sia continua su \([0;10]\) e derivabile su tutto l'intervallo aperto \(\,]0;10[\,\). La prima condizione è verificata (punto b). La seconda no: f non è derivabile in \(x=7\) (punto angoloso), e \(7\in\,]0;10[\,\). Mancando un'ipotesi del teorema, il teorema di Lagrange non è applicabile su \([0;10]\).
Il rapporto richiesto vale:
È il coefficiente angolare della secante \(AP\) tra \(A=(0;-6)\) e \(P=(10;-10)\). Chiedersi se esiste \(s\) con \(f'(s)=-0{,}4\) equivale a chiedersi se in qualche punto la tangente è parallela alla secante AP.
Non potendo usare Lagrange sull'intero intervallo, f è comunque continua e derivabile separatamente sui tre tratti \([0;3]\), \([3;7]\), \([7;10]\): il teorema vale quindi su ciascuno di essi.
Primo tratto: \(f'\) è continua su \(]0;3[\) e assume sia valori minori di \(-0{,}4\) (es. \(f'(0)=-10\)) sia maggiori (es. \(f'(3)=2\)): per il teorema dei valori intermedi esiste almeno un punto in cui \(f'(s)=-0{,}4\).
Secondo e terzo tratto: \(f'\) oscilla periodicamente, rispettivamente tra circa \(-1{,}14\) e \(5{,}14\), e tra circa \(-12{,}57\) e \(12{,}57\): intervalli che contengono ampiamente \(-0{,}4\), quindi per lo stesso motivo la pendenza \(-0{,}4\) viene assunta più volte.
Primo tratto: risolvendo numericamente si trova un solo valore:
Secondo tratto: da \(\text{sen}(2\pi x)\approx-0{,}764\), in \(]3;7[\) si trovano 8 valori:
Terzo tratto: da \(\text{sen}(2\pi x)\approx0{,}032\), in \(]7;10[\) si trovano 6 valori:
In totale 15 valori di s soddisfano la condizione richiesta.
Spiegare perché il teorema della Media Integrale è applicabile alla funzione \( f \) in \( [0; 10] \). Calcolare, quindi, la variazione media \( \Delta h \) del livello delle acque del lago negli anni presi in esame.
Infine, considerando che la superficie del lago è di circa \( 57 \text{ km}^2 \), utilizzare \( \Delta h \) per stimare, in litri, la differenza del volume di acqua tra l'inizio del 2016 e l'inizio del 2026.
f è continua in \([0;10]\) (punto b), quindi è applicabile il teorema della media integrale: il valor medio \(\Delta h\) è dato da
Primo tratto:
Secondo tratto:
Terzo tratto:
Sommando i tre contributi:
Nel decennio 2016–2026 il livello del lago si è attestato in media a circa \(1{,}39\) m al di sotto dello zero idrometrico ottimale.
Superficie del lago: \(S=57\text{ km}^2=57\cdot10^6\text{ m}^2\). Il volume medio mancante rispetto alla condizione ottimale è:
Convertendo in litri (\(1\text{ m}^3=1000\) litri):
In base al modello della media integrale, nel periodo considerato è mancato un volume medio complessivo di circa 79,3 miliardi di litri rispetto allo zero idrometrico ottimale.
Il valore Δh = −13,905 dm è il valore medio del livello del lago nel decennio, non la variazione puntuale tra il 2016 e il 2026. Da qui la stima V ≈ 7,93·1010 litri, come richiesto dal testo.
Se invece si considerasse la variazione puntuale f(10)−f(0) = −4 dm, si otterrebbe V ≈ 2,28·1010 litri. Questa interpretazione, secondo noi, non è quella intesa dal testo.
L'interpretazione adottata si rafforza considerando tre elementi convergenti del testo ministeriale.
Primo: il testo chiede esplicitamente di utilizzare Δh. Se avesse voluto la differenza puntuale f(10)−f(0), quel valore si legge direttamente dalla tabella senza alcun integrale.
Secondo: la parola stimare. La differenza puntuale f(10)−f(0) = −4 dm è un dato esatto ricavabile dalla tabella; non è una stima. Il valor medio integrale introduce invece genuinamente un'approssimazione, coerente con il verbo stimare.
Terzo: l'espressione tra il 2016 e il 2026. In italiano "tra A e B" riferito al tempo può significare nell'arco di tempo compreso tra A e B, non necessariamente un confronto tra due istanti. In questa lettura, la grandezza richiesta sarebbe una misura distribuita sull'intero decennio, non una differenza puntuale tra i due estremi.
Altri forniscono interpretazioni diverse, legittime vista l'ambiguità della formulazione ministeriale; noi abbiamo esposto la nostra interpretazione, cercando di motivarla.